Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Sabato 26.02.2005

Ombra, is your birthday, happy birthday Ombra,

Archiviato in: The Host of Seraphim — Artois @ 1:19

 Auguri, prima il mio blog, poi io, appena nascerà questo nuovo giorno.

Auguri di cuore, a voce spianata, senza più che nessuno si sentirà nominato e sporchi l’augurio come lo scorso anno.

Auguri per i risultati che hai raggiunto e quelli che devi raggiungere e raggiungerai.

Auguri per le cioccolate densità plutonio, auguri per le gocce di grafite. Auguri per tutti gli auguri che ti faranno.

Auguri, perchè le difficoltà ci saranno, ma riuscirai a sbarazzarente con la forza dei manichini che hanno messo nella tua vetrina.

Auguri, allora.

Buon compleanno. E anche se risponderai:

/me non capisce perchè

So che hai capito benissimo.

"ed é per questo che schivo ogni giudizio, ho la riflessione come vizio, il mio fine é di fare di ogni fine un buon inizio"

Buon compleanno.

Lunedì 21.02.2005

Around the world with Artois

Archiviato in: Chi Sei?, Riflessioni — Artois @ 23:23

 Domanda: ma dove sono finito in questi ultimi due mesi?

La risposta è in questa foto:

Venerdì 18.02.2005

Fortune present gift not according to the book.

Archiviato in: Musica, The Host of Seraphim — Artois @ 2:30

 Fra pochi giorni sarà il compleanno di una mia cara, cara, carissima amica. E sono in fibrillazione per trovare un regalo adatto (oltre che il tempo, ho giornate allucinanti, di questi tempi, e le notti sono ancora più folli).

Io avrei pensato a questo:

Bello. Nevvero?

Ma la sua scarsissima reperibilità me lo ha fatto scartare, ma non dispero nel mio miracolo. Dopotutto, sono o non sono la persona che ha reperito tre anni fa l’edizione italiana in DVD di "The Addiction", nonchè l’unico a possedere tutti i 13 bootleg dei DCD?

Serviva un qualcosa. Quel regalo che sia indovinato e piacevole. Finchè ho scoperto l’esistenza di un doppio cd, The Lotus Eaters, a Dead Can Dance Tribute. Interessante, mi disse. Molto interessante, mentre la pupilla destra s’allargava in segno d’interesse.
Mi metto in cerca sul web, e scopro che la copertina è questa:

Insomma c’è quel tocco di surreale, di oscuro, di classico, e anche di H.R. Giger, con quel tubo anellide organico lì. E scopro che tra gli autori ci sono nientepopodimenochè: I Gathering, William Faith e Monica Richards (Faith and The Muse), Anathema e Black tape for a Blue girl. Insomma, 1/4 della playlist del mio iPod.

Il mio occhio superstite da pubblicitario (deformazione professionale), inizia a scandagliare il packaging, lo confronta con Spirichaser e dice: Ok! Package 4d compliance. Procedi con l’acquisto. Ma…ATTENZIONE…rileggendo vedo dei nomi che non mi piacciono. E, decido, prima di regalarlo, di ascoltarlo, di saggiarlo.

E scopro che…

Che non è tutto oro quello che luccica. E per questo ho realizzato una guida all’ascolto. Purtroppo i pezzi che si salvano sono pochi, molto pochi. E non so se valgano il costo. Addirittura, come è successo per me, alcune esecuzioni sono a dir poco irritanti, e due inascoltabili. E’ chiaro che l’unico pezzo all’altezza dei DCD è In Power We Entrust the love advocated, ci ho pianto, per motivi miei, certamente, ma davvero è addirittura superiore all’originale. Il mio suggerimento è di ascoltare Lisa e Brendan, e poi questo album. Vi consiglio Wake, per iniziare, è pur sempre una raccolta, ma significativa.

Solo un particolare: tra i pezzi scelti, brilla Aion e The Serpent’s Egg fanno la figura delle cenerentole. E sono gli album più belli dei DCD. I’ve got a theory, sono capolavori inavvicinabili…quindi…

Traccia 1) In the wake of adversity, Arcana

Non amo gli Arcana, li giudico estremamente monotoni, pesanti e inutilmente lugubri. Infatti alimentavo molti pregiudizi su questo brano, ma erano sbagliati:
 è quasi uguale all’originale, voto 6 perchè la voce di Brendan Perry è unica, e non si sono sforzati di reinterpretare la base. E ascoltando i lavori successivi, forse è un bene.

