Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Sabato 31.05.2008

Exile

Archiviato in: Chi Sei?, Musica, Visioni e Percezioni — Artois @ 0:23

Sto vivendo una crisi 
e una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va 
sto vivendo una crisi 
e una crisi è nell’aria ogni volta che mi sento solo 

so che rimarrò distratto per un po’ 
quindi rimarrò altrettanto distante 

quando inizia una crisi è un po’ tutto concesso 
quasi come a carnevale 
quando è in corso una crisi dimentico tutto 
e posso farmi perdonare 

so che rimarrò un po’ assente da scuola 
e forse non andrei nemmeno al lavoro 

quando arriva una crisi riaffiorano alcuni ricordi 
che credevo persi 
cosa penso di me cosa voglio da te 
dove sono cosa sono e perchè 

ho il sospetto che non sia un buon esempio 
camminare a un metro e mezzo da terra 

molto spesso una crisi è tutt’altro che folle 
è un eccesso di lucidità 
sta finendo la crisi e ogni volta che passa una crisi 
resta qualche traccia 

infatti ultimamente rido per niente 
e non mi nascondo più facilmente 
e malgrado sembri male 
cambia solo il modo di giudicare

Mercoledì 16.04.2008

Metti un gatto con un theremin

Archiviato in: La carta che non c' e', Like the Humans do, Musica — Artois @ 15:17

E scoprirai nuovi mondi.

Sabato 8.03.2008

Post It.

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', Musica, Rache, The Host of Seraphim — Artois @ 23:48

Questo 2008 sta presentando pericolose assonanze con il 2001 (come il 2007 ha ricordato il 2000 e pezzi del 2002).

Me ne rendo conto da un paio di particolari. Ho iniziato l’anno stando a Roma solo pochissimo tempo, e per di più quasi accampato.

E mi sono ritrovato a scrivere stralci di pensieri ovunque: sul cellulare, su bigliettini, sul portatile, dappertutto. Lo facevo nel 2001, abitudine che persi nel 2003 perchè uno schifoso ex collega trovò uno dei bigliettini, e montò un casino pazzesco (Per i più curiosi, v’era una citazione di Shakespeare, per la precisione dal Coriolano, ma il tizio in questione, ignorante come un tipico elettore forzaitaliota, suppose che davvero io m’accingessi a denunziare al senato qualcuno, e collegò il tutto con la sparizione di un cellulare).

E così sono ritornato al mio primo assetto, cellulare Nokia e palmare Windows Mobile (all’epoca si chiamava PocketPC), ho ripreso ad ascoltare i Faith and The Muse (sempre per i più curiosi, Vervain), ho ricominciato a contare i giorni non più dal lunedì al sabato, ma dai giorni nei quali sarò con i miei cari.

E, soprattutto, il mio lavoro è esattamente quello che avevo nel 2001, che svolgevo tra un intervento di soccorso o trasporto malati e l’altro. Scrivevo. E sto scrivendo.

E’ uno dei motivi per il quale il blog scorre lentamente, tutto quello che ho in mente confluisce altrove, ho i miei personaggi i quali vivono la loro vita che scorre ora lentamente, ora freneticamente, ora tumultuosamente, ora placidamente.

E mi lascia uno strano effetto dentro di me, quello di guardare attraverso i vetri della finestra e di scorgere al posto dei palazzoni assembrati tra di loro come scatole di scarpe sia i miei pensieri in forma umana, che i personaggi che ho adottato ed dei quali traccio nuovi percorsi, in attesa che altre matite terminino quello ciò che ho disegnato. E’ buffo, ma basta aprire una paginetta di Mellel o Neo Office, e di colpo sono a Roma, o sulla passeggiata circondata da stelle… Come in passato.

E quel che è buffo, davvero molto buffo, e che scrivo anche di realtà, e più ne scrivo, più articoli consegno, più comunicati redigo e più l’immaginario si allarga, si arricchisce, si complica, si mischia ai fogli ordinati della logica e li fa suoi.

E, ancora, ascoltando Importune me no more, m’è tornato alla mente che sono ritornato ad avere due schede, con gli stessi operatori del 2001. 

