Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Domenica 30.03.2008

Non ci credo…

Archiviato in: La carta che non c' e' — Artois @ 18:52

Aggiornato a Wordpress 2.5.

Controllati ad uno ad uno i plugin.

Ricostruito il database.

Eliminate righe e script vari non compatibili.

Riallocati i diritti di scrittura/lettura.

Il mio template, anno 2005, studiato per Wordpress 1.2 *FUNZIONA ANCORA PERFETTAMENTE*.

Assurdo….

Mercoledì 26.03.2008

Free Tibet.

Archiviato in: La carta che non c' e', Like the Humans do, Riflessioni — Artois @ 17:22

Ho pochissimo da scrivere in questi giorni, ma molto da dire per chi sa ascoltarmi. Però un favore ve lo chiedo.

Anche se a me qualsiasi sport che non siano 22 pallonari e relativa corte dei miracoli piace, non guarderò queste olimpiadi, e non farò acquisti ad esse correlate.

La ragione è chiara. Questa Cina offende la bandiera rossa perchè sparge altro sangue, questa Cina è l’espressione peggiore del vero capitalismo, questa Cina manipola l’informazione a suo vantaggio creando pericolosi precedenti, questa Cina è quantomai amica dell’America di Bush.

Nel piccolo, fate sentire la vostra voce. Aiuterà.

Aggiungi al tuo blog il banner, qui puoi copiare il codice.

Lunedì 10.03.2008

Surrealismo all’italiana

Archiviato in: Like the Humans do, The Host of Seraphim — Artois @ 1:24

Più che barriera linguistica, si dovrebbe parlare di barriera comportamentale.
Già, la peggior difficoltà non è stata nel dire che il candidato di centro/destra ha pubblicamente affermato “I’m not a pickpocket”, e che il programma avversario era “Pure paper rubbish” e che “torn in two” non voleva dire distruggere con argomentazioni, ma il gesto di strappare e lanciare i pezzi alle proprie spalle.

Così come è stato difficile far comprendere “l’unidirectional fair play”, di spiegare l’assonanza tra “argue of discussion” ed “personal offense” (intesa come attacco).

Ma ciò che è stato più difficile per me, davvero quasi impossibile da districare, è di non definire come “Godfather” Berlusconi. Perchè ci cadeva in pieno.

Sabato 8.03.2008

Post It.

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', Musica, Rache, The Host of Seraphim — Artois @ 23:48

Questo 2008 sta presentando pericolose assonanze con il 2001 (come il 2007 ha ricordato il 2000 e pezzi del 2002).

Me ne rendo conto da un paio di particolari. Ho iniziato l’anno stando a Roma solo pochissimo tempo, e per di più quasi accampato.

E mi sono ritrovato a scrivere stralci di pensieri ovunque: sul cellulare, su bigliettini, sul portatile, dappertutto. Lo facevo nel 2001, abitudine che persi nel 2003 perchè uno schifoso ex collega trovò uno dei bigliettini, e montò un casino pazzesco (Per i più curiosi, v’era una citazione di Shakespeare, per la precisione dal Coriolano, ma il tizio in questione, ignorante come un tipico elettore forzaitaliota, suppose che davvero io m’accingessi a denunziare al senato qualcuno, e collegò il tutto con la sparizione di un cellulare).

E così sono ritornato al mio primo assetto, cellulare Nokia e palmare Windows Mobile (all’epoca si chiamava PocketPC), ho ripreso ad ascoltare i Faith and The Muse (sempre per i più curiosi, Vervain), ho ricominciato a contare i giorni non più dal lunedì al sabato, ma dai giorni nei quali sarò con i miei cari.

E, soprattutto, il mio lavoro è esattamente quello che avevo nel 2001, che svolgevo tra un intervento di soccorso o trasporto malati e l’altro. Scrivevo. E sto scrivendo.

E’ uno dei motivi per il quale il blog scorre lentamente, tutto quello che ho in mente confluisce altrove, ho i miei personaggi i quali vivono la loro vita che scorre ora lentamente, ora freneticamente, ora tumultuosamente, ora placidamente.

E mi lascia uno strano effetto dentro di me, quello di guardare attraverso i vetri della finestra e di scorgere al posto dei palazzoni assembrati tra di loro come scatole di scarpe sia i miei pensieri in forma umana, che i personaggi che ho adottato ed dei quali traccio nuovi percorsi, in attesa che altre matite terminino quello ciò che ho disegnato. E’ buffo, ma basta aprire una paginetta di Mellel o Neo Office, e di colpo sono a Roma, o sulla passeggiata circondata da stelle… Come in passato.

E quel che è buffo, davvero molto buffo, e che scrivo anche di realtà, e più ne scrivo, più articoli consegno, più comunicati redigo e più l’immaginario si allarga, si arricchisce, si complica, si mischia ai fogli ordinati della logica e li fa suoi.

E, ancora, ascoltando Importune me no more, m’è tornato alla mente che sono ritornato ad avere due schede, con gli stessi operatori del 2001. 

E che, avendo un mio collega la stessa soneria che ho dal 2004 (quando pensionai il nokia 7110 per il T610), ho messo Fuga…che avevo sul 7110. Per caso. Per puro caso, ma solo ora me ne rendo conto.

Fade and remain? No, non credo. Ed il motivo è semplice, netto e cristallino.

Io sono una persona peggiore rispetto a quella che ero nel 2001. Sotto tutti i punti di vista.

Vivo meglio, si, ma sono peggiore.

E, in fondo, molto in fondo…non mi manco affatto. Mi va bene d’essere così come sono adesso, dato che nel 2001 ero molto insicuro di me. Non mi piacevo.

E com’era? Ah, si:

Paura al bando, c’è Artois al comando!

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