Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Sabato 31.05.2008

Exile

Archiviato in: Chi Sei?, Musica, Visioni e Percezioni — Artois @ 0:23

Sto vivendo una crisi 
e una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va 
sto vivendo una crisi 
e una crisi è nell’aria ogni volta che mi sento solo 

so che rimarrò distratto per un po’ 
quindi rimarrò altrettanto distante 

quando inizia una crisi è un po’ tutto concesso 
quasi come a carnevale 
quando è in corso una crisi dimentico tutto 
e posso farmi perdonare 

so che rimarrò un po’ assente da scuola 
e forse non andrei nemmeno al lavoro 

quando arriva una crisi riaffiorano alcuni ricordi 
che credevo persi 
cosa penso di me cosa voglio da te 
dove sono cosa sono e perchè 

ho il sospetto che non sia un buon esempio 
camminare a un metro e mezzo da terra 

molto spesso una crisi è tutt’altro che folle 
è un eccesso di lucidità 
sta finendo la crisi e ogni volta che passa una crisi 
resta qualche traccia 

infatti ultimamente rido per niente 
e non mi nascondo più facilmente 
e malgrado sembri male 
cambia solo il modo di giudicare

Sabato 10.05.2008

Significati

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', The Host of Seraphim — Artois @ 23:43

Mi viene più facile e spontaneo, enumerare ad uno ad uno tutti i posti, tutti i raduni, tutti i barcamp al quale sono mancato (nonostante sia stato invitato ad alcuni), ed dei quali oggettivamente non ne sento il bisogno impellente di esserci. Anche se adesso sono in una “tube”, ed aspetto, non so cosa aspettarmi.

Il 26 torno a Roma, per lavoro, ovviamente. E francamente non ho idea degli orari da seguire e nemmeno della tabella di marcia da seguire. E’ comunque l’occasione per fare il punto della situazione e capire come agire per il meglio. Mi sto accorgendo, con parecchio fastidio, di aver letteralmente buttato via rapporti dei quali mi ritrovo ad averne nostalgia, come diretta conseguenza della grande paura di marzo, poi rientrata nella solita routine di mezze ammissioni e grandi incomprensioni. Sono i miei genitori, pazienza.

(e si, ne parlo qui la prima e credo ultima volta).

Nel frattempo, qualcuno mi fa sapere che ci sarebbe una birrata di blogger nientedimeno che a Triggianello, in Puglia.

E la googolata di rito mi porta ad incrociarmi con vecchie amicizie, delle quali, anche se mi è capitato di incrociarne le strade, non ho cercato riscontro. Per pigrizia, o desiderio stupido di mantere le cose nello status ante quo.

Un tempo avrei preso il primo volo low cost per esserci. Adesso no. L’impulsività ha ceduto all’età, probabilmente. O forse anche questa è impulsività?

E  lo so: alzare la cornetta e chiamare non basta.

Mercoledì 30.04.2008

He was turn to steel in a great magnetic field

Archiviato in: Chi Sei?, The Host of Seraphim, Visioni e Percezioni — Artois @ 19:56

Ironman

Poche chiacchiere: ciascuno ha le sue debolezze, ed Anthony “Tony” Stark è una delle mie.

 

Domenica 6.04.2008

Dipende da come sono messo…

Soundtrack - Tutto ciò c’è - Caparezza, Caparezza.

ah, per marzaglia se ti interessa ti posso offrire appoggio qui per la notte 

28:29
qui=Imola
Artois - on NX01
16:28:39
dipende da come sono messo
E’ la risposta che ultimamente ripeto un po’ a tutti coloro fanno l’errore d’invitarmi da qualche parte. Sia per telefono (giusto stamane squilla il telefonino: visto che il 13 ci sei per votare, che ne dici se….; ieri sera sul tardi, sms “finalmente ho terminato di sistemare casa: quando passi?”, e di recente, dopo un pomeriggio alle prese con FTP particolarmente riottosi e Photoshop su Macbook Pro fiammanti “Hey, ma tu proprio non riesci a liberarti?”), che per email, che per qualsiasi mezzo di comunicazione io possa accedere. 
Mancano solo i messaggi di fumo, il piccione vaggiatore, le torce in cima alle torri (E no, Camden Town non conta), ed ho fatto il pieno.
Quindi, la risposta, anche a questo post, è solo una. Dipende da come sono messo…

Sabato 8.03.2008

Post It.

