Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Domenica 15.06.2008

Senza Titolo

Archiviato in: The Host of Seraphim, Visioni e Percezioni — Artois @ 20:07

Quella di ieri notte, è stata una serata strana. Verso mezzanotte mi si sono letteralmente chiusi gli occhi come due saracinesche blindate. Arrivato a casa, non ho potuto fare altro che buttarmi sul letto e dormire. Almeno nelle intenzioni, se l’intensissima attività onirica può chiamarsi sonno.

Ero di nuovo a Roma. Ma quella Roma che non esiste più, fusa con quel frullato di strade che i sogni sanno dare. Più un paio di posti della quale ubicazione siamo al corrente io e lei. 

E poi, al risveglio,  una sensazione di stordimento continuo, come se questa sonnolenta domenica fosse irreale, come se stessi vivendo a testa in giù.

E domani, si vola ancora.

P.S. Ieri era ero a cena qui: l’immagine è molto ridotta poichè davvero mossa e per motivi di privacy, ma quegli archi e quelle colonne erano d’una bellezza unica. Peccato per la folla.

Lunedì 2.06.2008

Night Ride Across. Across what? Guess it, if you can.

Archiviato in: The Host of Seraphim — Artois @ 23:20

find the answers, find the question

There are visions, there are memories

There are echoes of thundering hooves

There are fires, there is laughter

There’s the sound of a thousand dove

Find the answers, ask the questions

Find the roots of an ancient tree

Forse il vero scopo di ogni viaggio è proprio questo.

 

Lunedì 26.05.2008

29 gradi nell’ambiente, 62 gradi sulla plastica.

Nel caldo infernale del trenino Fiumicino/Roma Termini (ho deciso mia sponte di non prendere taxi fino a quando la situazione in Roma non tornerà alla civilità), sbuca fuori una piccola riflessione tecnica che non mancherà di spiazzare molti: tra l’Eee 900 ed il modello 701, preferisco il secondo. Vi basti solo sapere che il 900 è più lento, vive lontano dalla spina meno di due ore, non è al momento perfettamente compatibile con Ubuntu 8.04 e molte distribuzioni linux, ha lo slot SDHC terribilmente lento, e scalda come un forno nucleare.

Focalizziamoci su questi piccoli particolari, che se mi guardo intorno mi pare d’impazzire (anche i 15 gradi di differenza tra partenza ed arrivo influiscono.

Nel frattempo, auguri anche qui Angelica. Mi sono dimenticato di segnarli sul blog il 24, ma come ben saprai, avevo già la testa a Roma, ed ho paura di non riconoscerla.

P.S. Ho condiviso la mia connessione con un inglese sul trenino, e mi sento un uomo migliore della media che mi circorda nel vagone.

Sabato 10.05.2008

Significati

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', The Host of Seraphim — Artois @ 23:43

Mi viene più facile e spontaneo, enumerare ad uno ad uno tutti i posti, tutti i raduni, tutti i barcamp al quale sono mancato (nonostante sia stato invitato ad alcuni), ed dei quali oggettivamente non ne sento il bisogno impellente di esserci. Anche se adesso sono in una “tube”, ed aspetto, non so cosa aspettarmi.

Il 26 torno a Roma, per lavoro, ovviamente. E francamente non ho idea degli orari da seguire e nemmeno della tabella di marcia da seguire. E’ comunque l’occasione per fare il punto della situazione e capire come agire per il meglio. Mi sto accorgendo, con parecchio fastidio, di aver letteralmente buttato via rapporti dei quali mi ritrovo ad averne nostalgia, come diretta conseguenza della grande paura di marzo, poi rientrata nella solita routine di mezze ammissioni e grandi incomprensioni. Sono i miei genitori, pazienza.

(e si, ne parlo qui la prima e credo ultima volta).

Nel frattempo, qualcuno mi fa sapere che ci sarebbe una birrata di blogger nientedimeno che a Triggianello, in Puglia.

E la googolata di rito mi porta ad incrociarmi con vecchie amicizie, delle quali, anche se mi è capitato di incrociarne le strade, non ho cercato riscontro. Per pigrizia, o desiderio stupido di mantere le cose nello status ante quo.

Un tempo avrei preso il primo volo low cost per esserci. Adesso no. L’impulsività ha ceduto all’età, probabilmente. O forse anche questa è impulsività?

E  lo so: alzare la cornetta e chiamare non basta.

Mercoledì 30.04.2008

He was turn to steel in a great magnetic field

Archiviato in: Chi Sei?, The Host of Seraphim, Visioni e Percezioni — Artois @ 19:56

Ironman

Poche chiacchiere: ciascuno ha le sue debolezze, ed Anthony “Tony” Stark è una delle mie.

 

Domenica 6.04.2008

Dipende da come sono messo…

Soundtrack - Tutto ciò c’è - Caparezza, Caparezza.

ah, per marzaglia se ti interessa ti posso offrire appoggio qui per la notte 

28:29
qui=Imola
Artois - on NX01
16:28:39
dipende da come sono messo
E’ la risposta che ultimamente ripeto un po’ a tutti coloro fanno l’errore d’invitarmi da qualche parte. Sia per telefono (giusto stamane squilla il telefonino: visto che il 13 ci sei per votare, che ne dici se….; ieri sera sul tardi, sms “finalmente ho terminato di sistemare casa: quando passi?”, e di recente, dopo un pomeriggio alle prese con FTP particolarmente riottosi e Photoshop su Macbook Pro fiammanti “Hey, ma tu proprio non riesci a liberarti?”), che per email, che per qualsiasi mezzo di comunicazione io possa accedere. 
Mancano solo i messaggi di fumo, il piccione vaggiatore, le torce in cima alle torri (E no, Camden Town non conta), ed ho fatto il pieno.
Quindi, la risposta, anche a questo post, è solo una. Dipende da come sono messo…

