Surrealismo all’italiana
Più che barriera linguistica, si dovrebbe parlare di barriera comportamentale.
Già, la peggior difficoltà non è stata nel dire che il candidato di centro/destra ha pubblicamente affermato “I’m not a pickpocket”, e che il programma avversario era “Pure paper rubbish” e che “torn in two” non voleva dire distruggere con argomentazioni, ma il gesto di strappare e lanciare i pezzi alle proprie spalle.
Così come è stato difficile far comprendere “l’unidirectional fair play”, di spiegare l’assonanza tra “argue of discussion” ed “personal offense” (intesa come attacco).
Ma ciò che è stato più difficile per me, davvero quasi impossibile da districare, è di non definire come “Godfather” Berlusconi. Perchè ci cadeva in pieno.
