Soundtrack - Sloth - Brendan Perry, 1981-2001
Sometimes when I’m alone
I imagine that the world is a mirror
And in minds eye behold my dark inner nature
Certe volte quando sono solo, e questo non significa necessariamente che non ci siano persone intorno a me, sembra di guardare il mondo attraverso uno specchio deformato. Il mio riflesso è giusto, ma non lo percepisco mio, intorno a me cambia tutto, ma la mia mano corre verso oggetti che hanno cambiato posizione, o non ci sono più.
Mi capitava spesso, e talvolta mi capita. E’ forse pigrizia, oramai mi sono riscoperto abitudinario, e non amo più viaggiare come un tempo.
- Arrivo a metà pomeriggio
- Noi qui siamo.
Sometimes when I’m sad
I drink to the health of my torment
And dance at the altar
To the tune of a drunken black tango
Talvolta mi capita di essere triste, e ho l’abitudine di cercare di parlare con questa tristezza, prima che ignorandola divenga angoscia. A parole è sempre più terribile di quanto non sia in realtà, ma a viverla è temibile. E’ temibile, dover rimanere serio ed allegro quando intorno a te lo sono. Ma dissimuli, e brindi alla salute, ma di chi?
- Se non vi dispiace, io dovrei andare qui…
- Si, ma il camion deve fare manovra
- Sganciate il rimorchio, io aspetto qui da mezz’ora…fate in fretta, ma non v’era più comodo tirare dritto per via Altare?
I’ve been waiting time on this time honoured whore
’til I get so confused I can’t see anymore
Wastes my mouth trying to settle old scores
Forse ho sprecato tempo, cercando di negare e nascondere che i problemi e gli impegni mi avevano trascinato altrove. Tempo sprecato, si è amici nel bene e nel male. Non riuscivo a mettere a fuoco il da farsi, finchè…mi hanno cercato. E ho ritrovato me stesso.
- Forse non è destino che io faccia…
- Non dirlo nemmeno per scherzo, ti prego.
- E’ in un tempo di cambiamenti, si rende conto che..
- Io non posso fare altro che aspettare…
- Tre pozioni antirincoglionimento per tutti!
Dragging my feet when I could have been flying
Dragging my feet when I could have been flying
Dragging my feet
E così, quando ho strofinato il piede sul pedale dell’acceleratore di Sloth, la piccola vasca da bagno azzurra, m’è parso di volare. Stavo volando, stavo galleggiando sull’asfalto verso la serenità.
Ho viisualizzato mentalmente il movimento dei due cilindri e percepito con una nitidezza spaventosa lo spazio dove inserire il muso di Sloth e ho già comandato ai muscoli e tendini mie gambe di alleggerire il piede destro e sfiorare il
freno con il sinistro, per poi spalancare il gas una volta impostato il rientro.. ho avvertito la strada chiamarmi, la vecchia via verso casa…
- E fai come se fosse casa tua, va!
Drag my feet and i wish could fly,

Drag my feet…