Il mondo giornalistico va con due marce, sulla prima c’è scritta marchetta, sulla seconda informazione.
E’ lapalissiano quale quelle due faccia procedere in avanti il mondo, e quale invece innesti l’indietro tutta, dato che a salire si fa molta più fatica che a scendere, almeno così molti ti lasciano credere, quando invece è vero il contrario: andatelo a spiegare ad un pilota di Rally o a un camionista, se ne avete il coraggio.
Stamattina ero assorbito nei miei pensieri, comprare il biglietto per Roma, scendere a Termini, prendere il Taxi, recuperare Sloth, fare quello che devo fare e incontrare persone, e meditavo anche su come tre giorni, anzi, due giorni e mezzo di stop abbiano giovato al mio umore quando il trillo del diavolo, ossia lo squillo del mio Nokia 6630 pagato un niente si fa sentire:
- xxxx?
- Sono io, yyyy, dimmi pure
- C’è che stamattina il dottor Costanzo ha proposto una lista di film e nomi, e…
(glisso signorilmente sull’ennesima proposta di trasformare un bel progetto, dopo l’halt di "Enter" con la vecchia formula, e dopo aver trasformato in corsa un raccoglitore di fumetti in un vero e proprio magazine, nell’ennesima "rivista ggiovane che piace ai ggiovani a rimorchio di Voglia!, Amici e soprattutto sulle due parolacce che ho inserito nel discorso ed io ed il turpiloquio siamo molto lontanti, il che è indice della mia alterazione).
Ovviamente c’è tempo per rimediare, visto che la struttura era proprio l’unico lato completo, e rivendicare la paternità del progetto. Resta in piedi la rabbia per l’ennesima ingerenza da parte di un gruppo di persone che sta spingendo a fondo quel poco di buono rimasto ora nel tubo catodico, ed ha una plumbea responsabilità nell’aver contribuito ad allevare una generazione di rincoglioniti totali.
Non lo senti nell’acqua, nell’aria e nella terra: forse nell’aria, dati che il profumo usato è sempre lo stesso (personalmente, per citare una mia amica, io odoro di vita antica, di libri in scantinato, ahimè di polvere e nicotina, parecchia visto il mio oggi non fumo, domani due pacchetti, oggi due sigarette, domani 2 pacchetti), ma lo vedi con i tuoi occhi. Occhialoni, capelli improponibili (e poi ci si lamentava dei capelli phonati anni 80′, principianti), pantaloni con cintura tratta dalla cinghia di arrotolamento delle tapparelle, e altri indumenti alla moda, a compensare un lessico depauperato (e se non capite, siete in quella categoria) e soprattutto una profonda, radicata, vacua ignoranza.
E’ gente che non ha mai letto, un buco nero cresciuto con modelli inconsistenti, che ha perso il gusto del bello in cambio del gusto del brand, del marchio, allevati come giovani consumatori che richiedono e vogliono semplicemente la notorietà, che tutti parlino di se, o almeno, l’illusione d’appartenere a quella ristretta cerchia, condividendono vesti, modo di pensare e fraseggi.
A questo si deve aggiungere l’attenzione morbosa che Costanzo e consorte hanno verso questo mondo "ggiovane": se ci si fa caso, il 70% delle loro trasmissioni riguarda esclusivamente ciò, creando e disfacendo continuamente individui e modelli, riciclando personaggi e variando minimanente il proprio minestrone. Ne ho già parlato su questo blog, e la proposta di nomi e titoli è angosciante per la pochezza e la voglia di fare "famiglia", anzi, famigghia.
Si parla di gente che deve bucare lo schermo, ma è una lobotomia generalizzata. Perchè gli altri fanno così e noi dobbiamo fare così. Non è un suggerimento: seguici altrimenti…sei ggiovane perchè hai questi sogni…
Sono vite riciclate, che non esistono da nessuna parte, se non nella mente di un addetto stampa. Ed è un qualcosa speculare. Su Raidue, la signora Ventura con quell’odiosa inflessione dialettale spopola e inibisce una qualsiasi istanta per spezzare la maledetta autoreferenzialità di una televisione che a ciclo continuo vomita e rigurgita e ingolla sempre i medesimi concetti, digerendoli e semplificandoli sempre in misura maggiore. Con il risultato d’atrofizzare irrimediabilmente il senso del gusto ed della rielaborazione. Le conseguenze, ahimè, sono davanti agli occhi dei pochi che sanno ancora vedere.
Vi parlerò poi delle emittenti locali. Abbiate fede, è un viaggio verso l’inferno….