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', Musica, Rache, The Host of Seraphim — Artois @ 23:48

Questo 2008 sta presentando pericolose assonanze con il 2001 (come il 2007 ha ricordato il 2000 e pezzi del 2002).

Me ne rendo conto da un paio di particolari. Ho iniziato l’anno stando a Roma solo pochissimo tempo, e per di più quasi accampato.

E mi sono ritrovato a scrivere stralci di pensieri ovunque: sul cellulare, su bigliettini, sul portatile, dappertutto. Lo facevo nel 2001, abitudine che persi nel 2003 perchè uno schifoso ex collega trovò uno dei bigliettini, e montò un casino pazzesco (Per i più curiosi, v’era una citazione di Shakespeare, per la precisione dal Coriolano, ma il tizio in questione, ignorante come un tipico elettore forzaitaliota, suppose che davvero io m’accingessi a denunziare al senato qualcuno, e collegò il tutto con la sparizione di un cellulare).

E così sono ritornato al mio primo assetto, cellulare Nokia e palmare Windows Mobile (all’epoca si chiamava PocketPC), ho ripreso ad ascoltare i Faith and The Muse (sempre per i più curiosi, Vervain), ho ricominciato a contare i giorni non più dal lunedì al sabato, ma dai giorni nei quali sarò con i miei cari.

E, soprattutto, il mio lavoro è esattamente quello che avevo nel 2001, che svolgevo tra un intervento di soccorso o trasporto malati e l’altro. Scrivevo. E sto scrivendo.

E’ uno dei motivi per il quale il blog scorre lentamente, tutto quello che ho in mente confluisce altrove, ho i miei personaggi i quali vivono la loro vita che scorre ora lentamente, ora freneticamente, ora tumultuosamente, ora placidamente.

E mi lascia uno strano effetto dentro di me, quello di guardare attraverso i vetri della finestra e di scorgere al posto dei palazzoni assembrati tra di loro come scatole di scarpe sia i miei pensieri in forma umana, che i personaggi che ho adottato ed dei quali traccio nuovi percorsi, in attesa che altre matite terminino quello ciò che ho disegnato. E’ buffo, ma basta aprire una paginetta di Mellel o Neo Office, e di colpo sono a Roma, o sulla passeggiata circondata da stelle… Come in passato.

E quel che è buffo, davvero molto buffo, e che scrivo anche di realtà, e più ne scrivo, più articoli consegno, più comunicati redigo e più l’immaginario si allarga, si arricchisce, si complica, si mischia ai fogli ordinati della logica e li fa suoi.

E, ancora, ascoltando Importune me no more, m’è tornato alla mente che sono ritornato ad avere due schede, con gli stessi operatori del 2001. 

E che, avendo un mio collega la stessa soneria che ho dal 2004 (quando pensionai il nokia 7110 per il T610), ho messo Fuga…che avevo sul 7110. Per caso. Per puro caso, ma solo ora me ne rendo conto.

Fade and remain? No, non credo. Ed il motivo è semplice, netto e cristallino.

Io sono una persona peggiore rispetto a quella che ero nel 2001. Sotto tutti i punti di vista.

Vivo meglio, si, ma sono peggiore.

E, in fondo, molto in fondo…non mi manco affatto. Mi va bene d’essere così come sono adesso, dato che nel 2001 ero molto insicuro di me. Non mi piacevo.

E com’era? Ah, si:

Paura al bando, c’è Artois al comando!

Mercoledì 13.02.2008

Realizzare.

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', The Host of Seraphim — Artois @ 12:07

Quando ti rendi conto che i tuoi vestiti migliori sono in un trolley dall’angolo logoro ed il lucchetto che s’inceppa, il tuo mezzo di scrittura preferito è un iPod o il tuo palmare, e scopri che devi comprare almeno due batterie nuove, forse è il momento di realizzare che davvero casa tua è dove decidi di posare il cappello.

Il problema è che io non porto mai cappelli. Ma suppongo sia una sottigliezza.

(P.S: ho davvero bisogno di un template nuovo).

