Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Lunedì 30.05.2005

Bren e Lisa

Archiviato in: La carta che non c' e', Musica, The Host of Seraphim — Artois @ 0:14

E’ solo un link, ma spero di far cosa gradita.

http://forjm.free.fr/dcd/photos/photos.htm

Non ci sono solo le foto, e spero che il francese non sia un problema. Ci sono alcune splendide immagini e delle rarità audio, oltre che alcuni pezzi inediti dell’ultimo concerto.

 Per me, invece, c’è poco da dire, o da aggiungere qui.

Fatemi sapere che ne pensate. 

Sabato 28.05.2005

Night Road

Sountrack - Crescent, Dead Can Dance - Live in Warsaw

The stars you see in the nightsky
Have been dead for centuries
And sunlight creates the illusion
Of life for all these years

- Sai, lo stavo pensando davvero. Ha ragione, la luce delle stelle che vediamo potrebbe appartenere davvero a corpi astrali ormai morti da secoli.

- Sono comunque belle…però è un’idea davvero triste. Le vediamo..è come se ci fossero, se esistessero, ma sono spente, non esistono più. Poi…anche la loro luce smetterà di arrivare a noi e allora saranno morte per sempre.

- Non lo credo…oltre alla nostra Terra esistono altri pianeti…l’universo è infinito, e la luce continuerà a viaggiare…nonostante tutto e arriverà a farsi ammirare da altri mondi. Così quelle stelle saranno ancora splendenti, anche se non ci sono più.

- L’idea che le stelle muoiano e che stia vedendo solo le loro ombre di luce mi rattrista un po’.

- Prova ad immaginare le stelle come se fossero le tue azioni, o dei momenti della tua vita. Chiudi un po’ gli occhi, disabituali alla luce e riaprili. Ecco…ti sembrano più luminose?

- La luce è la conseguenza del loro brillare, vero?

- Se la vuoi mettere su quel piano si. 

- Capisco…non sono morte davvero, perchè la loro luce continua a brillare su di noi, anche se non brilleranno più. 

 Now I no longer trust these eyes of mine
The heart must speak to me
In tongues of forgotten voices
In cosmic energy
So that I can see.

 

Venerdì 27.05.2005

Ricevo

Archiviato in: Non catalogato — zoon @ 11:45

Ricevo da LelloVoce e volentieri diffondo:

Cari amici,
accluso a questa mia troverete il comunicato stampa di presentazione di DoctorClip il Primo Festival italiano di videoclip di poesia che si terrà in ottobre a Roma e al quale è possibile partecipare inviando i propri clip che saranno selezionati da una giuria.
C’è un premio di 2500 €. e una serata del Festival internazionale ‘romapoesia’ sarà dedicata ai video vincitori che saranno poi trasmessi anche da alcune emittenti televisive nazionali. Si tratta di un’iniziativa coraggiosa e credo indispensabile per aprire anche in Italia un orizzonte che altrove in Europa e nel mondo è già una realtà: vi sarò grato dunque di quanto potrete fare per diffondere la notizia dell’iniziativa con i mezzi a cui avete accesso (giornali, blog, radio ‘libere’ e/o ‘istituzionali’, semplice passaparola), ciò sarà prezioso per permettere al Festival di poter contare su una vasta adesione di artisti anche italiani.

Non appena avrò notizie più succulente ve le darò. Intanto, fate il vostro dovere…

Mercoledì 25.05.2005

Nierika

Sountrack - Nierika, Dead Can Dance - Live in Dublin 2005

Al momento sto sistemando un Pismo, un portatile che ho amato prima di prendere l’iBook nel lontano 2000.

Per la fine della riparazione manca solo l’inverter board, per illuminare il suo display, e nell’attesa che la batteria torni a regime, lo vedo respirare con la sua lucetta che affanna sul buio del mobiletto. Sorrido un po’, e penso che quel povero Pismo sia finalmente felice di aver trovato un porto sicuro dove poter riposare.

Il pismo non voleva accendersi. Troppa stanchezza, troppa sofferenza nell’abbandono. Gli elettroni non frusciavano più nei suoi circuiti, il suo hard disk non riusciva ad intonare il suo canto sibilante, il processore si abbandonava al gelo del dissipatore non più surriscaldato. Non ho idea di quello che nella sua memoria fosse accaduto, tutto era in ordine, ma lui, stanco, non voleva ripartire. Si opponeva, nella sua memoria volatile c’era un blocco, un timore, una paura…sicuramente.

 E io non capivo il perchè. Mi dispiaceva per lui, e insistevo a comprenderlo. Artemius III mi spiegava passo passo l’architettura del Pismo, i suoi come ed i suoi perchè, e mi rassicurava sul mio perfetto operato. Ma il Pismo era fermo nel suo mondo inaccessibile, fatto dai ricordi del suo ex proprietario, della picchiata e dell’oblio. Anche lei, avvicinandosi, ha preso a cuore la storia di questo piccolo portatile nero come i soliti colori, ma dalla mela bianca che  volevamo vedere luminosa come la luna di ieri. Lo vide in macchina, avvolto in una busta, sul sedile. E insistette. "Dagli fiducia, credi in lui, tornerà a splendere".