E che, avendo un mio collega la stessa soneria che ho dal 2004 (quando pensionai il nokia 7110 per il T610), ho messo Fuga…che avevo sul 7110. Per caso. Per puro caso, ma solo ora me ne rendo conto.

Fade and remain? No, non credo. Ed il motivo è semplice, netto e cristallino.

Io sono una persona peggiore rispetto a quella che ero nel 2001. Sotto tutti i punti di vista.

Vivo meglio, si, ma sono peggiore.

E, in fondo, molto in fondo…non mi manco affatto. Mi va bene d’essere così come sono adesso, dato che nel 2001 ero molto insicuro di me. Non mi piacevo.

E com’era? Ah, si:

Paura al bando, c’è Artois al comando!

Martedì 11.12.2007

Peggio che da noi, solo l’Uganda.

Soundtrack - Qualcuno era Comunista - Giorgio Gaber, Un’idiozia conquistata a fatica

Come vi sarete resi conto, i commenti non funzionano: la colpa è mia che ho danneggiato in malo modo il template nel tentativo d’adattarlo ed di conseguenza anche il relativo database, ed il problema è che devo lavorarci un bel po’ su, ma mi manca tempo e voglia, soprattutto la seconda. Insomma, per farla breve i commenti ci sono, ma non compaiono [aggiornamento delle 03.47: i commenti non ci sono più, in compenso la nuova versione di Odo dovrebbe funzionare]. Se per caso li rivedete a spasso da qualche parte, riferitegli da parte mia che li sto cercando.

Quella finita domenica è stata una settimana abbastanza “cluttered”, che mi ha portato a riconsiderare ulteriormente il mio rapporto d’amore ed odio con questo benedetto, assurdo bel paese.

Sicuramente avrete letto di quanto è accaduto al buon Daniele Luttazzi. Per dirverla tutta, sono riusciti con un certo grado di bravura, al quale devo inchinarmi con rispetto ammettendo la sconfitta, d’aver fatto credere che in fondo fosse solo una querelle tra lui e Giuliano Ferrara.

Due indizi fanno una prova, e due prove un sospetto: trasmissione bloccata all’indomani di una puntata dedicata all’ultima enciclica di Benedetto XVII con inquietanti prove generali di totalitarismo (per di più con un governo di presunto “Centro/Sinistra” in carica, anche se il gotha di Telecom Italia Media è la palude di francese memoria). E tutto questo mentre vanno in onda trasmissioni di una volgarità e cattiveria nell’accezione specifica “volontà di far del male all’opposta fazione”.

E’ una cartina tornasole abbastanza indicativa e fedele di come l’Italietta ridotta ad un’ameba informe ed una palude mucillaginosa senza speranze per il futuro (oh, l’ha detto L’ISTAT, mica io!) sia letteralmente oppressa da una cappa ipocrita di violenza, indimidazione e prevaricazione mascherata da buonismo. Sembra che sia sparita totalmente la cavalleria di affrontare chiaramente le situazioni, preferendo una stagnazione comoda e facile, delineare “nemici” designati e prendersela contro di loro.

Tutto questo mentre su Raitre (qualcuno era comunista perchè la borghesia, il proletariato, la lotta di classe, cazzo!, come cantava Gaber) il signor Fazio tirava allegramente la volata ad un Tremonti paladino della nuova economia di Adam Smith, un giovane scozzese rampante del quale tutti prima o poi sentiranno parlare, con un concetto nuovo, sconvolgente ed efficace come la Mano Invisibile. Fantastico, 60 anni di sindacati da buttare allegramente nel gabinetto, non quei comunisti là che la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.

Beh, qualcuno era comunista perchè guardava solo Raitre, no?

Ma tornianiamo a cose delle quali non ve ne fregherà  nulla: Php-Stats è crashato tirandosi già l’archivio PHP, del quale ho solo una copia troppo vecchia in locale ed una utilizzabile a Roma, ma per ovvie ragioni non posso accedere fisicamente al pendrive in questione: evidentemente l’aumento della memoria on line delle statistiche per me ed il sito di una cara amica (che non ha ancora reinserito il linkage…) ha avuto un effetto catastrofico.