Traccia 2) Spirit, Persephone: l’arrangiamento sinfonico con l’uso degli archi è molto suggestivo (alla Rasputina, per intenderci, ricordate un pezzo in Buffy, no?) ma va cantata da una voce maschile, al femminile non rende molto. Si tratta della classica ballata blues di Brendan Perry, e la sua voce dove t’appoggi: voto 7

Traccia 3) Cantara, Danny Lilker: voto sospeso: l’inciso è lo stesso della versione solo con la voce di Lisa Gerrard, e quindi non la versione "rapida" di Toward The Within, anche se lo stile indiani d’america è spiazzante., voto 5 se non piace la musica indians, 8 se piace.

Traccia 4) Bylar, i "soliti" Ataraxia.
Questp è un massacro. Un massacro vero e proprio. Bylar doveva aprire il successore di Spiritchaser, ed era un pezzo strepitoso, molto riflessivo e che prendeva al cuore, visto ripredeva dove si era fermato Devhorzum, e doveva essere l’ultimo pezzo cantato insieme da Bren e Lisa. Questa versione è orribile, il clavincembalo non serve, era una chitarra (bren) e un’arpa (lisa), non rappresenta nulla. E poi scade nel melodico. Ovviamente, gli Ataraxia hanno due vocalist, una appena brava, e una che ha la classica voce deforme, da tipico gruppo goth da due lire. Indovinate a chi l’hanno fatta violentare? Voto 0.

Traccia 5) Mesmerim, Faith and The muse. Bastano loro per firmare una cambiale in bianco. L’arraggiamento è migliore dell’originale (beh, ci sono 20 anni di differenza, 1985/2004), ma sebbene Richard Faith abbia una preparazione come orchestratore nettamente superiore al buon Bren, Veronica Richards non è Lisa Gerrard e deve ricorrere al mixer ed al campionamento. Voto 9, perchè la passione e l’ardore comunque è lo stesso dei DCD.

Traccia 6) The Arcane, Trail of Tears: Non li conoscevo, ma dopo qualche secondo ho gridato "Pure Perry 100%". E si sente. Tornano le chitarre elettriche dei primissimi DCD. L’uso di una vocalist femminile acuisce il contrasto tra l’acustico dei DCD da Within The realm of dying sun in poi, e la base elettrica di questo arrangiamento. E’ un accostamento che rende il pezzo simile a quello che avremmo ascoltato durante i primi concerti di Lisa e Bren. voto 7

Traccia 7) Windfall-The summoning of the muse, Hortus Animae: E’ l’altra grave insufficenza del pacchetto.
Non amo il genere epic metal o Metal sinfonico e prendere due tra i brani più lunghi dei DCD e fonderle, tra l’altro canzoni che non hanno nulla in comune
essendo windfall strumentale/elettronico e Summoning cantato da Lisa su base d’organo, è un’operazione alquanto dubbia e poco rispettosa. Per di più Windfall, pezzo deliziosamente synth è stato reso con overload e batteria, con classica conclusione pestata sulle batterie alla "Rapsody"/Blind Guardian, che poi scivola in medley per invocare The summoning, ma la voce femminile è di una Liv kristi molto, molto sottotono. Toni e fraseggi da spettacolino di bondage sadomaso, e solita batteria pestata inutilmente. Voto 2, 4 se vi piace il genere. E tappate la bocca a quel dj di Radio Rock fissato con l’epic metal sennò gliela tappo io. Per sempre. Insisto con il 2.

Traccia 8) The cardinal sin, Amber Asylum: Irriconoscibile. Ha solo il titolo e il testo in comune. Chiamatela Illusion of life e vi beccate un 5. Ma l’avete chiamata The Cardinal Sin, quindi tenetevi il 2. Introduzione senz’arte nè parte, che non lega con la partitura originale, e solita vocetta similirica femminile.

Traccia 9) Rakim, Grido: Devo avere rotto le Soundstick. Conosco benissimo i Grido, sono il classico gruppo folk greco, e fanno prevalentemente colonne sonore per documentari e film Ma stavolta.per loro…Lisa sarebbe un transessuale brasiliano, e Brendan Pavarotti? Oppure è una sessione di karaoke con i dirigenti della Sony? 3. Meritato.

