Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Sabato 29.10.2005

Xavier

Archiviato in: La carta che non c' e', Like the Humans do, Riflessioni — Artois @ 1:07

Soundtrack - Xavier - Dead Can Dance, Within the Realm of a Dying Sun

Io non ho mai messo in dubbio che il rustico Celentano sia un residuo dei primi anni 60 in Italia, nel bene (qualcosa) e nel male (qualcosa in più). Mettevo il mio indice nella situazione d’indicare il paradosso che ci troviamo a vivere adesso. Nel panorama asfittico che in televisione viene esposto, abbiamo una sorta di Don Camillo dell’etere (chiesa, campo e famiglia), con le sue idee tutto sommato inoffensive, che viene tacciato e spinto al margine esattamente come il più pericoloso dei rivoluzionari.
E non va bene, affatto: sia per la tutto sommato ordinarietà della filosofia di vita di Celentano, che per il fuoco di sbarramento creato intorno a lui. Questo vuol dire tre cose:

1) La soglia di sopportazione di taluni individui, come il sig. Berlusconi Silvio ed entourage è ridicolmente bassa. Questo è sia un segno positivo, poichè mette a nudo una posizione di debolezza ed inferiorità percepita da loro (ossia coda di paglia), che un segno negativo: tutto ciò porta ad uno spaventoso livellamento verso il basso di un altro tipo di soglia: di percezione ed elaborazione del popolo. Non chiedo un nuovo maestro Manzi, ma è allucinante che come trasmissione esempio d’intrattenimento sia preso “Danzando con le stelle”.

2) Celentano nel ruolo di guru non è credibile. Ma è esattamente quello che ci vuole, un antiguru, una persona non troppo dotata , semplice, ma dotata di un carisma enorme. Adriano Celentano è diventato un’icona, e come tale assorbito e creduto sulla parola. Questo ci riporta sul punto 1, e ci fa capire cosa ci sia dietro al “Berlusconesimo”.

3) Se Rockpolitik verrà sospeso, o ridotto (ed a vederne la seconda puntata parrebbe che il fenomeno sia stato innescato), la prossima trasmissione a cadere quale sarà? Il Mondo di Quark? Oppure la prima che non si limiterà a proporre contenuti inoffensivi o predigeriti?

Quello che davvero mi fa paura è che, come trasmissione rivoluzionaria, la veste sia toccata a Rockpolitik che è *niente* rispetto ad altre trasmissioni ormai sospese ed irrealizzabili.
Tutto questo serve solo a creare assuefazione alla carenza di contenuti, idee ed elementi che possano rendere il servizio irrinunciabile di far riflettere.

Fateci caso: i reality show, quegli abomini che mostrano vite false nelle quali impersonificarsi, sbaglio o sono sbucati fuori dopo il 2001?

Mercoledì 26.10.2005

Le rivoluzioni partono sempre da un no.

Archiviato in: Like the Humans do, Visioni e Percezioni — Artois @ 11:55

Rosa Parks

 Perchè? Non è mai detto che obbedire sia sempre la scelta giusta.

La notte che bruciò il treno.

Archiviato in: Chi Sei?, Parallel Dreams, Visioni e Percezioni — Artois @ 1:41

Soundtrack - Frontier - Dead Can Dance, Dead Can Dance 1981

Front row affabula il mio senso estetico e confonde le menti degli stolti, per quel poco che importa.

E che, tutto sommato, io odio viaggiare in treno di notte. Avrei preferito utilizzare la mia utilitaria tedesca, ma servirà per il viaggo a Lucca. Ci si rivedrà lì, intanto il treno corre per Milano, con finestrino rigorosamente aperto e coperta leggera, per viaggiare. Serve anche per creare rumore e fresco, per non udire il borbottio incessante dal compartimento affianco, dove tre persone, nel loro scomparto letto, chiacchierano a voce alta. Io chiacchiero con la mia tastiera, con la luce bianca che traspare dai tasti, e le rare folate di luce arancio dei fari a bordo della massicciata.

Mi piace aggrapparmi alla reticella portaoggetti, per concentrarmi, ed avvicinare una luce ai miei occhi per combattere e sconfiggere per poco il sonno. La tentazione di farmi cullare dagli scossoni è forte, così come quella di oziare con la testa appoggiata sul cuscino e la valigia che spinge la porta chiusa accuratamente.