Mi sto rendendo conto che questa installazione di Wordpress si è portata indietro troppa spazzatura (oltre a ben 7 anni di blogging, un database da 6.2MB), e questo sta gravando pesantemente sulla stabilità  del sistema (K2 ha già  smesso di funzionare sua sponte, così come molti plugin di supporto che usavo come autodifesa ed per integrare la sidebar), già  in parte compromesso dal fatto che in fondo ci sono alcuni pezzi di wordpress 1.2…, infatto l’unico template che gira decentemente è il mio Vision 1.2 e Gerrard di VaNi, entrambi studiati per Wordpress 1.2, insomma è tutto sbagliato, tutto da rifare.

E l’idea che mi sta frullando in testa è abbastanza stupida da piacermi. Buttare a terra il blog, creare una sezione archivio statica, e ricominciare a scrivere da zero, ma in inglese. Questo taglierebbe fuori i lettori occasionali, chi ama intepretare e fa ancora più casino, eccetera, eccetera, eccetera. Ed è anche un modo per distaccarmi da quest’arietta niente male. Se solo non amassi così alla follia Roma, Londra sarebbe un ripiego di lusso.

Comunque…

E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana

e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perchè ormai il sogno si è rattrappito.

Due miserie in un corpo solo.

Domenica 2.12.2007

Casualità

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', Musica, Parallel Dreams — Artois @ 3:50

Soundtrack, The Breath of a kiss - Faith and the Muse, Vera Causa

Me ne sono accorto solo adesso, dopo quasi due mesi di afasia testuale ed atarassia dell’ispirazione a scrivere.
Mancavano due ingredienti, la notte con la sua aria rarefatta, fresca, la risacca della città semidormiente, ed ottima musica a buon volume. E non importa se sotto le dita e nelle orecchie ho solo il mio iPod. Importa che finalmente mi son ricordato di quanto sia importante levare il capo e guardare le stelle solo perché ti va di farlo.

Senza ragioni in particolare. Se non quella d’un ricordo ancestrale.

Domenica 24.06.2007

[...]

Archiviato in: Musica, The Host of Seraphim, Visioni e Percezioni — Artois @ 23:41

I’ve lived so many lives
And still I wonder why

Lunedì 4.06.2007

Sembra tutto così piccolo

Archiviato in: Musica, Riflessioni, The Host of Seraphim — Artois @ 19:00

E mai come in queste ore avrei voluto essere a Roma.

Se possibile, ancora più in là.

I’m going where my heart will take me, quindi ritornerò presto.

E non nascondo di essere molto preoccupato, tutto andrà bene, lo spero.
E non mi riferisco a me.

Giovedì 17.05.2007

Celeritas

Archiviato in: Musica, Visioni e Percezioni — Artois @ 5:28

Soundtrack - Caravanserai, Loreena McKennit - An Ancient Muse.

Anche nel deserto posso vedere una luce, posso trovare qualcosa di prezioso, di sepolto nella sabbia, qualcosa che testimonia tempi di ombra, verde, frescura, acqua che correva ed albe che baluginavano nel cielo.

Ma un deserto è anche sterminato, arido, crudele, egoista e afono. Ma solo in apparenza.

Bastano poche gocce d’acqua, una rara pioggia, qualche goccia, percepite altrove come fastidiose e sgradevoli, per far nascere i fiori nel deserto.

E che, nei deserti che io attraverso durante i miei viaggi, non ho quasi mai visto la pioggia. Ma mi basta immaginarla, e stendere la mano attraverso l’aria, verso nord.

Ci sto riprendendo gusto. Nel viaggio? No, nel reincontrare amici cari dopo aver viaggiato attraverso chilometri, dopo aver superato curve e paure. O solo viaggiare 10 ore per stare 3 ore con un amico e ricominciare.

Perchè no. Vivere è anche continuare a viaggiare. Devo forse aver paura di vivere?