Traccia 10)How Fortunate is the man with none, Anathema: L’altra cambiale in bianco dell’album. Ancora più struggente dell’originale, parte rarefatta e poi tira coltellate al cuore. Se non vi asciugate la lacrima, vuol dire che non avete capito un bel niente dei DCD. Poteva essere un bel 9, ma scade nel finale con il solito esercizio di effettistica audio tipico degli Anathema. 7.

Traccia 11) The Lotus Eaters, Imperia: il pezzo originale dei DCD non era particolarmente bello, dato che proviene dall’erede di Spiritchaser che è rimasto incompleto. Ma era necessario eseguirlo Metal? Così è da colonna sonora della Regina dei Dannati. E questo non è un complimento. 4

Traccia 12) Avatar, Ephemeral Sun: Evidentente "decostruire" i pezzi va di moda. Cosa vuol dire? Prendere il testo, e affidare alla voce lo scopo di comunicare, con la musica accennata ad una punteggiatura. Il brano originale era maledettamente energetico, trasmetteva l’idea di una battaglia vera e propria. Io, memore di studi di psicometria, l’ascoltavo prima di intraprendere attività che contemplavano ostilità reciproca. Questo Avatar è scialbo, una pura esecuzione di stile, che, purtroppo non comunica nulla dell’originale. E non ci aggiunge nulla. Voto 5.

Traccia 13) The wind that shake the Barley, C.O.F: Ci hanno provato tutti, e persino la Gerrard non ne era convinta, per un pezzo che è un classico del folk celtico. Voto 6, anzi, 6- -

Giudizio complessivo del CD 1. Se non fosse stato per gli outsider Faith and The Muse e Anathema, un 3 non lo toglieva nessuno. Anzi, un "Sacchi? Trre!"
Resta da chiedersi se vale la pena spenderci su per ascoltare due pezzi.

Traccia 1) Fortune present gift not according to the book, Black tape for a Blu Girl: Uno dei pezzi simboli di Brendan Perry nel periodo di ricerca storica, prima del ritorno alle sue ballatone blues, qui riceve un arraggiamento più soft e delicato, con una voce che non scimmiotta, ma rispetta. Da un brano carnascialesco, a un gradevole pezzo d’ascolto, con sonorità morbide e armonici giochi di voce. Un 8 fiammante, per aver scelto un pezzo di Aion, mica facile.

Traccia 2) American Dreaming, Jarboa (dagli Swans). Una delle meravigliose ballate di Brendan Perry, dall’album Toward The Within. E’ un pezzo allegro, che diventa man mano trionfale, e che io ho legato ad un viaggio a Roma di un 13 dicembre di 3 anni fa, e alla stazione Piramide. "I’m in love with an American girl/Though she’s my best friend/I love her surreptitious smile/That hides the feelings within her". E’ una bellissima canzone, che termina con un inciso che è un canto trionfale, con un " Faith, underneath the rising wind blows/How long how long?" che sfuma in quel trionfo e che lascia immaginare che quel sorriso sia stato smascherato da un abbraccio. Non c’è nulla di questo. Addirittura il trionfo finale è scomparso, con una closure scialba. 4.

Traccia 3) Black Sun, Antimatter. Meno rabbiosa dell’originale di Bren, ma anch’essa dotata di forza. E’ molto più asciutta e minimale, va bene anche così. 6.

Traccia 4) In Power We Entrust the Love Advocated, The Gathering: Nella nostra forza noi affidamo il nostro amore. Anneke van Giersbergen ascolta la lezione di Brendan Perry, e ci mette l’anima, e il suo sentire. E’ un capolavoro, da sola vale l’intero doppio album. L’arrangiamento è esattamente quello dei Dead Can Dance, senza aggiunte, senza sbavature. Ma non è una copia. C’è un lirismo dolente ancora più forte. Nella versione classica, la conclusione lasciava intendere che, anche se le chiavi non fossero state trovate, la vita avrebbe percorso una strada. Qui no. Qui Anneke vuole quella strada, e chiede alla sua voce non muoversi. E la conclusione, quel bellissimo assolo di chitarra, taglia il cuore come un filo di seta, e, l’unica differenza rispetto alla versione maestra è qui. Il finale prosegue ancora, ma non sfuma…si conclude di colpo. E in quell’attimo di silenzio, ti rendi conto che hai pianto. Voto 10 e lode.

