Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Sabato 31.05.2008

Exile

Archiviato in: Chi Sei?, Musica, Visioni e Percezioni — Artois @ 0:23

Sto vivendo una crisi 
e una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va 
sto vivendo una crisi 
e una crisi è nell’aria ogni volta che mi sento solo 

so che rimarrò distratto per un po’ 
quindi rimarrò altrettanto distante 

quando inizia una crisi è un po’ tutto concesso 
quasi come a carnevale 
quando è in corso una crisi dimentico tutto 
e posso farmi perdonare 

so che rimarrò un po’ assente da scuola 
e forse non andrei nemmeno al lavoro 

quando arriva una crisi riaffiorano alcuni ricordi 
che credevo persi 
cosa penso di me cosa voglio da te 
dove sono cosa sono e perchè 

ho il sospetto che non sia un buon esempio 
camminare a un metro e mezzo da terra 

molto spesso una crisi è tutt’altro che folle 
è un eccesso di lucidità 
sta finendo la crisi e ogni volta che passa una crisi 
resta qualche traccia 

infatti ultimamente rido per niente 
e non mi nascondo più facilmente 
e malgrado sembri male 
cambia solo il modo di giudicare

Venerdì 30.05.2008

Basito.

Avrebbe dovuto essere ben chiaro: l’autore di questo blog non parteggia per il PD causa debolezza ed accondiscendenza veltroniana, stima Di Pietro ma non gli riconosce la stoffa del politico (ma resta comunque una bravissima persona), e’ dispiaciuto per il suicidio della sinistra ragionata italiana, è rimasto choccato nel leggere su Liberazione appelli alla grazia per Annamaria Franzoni (come se questo fosse *il male dell’italia), e nondimeno ancora non si spiega come certi elementi della sinistra antagonista abbiano preso posizione con i manifestanti che dopo aver votato in massa “Zio Silvio, libèrace alla mùnnezz”, ora rovesciano macchine ed abbattono pini, (va bene lo spirito di contraddizione anti berlusconiana, ma qui si esagera schierandosi con i camorristi e gentaglia che non merita niente!), e per queste ed altre ragioni, può dire a testa alta “Io ho votato, ma non sono rappresentato”. Sento la mancanza di un vero politico alla Schroeder, alla Gordon Brown (che sta faticosamente ricucendo i danni che quel cretino di Blair ha inflitto ai labour), di Zapatero. Ma diamine, m’accontenterei, se proprio devo morire moderato, quantomeno della Merkel. 

Questo dovrebbe bastare a render inviso a qualcuno queste pagine, se non vi piace, non le leggete. V’aspettate un post autoreferienzial/politico su fatti personali dalla dubbia importantanza?

Invece no: non parlerò male dei nostri politici. Parlerò male di un loro elettore, milanese che risponde all’ip 79.11.74.61, parlerò della violenza verbale che ha espresso. Ho cancellato il commento in preda all’ira. Un commento dove si rammaricava che “Silvio” non avesse ridotto al lastrico Montanelli perchè “almeno lui ha avuto il buonsenso di togliersi dai coglioni”, e dove mi augurava, in qualità di “sinistro” di ricevere “una buona lezione da qualche giovane di buona volontà”, e si preoccupava di farmi sapere che “lui e tanti buoni amici stanno facendo delle ronde su internet per difender la verità e punire i siti parassiti degli ingrati sinistri”.

Mala tempora currunt. Il perchè è presto spiegato: si sta male. C’è malessere, non cultura, sopraffazione, e la colpa è solo degli italiani medesimi. Ma è sempre facile indicare untori e colpevoli. 

Ed è facile crederci. Dopotutto, la controriforma iniziò così, così come la restaurazione, il fascismo, il nazismo, le purghe staliniste, il generalissimo Franco. Non è cambiato assolutamente nulla.

E mi chiedo, chissà nel paradiso della carta stampata, tra una virgola, ed una parentesi graffa, Montanelli e Biagi cosa si stiano dicendo, o meglio, credo di saperlo:

Pensi che qui nessuno verrà a romperci le uova nel paniere tirando una busta imbottita d’euro nel cesto?

Indro, quantomeno non conoscono i nostri indirizzi, e non sanno raggiungerci, nonostante siamo dinnanzi agli occhi del mondo.

Credi che sia così difficile per loro alzare la testa ed aprire un libro?

Se l’avessero fatto a debito tempo, dubito che ne discuteremmo qui.