This glancing life is like a morning star
A setting sun, or rolling waves at sea
A gentle breeze or lightning in a storm
A dancing dream of all eternity

The sand was shimmering in the morning light
And dancing off the dunes so far away
The night held music so sweet, so long
And there we lay until the break of day

We woke that morning at the onward call
Our camels bridled up, our howdahs full
The sun was rising in the eastern sky
Just as we set out to the desert’s cry

Calling, yearning, pulling, home to you

The tents grew smaller as we rode away
On earth that tells of many passing days
The months of peace and all the years of war
The lives of love and all the lives of fears

Calling, yearning, pulling, home to you

We crossed the river beds all etched in stone
And up the mighty mountains ever known
Beyond the valleys in the searing heat
Until we reached the caravanserai

Calling, yearning, pulling, home to you
Calling, yearning, pulling, home to you

What is this life that pulls me far away
What is that home where we cannot reside
What is that quest that pulls me onward
My heart is full when you are by my side

Calling, yearning, pulling, home to you

Lunedì 26.02.2007

Is been a long road…

Auguri. Come ogni anno, come sempre.

Intanto il blog è di nuovo in linea. C’è ancora un po’ da lavorarci su, ma c’è. La stanchezza è passata, la tempesta anche, sebbeno qualche strascico ci sia ancora.

Grazie a coloro che mi sono stati vicini, ed ancora, buon compleanno.

It’s been a long road getting from there to here.
It’s been a long time but my time is finally near.
And I can feel the change in the wind right now.
Nothing’s in my way.
And they’re not gonna hold me down no more…
No, they’re not gonna hold me down…
Cause I got faith of the heart.
I’m going where my heart will take me.
I got faith to believe. I can do anything.
I got straight of the soul.
And no-one’s gonna bend or break me.
I can reach any star.
I got faith, I got faith, faith of the heart.
It’s been a long night trying to find my way been through the darkness.
Now I finally have my day. And I’ll see my dream come alive at last.
I’ll touch the sky.
And they’re not gonna hold me down no more… No,
they’re not gonna change my mind.
Cause I got faith of the heart.
I’m going where my heart will take me.
I got faith to believe. I can do anything.
I got straight of the soul.
And no-one’s gonna bend or break me.
I can reach any star. I got faith, faith of the heart.
I’ve known winds so cold, seen the darkest days…
But now the winds I feel are only winds of change.
I’ve been though the fire and I’ve been through the rain,
But I’ll be fine, oh yeah ! Cause I got faith of the heart.
I’m going where my heart will take me.
I got faith to believe. I can do anything.
I got straight of the soul. And no-one’s gonna bend or break me.
I can reach any star.
I got faith, faith of the…faith of the heart.
I’m going where my heart will take me.
I got faith to believe. I can do anything.
I got straight of the soul.
And no-one’s gonna bend or break me.
I can reach any star.
Cause I got faith, cause I got faith, faith of the heart.
It’s been a long road…

Domenica 19.11.2006

The Visit

Ogni viaggio comporta delle sorprese: una sfida, un’improvvisa svolta, un nuovo gruppo di amici lungo la strada, magari anche una diversa destinazione da quella prevista.
(Loreena McKennitt)
Dopotutto è questo lo spirito con il quale sto vivendo la mia vita e sto finalmente invecchiando. O forse no, è ancora da stabilire. Quel che è certo è che condurrò e continuerò a portare con me l'affetto e l'amore di chi voglio davvero bene, ed ad abbandonare come non necessario tutto il resto. E nel viaggio, porterò sempre con me il desiderio e la voglia di ritornare, di raccontare e di vivere nuove storie, incontrare nuove persone, spingermi oltre i miei limiti e tornare migliore. La mia non sarà mai più nostalgia, ma desiderio di approdare, visitare i miei cari e ripartire. 
E' la mia vita ora. E non so dire cosa sarà prossimamente.

Now that the time has come
Soon gone is the day
There upon some distant shore
You’ll hear me say
Long as the day in the summer time
Deep as the wine dark sea
I’ll keep your heart with mine.
Till i come to you.
There like a bird I‘d fly
High through the air
Reaching for the sun’s full rays
Only to find the way to home
And in the night when our dreams are still
Or when the wind calls free
I’ll keep your heart with mine
Till you come to me
Now that the time has come
Soon gone is the day
There upon some distant shore
You’ll hear me say
Long as the day in the summer time
Deep as the wine dark sea
I’ll keep your heart with mine.
Till i come to you
 
Supplemento delle 07.32 (Grazie a Pino Scaccia per la vignetta)
 
Ci vorrebbero i Cavalieri del Tiè, i sacri custodi delle due parole magiche Affa e 'ul. E Raramente chi le ascolta s'esime dal farlo. 
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