Soundtrack - Majhnavea’s Music Box, Lisa Gerrard - The Mirror Pool
Mentirei se non dicessi che sono stanco, davvero.
Sono stati giorni pesanti sia dal punto di vista emozionale, che lavorativo, e stasera, seduto sul terrazzino, ho lasciato che il vento spingesse le dita sui tasti per me. Sono stanco di dover combattere guerre e battaglie che non mi appartengono, stanco che taluni individui e altri taluni individui continuino ad infastidirmi quando io ho solo il desiderio di essere lasciato in pace, stanco di dover rincorrere gli attimi e concatenare i momenti per una cena e poi vedermi un imprevisto mettersi di mezzo, stanco di assistere alla nascita e morte di amicizie più o meno sane e di rapporti. Adesso ho solo un desiderio: mettermi sulla Braccianense, arrivare lì, e forse riposare. Proporrò una settimana di riposo forzato in 4, aiuterà.
Ma, in realtà io sono stanco di ben altro. Ho conosciuto il dolore, lo sconforto, il tradimento. Il dover indossare diverse maschere per proteggere il mio piccolo mondo che rischiava di essere stritolato tra mazzette di denaro e giocattoli divertentissimi e tanta, tantissima ipocrisia, si, l’ipocrisia di tanto siamo una grande famiglia e poi tutti pronti a prendersi a pugnalate, il padre usuraio, la madre puttana, e i figli perennementi disillusi. Ho avuto a che fare con il tradimento di chi ha giocato con i sentimenti anche di persone che non conoscevano, del dolore che mi ha portato a piangere notti intere perchè non avrei mai potuto più nemmeno litigare con lei, e con taluni individui che in faccia dicevano "Mandali a quel paese che vali" e sotto mentite spoglie insultavano sui commenti o facevano il doppio gioco. Ho avuto a che fare con la bassezza e la meschinità, ed il dolore che esso apporta, e per questo sono spaventato.
Stasera ho avuto paura, ad un certo punto. Paura della mia stessa felicità. Temo di non poter tollerare più il ripresentarsi di simili situazioni, e stasera si è visto. Alcuni vecchi amici, rivisti dopo 4 anni, lo hanno detto "Oh, ma come sei sospettoso/ma non mi sembra carino che tu dica questo/Si abbiamo capito che vivi a Roma, ma perchè questo gelo?"
Così sono stanco. Nulla che una buona notte di sonno, se riuscirò a dormire con i ritmi circardiani che mi ritrovo, non può acquitare. Ma se lo farò, con The Serpent’s Egg nelle orecchie, credo che lo farò piangendo. Sono stanco, davvero, anche di dissimulare agli amici di non essere stanco. Stasera volevo portare un invito, lo porterò con comodo a casa mia, a Roma, coming home to stay. Voglio sognare qualcosa di straordinario, volare, sognare la nuova storia da far disegnare ad Angy, sognare della mia Roma scomparsa o di mostrare ad una vecchia amica qualcosa di inusitato. Voglio volare alto, e davanti a quel tavolino, da Brizio ed Ombra, avere la serenità di dire: "in questo periodo ho esagerato con avere troppo da sbrigare alla tastiera, e che ci sono questi problemi che devo risolvere. Vorrei portare a quel tavolo anche la Pros, e farli assistere alle performance di Venerandi.
Ma tanto, a breve sarò l’, prenderò un thè e la tristezza di questa sera sarà scomparsa, perchè già me lo hanno detto: "Sentiti onorato, hanno paura di te, ti pensano in continuazione, non sanno che aspettarsi: perchè se la tua mente ha sofferto, il tuo cuore ha battuto sempre nella giusta direzione".
E appoggiato sul muricciolo, con le voci degli amici veri, e ancora l’immagine di Roma e del nostro futuro negli occhi mentre lei già è sprofondata nel mondo dei sogni augurandomi in un respiro la buona notte, affido alla luna di guardare per l’ennesima volta come noi, sempre uguali, reagiremo insieme.