Traccia 5), The Ubiquitous Mr. Lovegrove, Nightfall. Fu uno dei pezzi più trasmessi sulla radio in america, e questa versione toglie le strane sonorità, il colpo di frusta campionato e i fiati per un versione tipicamente rock, ascoltabile, didascalica e accoppiando chitarre elettriche alle sonorità calcuttiane. Un misto interessante, ma dell’originale ha solo il testo. Un bel 7 per l’impegno, anche se il pezzo non è proprio il massimo della fantasia.

Traccia 6) Anywhere out of this world, Darkwell. Basta…basta….l’inciso campionato dei DCD con brass, chitarra e batteria, e voce alla "Lestat Canterino". E poi vai con batteria pestata, e chitarra distorta. No, non ci siamo. Affatto. 4.

Traccia 7) In the Kingdom of blind, the one-eyed are Kings, Ulver. E’ uscito diritto diritto da un film di Tim Burton, perfetto. Molto rarefatto, mentre il suo pezzo ispiratore era angosciante ed inquietante. Vediamo però come affronta il climax, "You can play as Emotion". E non ce la fa. Scade nel classico coro simildark. No. Che peccato. Mancano anche i colpi finali. 5

Traccia 8) Desert Song, Akrabu. Desert song era un omaggio ai berberi, ai Tuareg e i nomadi che con le loro carovane viaggiano nei deserti. E chi meglio di un arabo più incarnare questa filosofia musicale? Un pezzo facile da ascoltare, esotico, lento, molle e speziato come l’arabia sa essere. Non è asciutto, ma è bello anche così. Voto 7

Traccia 9) How Fortunate man is none, Noekk. Non male. Voce impostata, stile Empyrium, swingato, ma privo della consapevolezza dolorosa che c’è. Un 6, per l’arrangiamento molto swingato/jazzistico. Ma a me il Jazz non piace tanto.

Traccia 10) Enigma of the Absolute, Imperial black. Un po’ più casereccio di quanto debba essere, tant’è che la voce sparisce assorbita nell’eccessiva prolissità e pesantezza della parte strumentale. Bravini, ma è come mettere un principiante a paragone con Schumacher. 4, non fa per voi. E vi voglio incoraggiare.

Traccia 11) The protagonist, Nostalgia & Secrets of the moon. Ci risiamo, altro pezzo dalla regina dei dannati. No, non va così. Non va affatto.  E’ un pezzo che cresce, cresce e ti atterrisce col vuoto. Altro 4.

Traccia 12) Windfall, Monumentum: Se c’è un nuovo arrangiamento, c’è un motivo, allora. Beh, benvenuti in un Buddha Bar. Sedetevi e sorseggiatevi il vostro the alla rosa mentre contemplate quella statua di Ganesh. 7, molto Zen…ma che ha a che vedere con i DCD?

13) The Summoning of the Muse, Subterraneum Masquerade. Almeno hanno segnalato "deconstructed". Dopo lo scempio perpretato ai danni dei Depeche Mode, ho paura di quella paura. Qui mi parte molto pizzicata, molto elfica, un filo inquietante. Non so dove e come andranno a parare. E poi…parte uno scontato pezzo goth rock, si ferma, s’infila un violino e…un testo in inglese? Ci risiamo. Hammond, coro, strumenti classici e metal, una voce femminile e parte di nuovo in…EPIC ROCK. Arrivare alla fine del pezzo è stata una sofferenza…però continua. pianoforte. ascoltabile. Inizio a rivalutare, diviene quasi d’ascolto, direi Morriconiana, e finisce con una voce femminile che in modo pulito ricanta la melodia già intonata da Lisa Gerrard, seppure l’abisso tra le due è notevole…e grazie a questa parte la sufficenza era già staccata, finchè riprendono i frastuoni dark metal, con tanto di voce alla Cradle of Filth/Theatre of Tragedy, dei quali si rifanno pesantente nel finale, rovinando quel poco di buono che c’era. Voto 0, insieme agli Ataraxia. Ma con gusto.

Il CD due prende la sufficenza solo per i Black Tape e  l’immensa Anneke. Il resto è inutile.

Conclusioni? Prendete gli originali, Lisa Gerrard e Brendan Perry. L’influenza che hanno avuto nella musica è immensa, e la loro bravura è irraggiungibile. Comprendo l’idea del Tributo, ma andava sviluppata meglio. Alcuni gruppi sono imbarazzanti.

E io…sono in caccia del cofanetto di Alien.