Forse, è esattamente così.

Mercoledì 28.05.2008

26 Marzo 2001

Archiviato in: La carta che non c' e', Like the Humans do, Riflessioni — Artois @ 0:14

Indro, qui avevi ragione da vendere. 7 anni fa, non mi sarei mai aspettato di doverti dar ragione in questo modo.

“Veramente la scoperta che c’è un’Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L’Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L’Italia del 25 luglio, l’Italia dell’8 settembre, e anche l’Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l’avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo”.

E qui invece, hai dolorosamente sbagliato. Ma non ne hai mai avuto colpa: il tuo unico errore è stato riconoscere negli italiani quel barlume d’intelligenza che non possiedono.

Lei sembra veramente spaventato.
“No, spaventato no: piuttosto sono impressionato, come non lo ero mai stato. Va bene, mi dicevo, succede anche questo: uno dei tanti bischeri che vengono a galla, poi andrà a fondo. Ma adesso sono davvero impressionato, anche se la mia preoccupazione è molto mitigata dalla mia anagrafe. Che vuole, alla mia età preoccuparsi per i rischi del futuro fa quasi ridere”.

Ma lei è sicuro che la partita elettorale sia già giocata? Il centrosinistra non ha nessuna possibilità di battere Berlusconi?
“Guardi: io voglio che vinca, faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L’immunità che si ottiene col vaccino”.

O con l’eutanasia.

Lunedì 26.05.2008

29 gradi nell’ambiente, 62 gradi sulla plastica.

Nel caldo infernale del trenino Fiumicino/Roma Termini (ho deciso mia sponte di non prendere taxi fino a quando la situazione in Roma non tornerà alla civilità), sbuca fuori una piccola riflessione tecnica che non mancherà di spiazzare molti: tra l’Eee 900 ed il modello 701, preferisco il secondo. Vi basti solo sapere che il 900 è più lento, vive lontano dalla spina meno di due ore, non è al momento perfettamente compatibile con Ubuntu 8.04 e molte distribuzioni linux, ha lo slot SDHC terribilmente lento, e scalda come un forno nucleare.

Focalizziamoci su questi piccoli particolari, che se mi guardo intorno mi pare d’impazzire (anche i 15 gradi di differenza tra partenza ed arrivo influiscono.

Nel frattempo, auguri anche qui Angelica. Mi sono dimenticato di segnarli sul blog il 24, ma come ben saprai, avevo già la testa a Roma, ed ho paura di non riconoscerla.

P.S. Ho condiviso la mia connessione con un inglese sul trenino, e mi sento un uomo migliore della media che mi circorda nel vagone.

Sabato 10.05.2008

Significati

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', The Host of Seraphim — Artois @ 23:43

Mi viene più facile e spontaneo, enumerare ad uno ad uno tutti i posti, tutti i raduni, tutti i barcamp al quale sono mancato (nonostante sia stato invitato ad alcuni), ed dei quali oggettivamente non ne sento il bisogno impellente di esserci. Anche se adesso sono in una “tube”, ed aspetto, non so cosa aspettarmi.

Il 26 torno a Roma, per lavoro, ovviamente. E francamente non ho idea degli orari da seguire e nemmeno della tabella di marcia da seguire. E’ comunque l’occasione per fare il punto della situazione e capire come agire per il meglio. Mi sto accorgendo, con parecchio fastidio, di aver letteralmente buttato via rapporti dei quali mi ritrovo ad averne nostalgia, come diretta conseguenza della grande paura di marzo, poi rientrata nella solita routine di mezze ammissioni e grandi incomprensioni. Sono i miei genitori, pazienza.

(e si, ne parlo qui la prima e credo ultima volta).

Nel frattempo, qualcuno mi fa sapere che ci sarebbe una birrata di blogger nientedimeno che a Triggianello, in Puglia.

E la googolata di rito mi porta ad incrociarmi con vecchie amicizie, delle quali, anche se mi è capitato di incrociarne le strade, non ho cercato riscontro. Per pigrizia, o desiderio stupido di mantere le cose nello status ante quo.

Un tempo avrei preso il primo volo low cost per esserci. Adesso no. L’impulsività ha ceduto all’età, probabilmente. O forse anche questa è impulsività?

E  lo so: alzare la cornetta e chiamare non basta.

Giovedì 8.05.2008

Il primo consiglio dei ministri del Berlusconi IV

Archiviato in: La carta che non c' e', Like the Humans do — Artois @ 19:39

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