Una lezione, due trionfi.
La mano di Dio, o di qualche divinità degli elettroni, ha staccato le candele di Hamilton quel poco che è bastato per insegnargli che per aspirare alla vittoria c’è bisogno del giusto tempo ed del giusto merito, doti che possiede, ma che sono state assopite da una cappa di piombo cucitagli addosso di campione predestinato.
Meglio così, maturando i suoi trionfi non saranno aspri ed acerbi come carta bollata e disinfettante d’aule giudiziarie, ma avranno il sacrosanto sapore ed odore della gomma, acciaio e benzina.
Ed intanto, la fiaba della Ferrari continua…
(Mi dicono dalla regia, Dio esiste, ed ha un grandioso senso dell’umorismo)

non ci volevo credere… dio, che gusto quest’epilogo!
Commento di zoon — Lunedì 22.10.2007 @ 9:41
E gli sta bene a questo Hamilton. Io non tifo Ferrari, ma la presunzione di Hamilton mi ricordava un certo signorino tedesco..meglio così. Bravo Kimi.
Commento di Allerim — Martedì 23.10.2007 @ 23:25
be’ ma il signorino tedesco aveva sul suo volante ben 7 corone… questo di corona ha ancora solo la birra…
Commento di zoon — Martedì 23.10.2007 @ 23:27
bhe’…se è vero che Dio esiste, sono contenta che almeno abbia un senso dell’umorismo che porta a questi risultati….
Commento di maldon — Giovedì 25.10.2007 @ 13:25
In regia hai Martin Gore?
Commento di Solitaire — Venerdì 26.10.2007 @ 14:14
Si, Solitaire: ho Martin Gore in regia, e Dave Gahan in cabina audio
Commento di Artois — Domenica 28.10.2007 @ 11:26