Lunedì 10.03.2008

Surrealismo all’italiana

Archiviato in: Like the Humans do, The Host of Seraphim — Artois @ 1:24

Più che barriera linguistica, si dovrebbe parlare di barriera comportamentale.
Già, la peggior difficoltà non è stata nel dire che il candidato di centro/destra ha pubblicamente affermato “I’m not a pickpocket”, e che il programma avversario era “Pure paper rubbish” e che “torn in two” non voleva dire distruggere con argomentazioni, ma il gesto di strappare e lanciare i pezzi alle proprie spalle.

Così come è stato difficile far comprendere “l’unidirectional fair play”, di spiegare l’assonanza tra “argue of discussion” ed “personal offense” (intesa come attacco).

Ma ciò che è stato più difficile per me, davvero quasi impossibile da districare, è di non definire come “Godfather” Berlusconi. Perchè ci cadeva in pieno.

Sabato 8.03.2008

Post It.

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', Musica, Rache, The Host of Seraphim — Artois @ 23:48

Questo 2008 sta presentando pericolose assonanze con il 2001 (come il 2007 ha ricordato il 2000 e pezzi del 2002).

Me ne rendo conto da un paio di particolari. Ho iniziato l’anno stando a Roma solo pochissimo tempo, e per di più quasi accampato.

E mi sono ritrovato a scrivere stralci di pensieri ovunque: sul cellulare, su bigliettini, sul portatile, dappertutto. Lo facevo nel 2001, abitudine che persi nel 2003 perchè uno schifoso ex collega trovò uno dei bigliettini, e montò un casino pazzesco (Per i più curiosi, v’era una citazione di Shakespeare, per la precisione dal Coriolano, ma il tizio in questione, ignorante come un tipico elettore forzaitaliota, suppose che davvero io m’accingessi a denunziare al senato qualcuno, e collegò il tutto con la sparizione di un cellulare).

E così sono ritornato al mio primo assetto, cellulare Nokia e palmare Windows Mobile (all’epoca si chiamava PocketPC), ho ripreso ad ascoltare i Faith and The Muse (sempre per i più curiosi, Vervain), ho ricominciato a contare i giorni non più dal lunedì al sabato, ma dai giorni nei quali sarò con i miei cari.

E, soprattutto, il mio lavoro è esattamente quello che avevo nel 2001, che svolgevo tra un intervento di soccorso o trasporto malati e l’altro. Scrivevo. E sto scrivendo.

E’ uno dei motivi per il quale il blog scorre lentamente, tutto quello che ho in mente confluisce altrove, ho i miei personaggi i quali vivono la loro vita che scorre ora lentamente, ora freneticamente, ora tumultuosamente, ora placidamente.

E mi lascia uno strano effetto dentro di me, quello di guardare attraverso i vetri della finestra e di scorgere al posto dei palazzoni assembrati tra di loro come scatole di scarpe sia i miei pensieri in forma umana, che i personaggi che ho adottato ed dei quali traccio nuovi percorsi, in attesa che altre matite terminino quello ciò che ho disegnato. E’ buffo, ma basta aprire una paginetta di Mellel o Neo Office, e di colpo sono a Roma, o sulla passeggiata circondata da stelle… Come in passato.

E quel che è buffo, davvero molto buffo, e che scrivo anche di realtà, e più ne scrivo, più articoli consegno, più comunicati redigo e più l’immaginario si allarga, si arricchisce, si complica, si mischia ai fogli ordinati della logica e li fa suoi.

E, ancora, ascoltando Importune me no more, m’è tornato alla mente che sono ritornato ad avere due schede, con gli stessi operatori del 2001. 

E che, avendo un mio collega la stessa soneria che ho dal 2004 (quando pensionai il nokia 7110 per il T610), ho messo Fuga…che avevo sul 7110. Per caso. Per puro caso, ma solo ora me ne rendo conto.

Fade and remain? No, non credo. Ed il motivo è semplice, netto e cristallino.

Io sono una persona peggiore rispetto a quella che ero nel 2001. Sotto tutti i punti di vista.

Vivo meglio, si, ma sono peggiore.

E, in fondo, molto in fondo…non mi manco affatto. Mi va bene d’essere così come sono adesso, dato che nel 2001 ero molto insicuro di me. Non mi piacevo.

E com’era? Ah, si:

Paura al bando, c’è Artois al comando!

Martedì 26.02.2008

Distant Star

Archiviato in: The Host of Seraphim — Artois @ 0:01

You can reach any stars.

Te lo dissi lo scorso anno, e te lo ripeto ancora. Perchè è vero.

Perchè lo meriti.

Auguri Elena. Auguri.

Mercoledì 13.02.2008

Realizzare.

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', The Host of Seraphim — Artois @ 12:07

Quando ti rendi conto che i tuoi vestiti migliori sono in un trolley dall’angolo logoro ed il lucchetto che s’inceppa, il tuo mezzo di scrittura preferito è un iPod o il tuo palmare, e scopri che devi comprare almeno due batterie nuove, forse è il momento di realizzare che davvero casa tua è dove decidi di posare il cappello.

Il problema è che io non porto mai cappelli. Ma suppongo sia una sottigliezza.

(P.S: ho davvero bisogno di un template nuovo).

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