Mercoledì 16.02.2005

Supercar Gattiger

Archiviato in: Chi Sei?, Like the Humans do, Riflessioni, The Host of Seraphim — Artois @ 19:10

N.b: scaricatevi e sentitevi questa, mentre leggete il post:

Premessa
doverosa: Il numero di targa è visibilmente falso (non ho nemmeno
ripulito il taglia e incolla e nemmeno usato il lazo intenzionalmente),
esattamente come una targa con l’ode ai sepolcri di Foscolo (e non Urna
di Elio e le Storie tese, che ode l’uomo del giappone che dice Ufo
Robot, Ufo Robot), non vi affannate.

Mi è capitato di rinvenire
la vecchia, cara Fiesta con entrambe le posteriori bucate, la targa a
terra (dalla foto si evince come: una pedata sul lato sinistro
superiore) e un calcio sferrato sullo sportello, oltre che l’antenna
spezzata, per non parlare del mezzo pomeriggio perso: dovevo per forza
chiamare un carro attrezzi, ho solo una ruota di scorta, e speravo che
fosse solo uno sgonfiaggio cretino, giusto per omologarlo al livello
dell’omino del cervello di chi ha fatto il danno.

Prendo il
telefono, chiamo Panama Gomme (non mi pagano nè fanno sconti: sono
amici), e mi vengono in soccorso, con un ruotino da montare dietro,
giusto per portare le due posteriori da loro e verificare.

Arrivato
lì, vicino al Parco Rabin, verifica di turno: due colpi secchi di
punteruolo aggiustati con un coltellino, qualcuno che sapeva dove
colpire, sul punto debole dello spallaccio. Un abituè dei colpi bassi,
insomma.

"E quindi"
"Posso fare aggiustare quella di destra, il buco è piccolo, ma su quella di sinistra si è un po’ aperta sgonfiandosi"
"Capisco"
"Se le aggiusto non sono le stesse gomme di prima, vero?"
"Sono sempre gomme aggiustate"

Ho
iniziato a fare un ragionamento, singolare per me. Solo un annetto fa
avrei fatto aggiustare le gomme senza pensarci sopra più di tanto,
anzi, inveendo per i 35 euro da dare al gommista. Adesso no. Ho pensato
che con quella macchina faccio tanti chilometri. La metto sull’Aurelia,
sulla Cassia e sulla Flaminia. Sale sullo sterrato, vicino a casa di
Ombra ci sono i dossi, il sottopassaggio di Vitinia ha le grate per le
acque reflue, i Sampietrini di trastevere non perdonano…La macchina
spesso viaggia carica di fogli, documenti, risme stampate e da
stampare, e non ci sono solo io a bordo. Ci ho riflettuto tantissimo,
un tempo l’ipotesi dell’esplosione di una gomma in corsa era
desiderabile, adesso era un rischio inutile e pericoloso da correre,
nonchè irrispettoso.

"Senta…che ha deciso? Ci sono anche delle gomme con il battistrada rigenerato che hanno un costo…."
"Io
non le voglio. Lo so che la macchina è vecchia, ma io la sto cambiando,
tra un po’ andrà dal concessionario per una permuta…ma io ci cammino
ancora con questa"
"Un treno di gomme xxxx costa 450 euro montaggio e equilibratura compresa"
"Si, mettimele"
"Non solo le due posteriori?"
"Le anteriori sono consumate…vero. Non corro rischi inutili"

E ci ho pensato su. Non tutti i mali vengono per nuocere.

Sabato 12.02.2005

Spiritchaser

Archiviato in: Chi Sei?, Riflessioni, The Host of Seraphim — Artois @ 22:54

 

"…e io lasciavo accesa una candela, perchè ritrovasse la strada"

Rompendo tutte le regole

Archiviato in: La carta che non c' e' — Artois @ 22:51

In passato mi sono più volte lamentato del malfunzionamento del DSL 300T
Dlink con la mia base airport express, con la mia base Graphite, con la
Base Bianca di Peter Rei, e via dicendo.

Tanti sul mio blog sono finiti cercando il rimedio ai malfunzionamenti del modem ADSL
ethernet più economico che c’è.

Qualcuno con il DSL 300T si è anche incocciato nel problema principe di
quella ciofeca immensa, ossia la disconnessione da crisi delle ip table.
Per farla breve, in quel modem c’è il Pinguino, e soffre il caldo.