Sabato 12.01.2008

Hiatus

Archiviato in: Chi Sei?, La nona Arte, The Host of Seraphim — Artois @ 23:27

Ho la pagina di composizione di WordPress aperta da quasi mezz’ora, ed ancora non riesco a radunare le idee. Foglio bianco, bianco come un paio di camicie che ho messo in valigia per martedì, non si sa mai…

L’immenso spazio bianco che aleggia nella mia mente è senz’altro frutto della disaffezione totale che sto provando per qualunque elemento non sia necessario o indispensabile, ma superfluo.

Mi sto rendendo conto di non avere più il sacrosanto gusto d’arrabbiarmi ed indignarmi per quello schifo totale che è l’attuale sinistra, per quel guazzetto d’ipocrisia e prepotenza verniciata di tanta simpatia che è la destra, nauseato fino al midollo per il modo in cui mi viene presentata la realtà, e senza nemmeno la forza d’arrabbiarmi contro chi mi spedisce link a notiziucole tirate dal portale di Alice, da LiberoNews o da BeppeGrillo.it come se fosse l’unica vera e sacrosanta fonte d’informazione. Mi sembra di brontolare per qualsiasi argomento, ma nel contempo non aver la forza d’argomentare. Non credo dipenda solo dalla stanchezza cronica di questo periodo, ci deve esser qualche altra ragione nascosta, e nascosta bene.

Dubito affatto che dipenda dall’assoluta mancanza di fiducia che ho per il futuro dell’Italia.

Poi, riflettevo sulle “imprese” che feci, da solo o in compagnia, negli scorsi anni, come tirare Castella/Pescara di notte e ritornare il mattino seguente dopo poche ore di sonno, oppure perdersi a Bracciano e girare su una macchina in prestito come se niente fosse, o litigare al telefono per futili motivi e dopo appena dieci minuti riderci ancora come se niente fosse, oppure scrivere righe provocatorie per un giornaletto politico locale, oppure…

Tantissime azioni fatte, altre ancora da compiere. Ma la verità è abbastanza amara: nonostante senta il bisogno di fare una telefonata e rinfrescare quei tempi, oppure affrontare nuovamente dialoghi sopra le righe ed oltre la popolare quotidianietà nazional-popolare, mi accontento di non fare quasi nulla e di continuare placidamente la più classica delle quotidianeità. L’ho agognata così tanto che ora non riesco quasi più di farne a meno. No, non mi spaventano eventuali rifiuti o impossibilità fisica di dare colpi di testa, e che….diamine, non m’interessano quasi più. Andavano bene per quei tempi, ora suonerebbero fuori luogo.

Accendo Skype, non si sa mai. Non lo faccio da mesi, eppure per un contatto umano con una persona che amo alla follia mi basterebbe solo fare quattro passi ed aprire una porta. Però io sono nello studiolo, nell’assurdo tentativo di sbobinare un nastro troppo ingarbugliato anche per me. Ora il sonno è passato, sostitituito da un’insolita leggerezza, una inquieta tranquillità alla luce tremolante di tre fiammelle ed dei neon del mio vecchio, ma non stanco Powerbook. Mi ci vuole un attimo, tre passi, e poi chiacchiererò fino a tirar tardi, davanti ad una tazza di tè, prima di chiudere la valigia ed indossare abiti eleganti.

Quasi quasi mi viene voglia, la prossima volta che passerò da Numidio Quadrato, di passare a trovare Giuliano. Chissà se si ricorda ancora di me, o, meglio, se mi riconoscerà.

Domenica 6.01.2008

Shifting

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', Like the Humans do — Artois @ 18:22

Baker Street, 3xx, Enfield London.

Se non ci capite niente, è perchè non ci dovete capire niente.

Sabato 22.12.2007

Do not open until 26 december

Archiviato in: Chi Sei?, Visioni e Percezioni — Artois @ 19:38

Resterà solo il dubbio: fino al 3 gennaio, cosa (beep) faccio?

Ah si, ho un borsone intero di paccottiglia: sarò Babbo Nasale.

Basta panettoni, ora solo pallettoni!

Martedì 11.12.2007

Peggio che da noi, solo l’Uganda.