Questi viaggi continui sembrano un sogno. Non un incubo, un sogno. Ma ho bisogno di destarmi

Lunedì 24.10.2005

V3.

Piccolo aggiornamento, 24/8/05: ogni tanto il server SQL cade. Un po’ di pazienza, ci sto lavorando su.

Resta in piedi un mistero: di come abbia fatto il database mysql a corrompersi in quel modo.

Di cosa sto parlando? Ah, si. Del blog.

E’ da quando, per motivi personali, di tempo ed anche professionali, che ho lasciato andare il blog da metà luglio, strani problemi sono comparsi e strani fenomeni si sono verificati.

Certo, è nulla rispetto ai "Look" che divennero "Lock", od uno strano individuo analogico che si è finto più persone digitali. 

Una marea di spam d’azzardo si è riversata sul blog, ed in questo debbo dire grazie al caro e individuo che con la sua insistenza m’ha fatto mettere a punto un sistema antispam che non solo ha impedito danni peggiori, ma ha m’ha dato una euristica di open proxy da far paura. 

A questo dobbiamo aggiungere l’hard disk del server che ha spaccato un disco, la mia cronica mancanza di tempo, un maldestro quanto improvvisato attacco brute force sulla rcpxml.library che m’ha causato un’esondazione d’email di notifica, un pervertito russo che prometteva incontri con procaci lolitine dell’est (gioco che ha tirato fuori una magagna di google: indicizzava anche il mio logger, e solo la mia paranoia che mi spinse a far monitorare anche il logger mi ha salvato da centinaia di accessi da parte di porci schifosi), più l’inspiegata corruzione del database sql che regge il logger stesso ed il motore di rending di wordpress ha causato il tracollo definitivo della vecchia versione V2, in piedi da Marzo 2005.

 Serviva comunque una messa a punto, ed il disastro mi ha consentito di lavorare ad animo più sgombro. E dopo una settimana di lavoro, tra l’altro in terra straniera, con una certa lentezza e rigorosamente off line durante la trasvolata, provando e riprovando con la versione "in locale" del blog (potere di OSX, php e Apache), stasera la V3 è finalmente completata. 

 Come in tutti i problemi, c’è sempre un prezzo da pagare: ho rinunciato all’archivio di PHP/STATS da marzo ad oggi. Un sacrificio necessario, considerando anche certe porcherie che mi trascinavo nei referrers. Fortunatamente gli archivi, i commenti e le strutture sono salve. Ne ho approfittato, e nel template "Red Stripe" ho messo a regime alcune modifiche che a breve appariranno su template principale. Il blog ora ha una nuova modalità per la gestione dei commenti via email, ed è compatibile con Netfront 3.1 e PalmWebPro, per la gioia di chi usa palmari.

Poi, c’è anche da dire, e forse ve lo mostrerò, che il backoffice è nuovo. Più organico, più omogeneo, più razionale. Più me stesso, adesso. Cosmeticamente, voi vedrete una maggior velocità, la favicon là su, accanto all’http, e persino il dispositivo antispam è più rapido. Tutto gira meglio, perchè non è un upgrade, è una rifondazione.

Ho in canna un post su Celentano, che guardacaso ha fatto usare un "figlio" di WordPress, piattaforma usata anche dall’Unione, il che è tutto dire sulla bontà e flessibilità dell’insieme.

Quindi, coraggio Artois. Rimboccati le maniche, che c’è ancora strada da percorrere. Ma anche se, come in questo momento, sei in una stazione aspettando che un treno passi, hai un pezzo di cuore a Bracciano, e uno a Roma. E devi per forza passare a prenderli.

Domenica 16.10.2005

Un’immagine val più di una parola

Archiviato in: Chi Sei?, Like the Humans do, The Host of Seraphim — Artois @ 20:13

Il riassunto questi due giorni:

Noi vulevà savuà l'indiriss 

 (Non posso aggiornare come vorrei, pazientate per il racconto)

Venerdì 14.10.2005

Frasi tardive.

Soundtrack - Oggi Hai parlato troppo - Bluvertigo, Metallo non Metallo

Suonano strane certe parole. A migliaia di migliaia di chilometri, ad un anno di distanza, con il mio clan presente.