Io ho venduto il modem, ma il male che fai ti ritorna moltiplicato
indietro per tre volte: l’ericsson HM 220, compagno di tre anni fa, e
nuovo compagno ritrovato non a casa mia, fedele sposo di un iMac
graphite, e poi della graphite esplode: ossia fa "pop" da dentro e si
brucia. Per farla breve, mi sono ritrovato un nuovo 300T sotto le mani.

Ma, ATTENZIONE! C’è un rimedio!

Spulciando scopro che il chipset è un generoso AR7, che guarda caso,
avevo visto in un router e che alimenta il mio meraviglioso Gigaset, che
problemi non dà. Quindi…gratta gratta, e scopro che il firmware è
basato su Linux, quindi programmabilissimo. Infatti, la scheda madre del
DSL 300T è quasi la stessa del 502T, modello con 4 porte ethernet,
router, firewall, nat, dmc, port forwarding, trick e track e bombe a
mano.

E senza il bug delle iptables e del DHCP alla "american way"!

Quindi: come fare?

Armatevi dei vostri DSL 300T e dei vostri 302T (il fratello sfigato dato
con Alice) e seguitemi: per prima cosa, preparatevi alla dipartita del
modem, c’è questa ipotesi. Ma non vi spaventa, vero? Dopotutto il DSL
300T è un modemino figo che va bene su Apple e non costa un botto (solo
30 euro, cosa volete che siano? Io ho pagato un USR Robotics 56k 399
mila lire 6 anni fa!)

Memorizzate questa url:
<http://www.ilpuntotecnicoeadsl.com/forum/index.php?showtopic=132&st=195>

Fatto?

Ora, da bravi, dò per scontato che abbiate OS X. Se no, vi toccherà
mettere sul vostro OS 9 una bel server tftp, oppure scocciare un amico
con OS X.

Prima mossa: scaricate questo file simpatico:

http://ihost.it/DLink-fs_502T-on_302T_v0.2.img

Cos’è? Ad un occhio molto molto addentro, è un file immagine,
esattamente una robaccia che tratti a colpi di DD. Per la precisione, lo
spazio disponibile nella flashrom del DSL 300T è inferiore rispetto a
quella del 50x, quindi quel software (che contiene le funzioni di
routing, nat, firewall, ecc..ecc..), non ci va.

Ma, questa versione, preparata da un valoroso volontario, è alleggerita
dei fronzoli e delle inutilità (come un wizard o la guida in linea), e
dona al nostro zero la pace.

L’avete scaricato? Bene. adesso attivate il vostro server tftp, io ho
usato tftpserver, lo pescate su versiontracker: fatto?

Ora, copiate il file del firmware nella cartella di tftpserver, e
rinominatelo in 1.img, fatto?

Benissimo, ora viene il difficile. Aprite il terminale, e digitate:

telnet 192.168.1.1

userid root, password admin.

Se invece avete un modem telecom/alice, beh…la user id è telecom, la
password il mac address al contrario.

Poi, scrivete in sequenza: (senza cancelletto, che è il prompt dei
comandi)

# cd /var
# tftp -g -r 1.img 192.168.1.2

Eventualmente cambiate 192.168.1.3 o 1.4 ecc…ecc…ec… se va in time
out o dà errore. Cmq, se avete tinymeter (consigliato), lo leggete da
lì.

Al termine della copia, impartite:

# dd if=/var/1.img of=/dev/mtdblock/0

E incrociate le dita: se tutto andrà bene, avrete il resoconto della
scrittura.

2656+0 records in
2656+0 records out

Ci mette una decina di minuti, tranquilli.

Dopo avere avuto il responso…staccate la spina, contate 10 secondi e
riavviate il vostro nuovo Modem/Router Adsl, risorto a nuova vita,
compatibile anche con 9, e senza quei fastidiosi problemini….

E stappate una birra in onore di zwanky, l’eroe del firmware miracoloso!

Con 30 euro, un signor modem/router. Cosa volete di più?

Mercoledì 9.02.2005

Manuali d’officina

Archiviato in: La carta che non c' e', The Host of Seraphim — Artois @ 22:55

Manuali d’officina…

  Stavo
leggendo il manuale di manutenzione e di espansione del Mac Mini,
quando, dinnanzi al frontespizio, il mio occhio è caduto sulla grafica
utilizzata:

Bene. Non vi ricorda niente? Possibile?

Vi dò un suggerimento:

Ombra, ovviamente la tua risposta non è valevole ai fini del quiz.

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