Cheope’s Maze
Soundtrack - The Birds of Rhiannon, Annwyn, Beneath the Waves - Faith and The Muse
Mai come in queste ore, con il sole che tramonta su pietre antiche come un percorso che sento d’aver tracciato e seguito nella mia vita, Roma mi sembra lontana.
Non e’ solo un braccio di mare a separci, non è solo la distanza che alcuni hanno scavato verso il centro focale dei miei pensieri. Non è così semplice, o quantomeno non è facile come mi sono raccontato in passato.
E che antichi fantasmi riaffiorano e mi colpiscono a distanza, e vecchie paure riprendono forza. Non m’importa d’aver affrontato ed aver argomentato lucidamente, non m’importa, in fondo, o meglio, è come la sabbia del deserto: per quanto forte il vento possa soffiare, la può solo spostare, e le rocce diventeranno sabbia stessa. Alla fine è sempre il tempo che vince.
Ma io ci sono, e sono qui, appoggiato in una piccola stanza, con il cavo ethernet che corre sulla valigia e sullo zaino, con Artemius III sul comodino, e la lampada per terra poichè c’è a malapena lo spazio per pensare, in attesa di sapere cosa e chi incontrerò, dove andrò, cosa toccherò e cosa leggerò.
Roma mi sembra lontana, anche se ho il remo sulla spalla, perchè, in fondo, la mia paura più grande non è di non tornare. Ma di non trovare chi desidero ad aspettarmi.
Scusatemi: avrei voluto fare un post allegro, ma non ci riesco. Forse è quest’aria fredda e umida a farmi male, e l’odore di una città egoista e appariscente. Vorrei svelare troppi misteri, a cominciare con quelli che mi circondano.
Alla fine, tutto brucia dentro. Come il fuoco nel Cairo, come se mi sia perso in un labirinto che ho eretto per difendere qualcosa che ho dimenticato.