Molto strane. Credo che siano tardive, o troppo affievolite. Il passato è già lontano.

Hai detto che sai molto, che impari facilmente
hai detto che sai sempre capire tutte le persone
mi spieghi cosa fare in ogni situazione
sei pieno d’esperienza, sentendo cio’ che fai dicendo
hai molte soluzioni pronte da sfoderare
talvolta, se richiesto, sai anche cucinare

se continui rischi di annoiarmi
supplico umilmente un attimo di pausa, dammi tregua
oggi hai parlato troppo

ho udito certa gente discutere abilmente
della psicanalisi come fosse l’uncinetto
e io che nella vita, prima di andare a letto,
non so se addormentarmi o finire il cruciverba (bartezzaghi)

se continui rischi di annoiarmi
supplico umilmente un attimo di pausa, dammi tregua
oggi hai parlato troppo

se continui cosi’ rischi di saturarmi
concedimi una pausa per cercare il vuoto
ascoltare il mio silenzio

se continuo rischio di annoiarti
se smettessi potrei risparmiarti
se riuscissi a risparmiarti vorrei portarti
a sentire il suono dei pianeti.

Giovedì 13.10.2005

Englishman in New York

Archiviato in: Chi Sei?, La nona Arte, Like the Humans do, The Host of Seraphim — Artois @ 1:57

E cosi’ inizia un nuovo viaggio, verso un sole nascente che non ci brucera’, io, quattro valigie, la saddlebag, il pennino appoggiato al lato sinistro della bocca, le dita che corrono sulla tastiera color ambra e la sua testa appoggiata sulla mia spalla che non vorrebbe svegliarsi, mentre il cielo su di noi e’ color arancio, illuminato in un falso giorno che e’ simile alle notti terse in un angolo di Vitinia, verso l’orizzonte.

Attraverseremo il cielo verso una terra lontana, ed io scaccio la tentazione viva di telefonare…no, non posso svegliarli, anche se vorrei fossero qui con me.

La guardo e le sorrido. Tra poco dovro’ destarla.

Tra poco taglieremo la luce verso altra luce.

E Roma gia’ ci manca. Mi sentiro’ un inglese a New York, lo so.

Sabato 8.10.2005

Drag my feet and i wish could fly

Archiviato in: Chi Sei?, Musica, The Host of Seraphim — Artois @ 23:21

‘ve got time to think about the meaning of the thousand variations of the beating of a wing of a hummingbird suspended in the aspic of the world moving slower than molasses as I’m off to catch the girl who is falling off the cliff

and I’m there before she knows it
I’ll be gone before she sees me
with my hand around her waist
I pull her back to safety
by the time she knows what’s happened
there’ll be someone else who needs me
because time keeps dragging on
and on
and on
and on

(time keeps dragging on)

I’ve got time to think about my past as I dodge between the bullets how my life was so exciting before I got this way and how long ago it was now I never can explain by the clock that’s on the tower or the one that’s in my brain

and I’m there before you know it
I’ll be gone before you see me
and I’d like to get to know you
but you’re talking much too slowly
and I know you’d really like me
but I never stick around
because time keeps dragging on
and on
and on
and on
and on

And you say the world goes rushing by
but it seems so slow to me
and you see a blur around you fly
but it takes too long
it seems so slow to me

(time keeps dragging on)

How I wish I’d never gone into my lab to experiment that night before lightning flashed around me
and time changed speed
now I have to try to be so patient and wait for calamity to strike
because when things change in an instant
it’s almost fast enough for me

and I’ll be there before you know it
I’ll be gone before you see me
and do you think you can imagine
anything so lonely
and I know you’d really like me
but I never stick around
because time keeps dragging on
and on
and on
and on
and on

And you say the world goes rushing by
but it seems so slow to me
complain I’m gone before you blink your eye
but it takes too long
it seems so slow
And you say the world goes rushing by
but it seems so slow to me
and I want to be there while you laugh or cry
but it takes too long
it seems so slow to me

(time keeps dragging on)
and on
and on

Sabato 1.10.2005

Hai bisogno

Archiviato in: Chi Sei?, Riflessioni — zoon @ 11:15

Hai bisogno

di quartieri nuovi. Qualcosa in cui spaziare nuovamente prima di chiudere il riccio, definitivamente. Pensaci, sta per avvenire.

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