Soundtrack - Qualcuno era Comunista - Giorgio Gaber, Un’idiozia conquistata a fatica

Come vi sarete resi conto, i commenti non funzionano: la colpa è mia che ho danneggiato in malo modo il template nel tentativo d’adattarlo ed di conseguenza anche il relativo database, ed il problema è che devo lavorarci un bel po’ su, ma mi manca tempo e voglia, soprattutto la seconda. Insomma, per farla breve i commenti ci sono, ma non compaiono [aggiornamento delle 03.47: i commenti non ci sono più, in compenso la nuova versione di Odo dovrebbe funzionare]. Se per caso li rivedete a spasso da qualche parte, riferitegli da parte mia che li sto cercando.

Quella finita domenica è stata una settimana abbastanza “cluttered”, che mi ha portato a riconsiderare ulteriormente il mio rapporto d’amore ed odio con questo benedetto, assurdo bel paese.

Sicuramente avrete letto di quanto è accaduto al buon Daniele Luttazzi. Per dirverla tutta, sono riusciti con un certo grado di bravura, al quale devo inchinarmi con rispetto ammettendo la sconfitta, d’aver fatto credere che in fondo fosse solo una querelle tra lui e Giuliano Ferrara.

Due indizi fanno una prova, e due prove un sospetto: trasmissione bloccata all’indomani di una puntata dedicata all’ultima enciclica di Benedetto XVII con inquietanti prove generali di totalitarismo (per di più con un governo di presunto “Centro/Sinistra” in carica, anche se il gotha di Telecom Italia Media è la palude di francese memoria). E tutto questo mentre vanno in onda trasmissioni di una volgarità e cattiveria nell’accezione specifica “volontà di far del male all’opposta fazione”.

E’ una cartina tornasole abbastanza indicativa e fedele di come l’Italietta ridotta ad un’ameba informe ed una palude mucillaginosa senza speranze per il futuro (oh, l’ha detto L’ISTAT, mica io!) sia letteralmente oppressa da una cappa ipocrita di violenza, indimidazione e prevaricazione mascherata da buonismo. Sembra che sia sparita totalmente la cavalleria di affrontare chiaramente le situazioni, preferendo una stagnazione comoda e facile, delineare “nemici” designati e prendersela contro di loro.

Tutto questo mentre su Raitre (qualcuno era comunista perchè la borghesia, il proletariato, la lotta di classe, cazzo!, come cantava Gaber) il signor Fazio tirava allegramente la volata ad un Tremonti paladino della nuova economia di Adam Smith, un giovane scozzese rampante del quale tutti prima o poi sentiranno parlare, con un concetto nuovo, sconvolgente ed efficace come la Mano Invisibile. Fantastico, 60 anni di sindacati da buttare allegramente nel gabinetto, non quei comunisti là che la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.

Beh, qualcuno era comunista perchè guardava solo Raitre, no?

Ma tornianiamo a cose delle quali non ve ne fregherà  nulla: Php-Stats è crashato tirandosi già l’archivio PHP, del quale ho solo una copia troppo vecchia in locale ed una utilizzabile a Roma, ma per ovvie ragioni non posso accedere fisicamente al pendrive in questione: evidentemente l’aumento della memoria on line delle statistiche per me ed il sito di una cara amica (che non ha ancora reinserito il linkage…) ha avuto un effetto catastrofico.

Mi sto rendendo conto che questa installazione di Wordpress si è portata indietro troppa spazzatura (oltre a ben 7 anni di blogging, un database da 6.2MB), e questo sta gravando pesantemente sulla stabilità  del sistema (K2 ha già  smesso di funzionare sua sponte, così come molti plugin di supporto che usavo come autodifesa ed per integrare la sidebar), già  in parte compromesso dal fatto che in fondo ci sono alcuni pezzi di wordpress 1.2…, infatto l’unico template che gira decentemente è il mio Vision 1.2 e Gerrard di VaNi, entrambi studiati per Wordpress 1.2, insomma è tutto sbagliato, tutto da rifare.

E l’idea che mi sta frullando in testa è abbastanza stupida da piacermi. Buttare a terra il blog, creare una sezione archivio statica, e ricominciare a scrivere da zero, ma in inglese. Questo taglierebbe fuori i lettori occasionali, chi ama intepretare e fa ancora più casino, eccetera, eccetera, eccetera. Ed è anche un modo per distaccarmi da quest’arietta niente male. Se solo non amassi così alla follia Roma, Londra sarebbe un ripiego di lusso.

Comunque…

E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana

e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perchè ormai il sogno si è rattrappito.

Due miserie in un corpo solo.

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