 L’ennesimo tentativo, mentre dalle Soundstick Lisa terminava di guidare i miei nervi con Venteles. Non lo richiusi, collegai tutto, meno che la batteria tampone, si, quella che governa e regge i ricordi del distacco. Il Pismo, allora, pianse. Un fruscio elettrico, l’unità DVD si mosse, l’hard disk sferragliò. Un rintocco, e la batteria iniziò a lampeggiare. Qualche secondo d’attesa, il Pismo si stava stiracchiando. Trasformò la lacrima in condensa, o forse fu da sempre condensa, e l’asciugò. Il Pismo non si sentiva bene, la luce non era ancora comparsa sul suo volto, ha bisogno di un atto di fiducia, ma intanto, senza il fardello della memoria dell’ultimo avvenimento triste, lui era ripartito.

 Ora il Pismo dorme, con la sua lucetta verde che respira affannosa, rispetto al morbido altalenarsi della spia di Artemius. E sogna pecore elettriche, aspettando la luce che lo reilluminerà.

 Prima di addormentarsi, il Pismo ci ha messo qualche secondo. La mia amica mi ha chiesto il perchè.

 Le ho sorriso, ed ho aggiunto, accompagnando il Pismo nel mondo dei sogni, finalmente sereno per le mie parole:

"Il Pismo mi ha chiesto perchè anch’io non scollego la batteria che alimenta i ricordi tristi di questi ultimi anni e conservo solo i belli".

Martedì 24.05.2005

Catene…

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', Like the Humans do, Musica — Artois @ 22:58

Stavolta è toccata a me, per colpa di Fenny: ma è un’occasione per fare il punto.

Volume totale dei file musicali: Tra iPod e hard disk passo volentieri i 32Gb: misurati con Mela+I

L’ultimo CD che ho acquistato:
Il cd Live del concerto dei DCD a Milano.


Canzone che sta suonando ora:
The Voice, XVIi Vie.

Cinque canzoni che ultimamente ascolto spesso:
Bella domanda: io ascolto sempre musica random dalla mia libreria e Radio Rock, ma posso dire che adesso sto ascoltando E Ti vengo a Cercare di Battiato, La spiga e il mantello sempre di Battiato, The Host of Seraphim quando stanco, Circe dei Cherche Lune, e Us or Them quando mi tocca lavorare sul motore del blog.

Passo la patata bollente a Mutewinter ed alla ex Warrior.

 

Un Walzer per te.

Archiviato in: Musica, The Host of Seraphim — Artois @ 1:27

Soundtrack - E ti vengo a cercare, Franco Battiato - Giubbe Rosse

Un walzer, un tappeto di note dove galleggiano parole illuminate dalla luna piena e dal tuo sorriso.

Desidera quello che vuoi davvero, e lo troverai dentro di te, sei fatta così. In quella casa non sarai mai fuori posto, mai. E i venerdì lungo le vie di Roma d’estate s’avvicinano… 

E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo ormai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.

Emanciparmi dall’incubo delle passioni
cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un’immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.

 Perchè…siamo stati ciechi entrambi. Tutti e due. E ce ne siamo resi conto prima che sia troppo tardi. Ma…questa canzone, non è per te, ma per noi.

Lunedì 23.05.2005

Io, Fabrizio e i DoS

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', Like the Humans do — Artois @ 16:43

Potevo, per far prima, andare di mela+c e mela+v per incollare un articolo sul DoS, Denial of Service, ma non amo fare questi giochetti puerili. Il mio lettore medio sa di cosa parlo, è un attacco rivolto verso un sito o verso una risorsa informatica atto ad impedirne il legittimo funzionamento.E’ il famoso "sciopero dei click", che si fa su siti istituzionali facendo reload a più riprese. Solo che nel mio caso, hanno sfruttato una mia debolezza. Ossia, un errore di calcolo.

Difatti, avevo postato ed ospitato un messaggio su Giubbe Rosse, la lettura del funambolico Venerandi, mettendo nel mio spazio FTP ben 60Mb di puro armonico eufonico fraseggio, dicendomi "ma si, la settimana sta finendo, tanto il limite di traffico chi lo supera, poi domenica si resetta e via!".
Sbagliavo. Vorrei dirvi che a mettere giù il blog è stato il successo dell’affabulatore ligure, ma nulla di ciò. E’ stato un imbecille, altre parle non ci sono, che ha scaricato per 319 volte il file sequenzialmente. Ha iniziato alle 17.50 e dopo un’oretta e mezzo il blog era giù. Ha continuato il download, tanto la connessione al file .mov c’era fino a portare la saturazione della banda al 300%. E così tophost ha bloccato tutto il cieloprovvisoriame possibile.
Io ero fuori. Me ne sono accorto giovedì sera, ho cancellato l’evento venerandico e a scatti, appoggiandomi solo sulla mia GC75e, ho contattato tophost. Domenica, seppur dimezzato, riecco il blog.
Con tanti saluti di chi se la ghignava di averlo buttato giù.
Tanto il danno lo ha fatto a Fabrizio, non a me.
E come prevedevo, una notte di sonno mi ha fatto bene.
Allora, a che punto eravamo rimasti?

Novilunio

Soundtrack - Majhnavea’s Music Box, Lisa Gerrard - The Mirror Pool

Mentirei se non dicessi che sono stanco, davvero.

Sono stati giorni pesanti sia dal punto di vista emozionale, che lavorativo, e stasera, seduto sul terrazzino, ho lasciato che il vento spingesse le dita sui tasti per me. Sono stanco di dover combattere guerre e battaglie che non mi appartengono, stanco che taluni individui e altri taluni individui continuino ad infastidirmi quando io ho solo il desiderio di essere lasciato in pace, stanco di dover rincorrere gli attimi e concatenare i momenti per una cena e poi vedermi un imprevisto mettersi di mezzo, stanco di assistere alla nascita e morte di amicizie più o meno sane e di rapporti. Adesso ho solo un desiderio: mettermi sulla Braccianense, arrivare lì, e forse riposare. Proporrò una settimana di riposo forzato in 4, aiuterà.

Ma, in realtà io sono stanco di ben altro. Ho conosciuto il dolore, lo sconforto, il tradimento. Il dover indossare diverse maschere per proteggere il mio piccolo mondo che rischiava di essere stritolato tra mazzette di denaro e giocattoli divertentissimi e tanta, tantissima ipocrisia, si, l’ipocrisia di tanto siamo una grande famiglia e poi tutti pronti a prendersi a pugnalate, il padre usuraio, la madre puttana, e i figli perennementi disillusi. Ho avuto a che fare con il tradimento di chi ha giocato con i sentimenti anche di persone che non conoscevano, del dolore che mi ha portato a piangere notti intere perchè non avrei mai potuto più nemmeno litigare con lei, e con taluni individui che in faccia dicevano "Mandali a quel paese che vali" e sotto mentite spoglie insultavano sui commenti o facevano il doppio gioco. Ho avuto a che fare con la bassezza e la meschinità, ed il dolore che esso apporta, e per questo sono spaventato.

 Stasera ho avuto paura, ad un certo punto. Paura della mia stessa felicità. Temo di non poter tollerare più il ripresentarsi di simili situazioni, e stasera si è visto. Alcuni vecchi amici, rivisti dopo 4 anni, lo hanno detto "Oh, ma come sei sospettoso/ma non mi sembra carino che tu dica questo/Si abbiamo capito che vivi a Roma, ma perchè questo gelo?"

 Così sono stanco. Nulla che una buona notte di sonno, se riuscirò a dormire con i ritmi circardiani che mi ritrovo, non può acquitare. Ma se lo farò, con The Serpent’s Egg nelle orecchie, credo che lo farò piangendo. Sono stanco, davvero, anche di dissimulare agli amici di non essere stanco. Stasera volevo portare un invito, lo porterò con comodo a casa mia, a Roma, coming home to stay. Voglio sognare qualcosa di straordinario, volare, sognare la nuova storia da far disegnare ad Angy, sognare della mia Roma scomparsa o di mostrare ad una vecchia amica qualcosa di inusitato. Voglio volare alto, e davanti a quel tavolino, da Brizio ed Ombra, avere la serenità di dire: "in questo periodo ho esagerato con avere troppo da sbrigare alla tastiera, e che ci sono questi problemi che devo risolvere. Vorrei portare a quel tavolo anche la Pros, e farli assistere alle performance di Venerandi.

 Ma tanto, a breve sarò l’, prenderò un thè e la tristezza di questa sera sarà scomparsa, perchè già me lo hanno detto: "Sentiti onorato, hanno paura di te, ti pensano in continuazione, non sanno che aspettarsi: perchè se la tua mente ha sofferto, il tuo cuore ha battuto sempre nella giusta direzione".

 E appoggiato sul muricciolo, con le voci degli amici veri, e ancora l’immagine di Roma e del nostro futuro negli occhi mentre lei già è sprofondata nel mondo dei sogni augurandomi in un respiro la buona notte, affido alla luna di guardare per l’ennesima volta come noi, sempre uguali, reagiremo insieme.

Giovedì 19.05.2005

Getting Paranoid

Archiviato in: Chi Sei?, La carta che non c' e', Like the Humans do, Musica — Artois @ 13:25

Vi piacciono i Sims in tutte le salse? Allora non fatevi mancare questa perla:

Provate anche voi ad essere Ozzy Osbourne ed a interagire con la sua strampalata famiglia clickando qui.

(serve shockwave player: occhio che con Safari il processore schizza al 100%)

P.S: Grazie ad Uncino per la segnalazione 

Mercoledì 18.05.2005

La notizia

Archiviato in: Like the Humans do, Parallel Dreams, Rache — zoon @ 11:15

si fa strada come un cuneo di oscurità in pieno giorno: Alan Altieri collaborerà, sembra, con Valerio Evangelisti. Pochi altri dettagli su Cybergoth.

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