Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Domenica 30.01.2005

Back in time again

Archiviato in: Non catalogato — Artois @ 21:17

 Si, riordinando le foto ne è sbucata fuori questa. Ascoltandola con la giusta colonna sonora, anch’essa allegata, molte cose vanno al loro posto.

Back in time.

Anni 80'

Martedì 25.01.2005

La forza dell’abitudine

Archiviato in: Like the Humans do — Artois @ 23:18

Presa da alt.fan.fratelli.bros:

Per sdrammatizzare…

Qualche tempo fa fecero una bella serie di documentari sull’olocausto
(li stanno ritrasmettendo in questi gioni su rete4). Quando venne il
turno degli orrori di mengele la presentatrice annunciò il programma
concludendo "va ora in onda… bal, bla bla… Mengele. Buon
divertimento"

Ciao, Paolo

Sabato 22.01.2005

Green Light

Archiviato in: Non catalogato — Artois @ 22:59
 Luce verde

Altre immagini qui.

Venerdì 21.01.2005

www.cosenoiose.net

Archiviato in: La carta che non c' e' — Artois @ 17:50

 Avvertenza: Quanto seguirà a questa notifica è noioso, tecnico, e l’autore si profonde in parolone ed ardite metafore per non far sembrare le sue elucubrazioni figlie di un certo modo di fare informazione d’oltreoceano. Inoltre, coglie l’occasione per collaudare Firefox 1.0 night build sul suo PowerBook.
Grazie.

iPhone: un capriccio all’italiana.
Una vecchia gag di Gigi Proietti consisteva nel ripetere compulsivamente "18, 18, 18, 18, 18 ,18" fino a che, un malcapitato chiedendogli "Come mai ripete 18?". per tutta risposta si vede ripere in faccia "19, 19, 19, 19, 19".

Io lavoro pesantemante con Apple. Lo uso per scrivere le mie goticherie (racconti) e coticherie (lista della spesa e gestione economica),  per pagarmi l’affitto coniando immagini e frasi. E questo mio feticismo indotto per Apple, mi ha portato a dover anche ascoltare curiosità ed amenità varie sul mondo della mela.

Siamo onesti, io provo un piacere sottile ogni qual volta apro il powerbook in treno e noto il mio dirimpettaio fare "ooooooo" con la bocca atteggiata a cerchio, e se è addentro al mestiere, fare ancora "ooooooooo" quando mi vede passare le tre ore di autonomia. Di solito l’"oooooo" diventa "OOOOOOO" con mani portate alla faccia, tipo Munch, ma più giulivo, se tiro fuori l’iPod, la Exilim (che vendo) e scarico le foto lì dentro, eventualmente ascoltando qualche pezzo che ricade nelle cose che scrivo, e che non sono coticherie.

E così si fanno coraggio e chiedono. Ultimamente sempre una domanda. La stessa che mi porterebbe a dire "19, 19, 19, 19".

"Ma quando Apple farà l’iPhone?"

Di solito basta lo sguardo da "fegato, fave e chianti", ma se avete trovato il Chianti del 94 un po’ troppo liquoroso, stile  Martini rosso dimenticato nel frigo da 8 anni,  oltre a concordare con voi che sia stata una pessima annata,  non posso far altro che darvi dieci motivazioni, da appendere alla porta del centro di telefonia più vicino a casa vostra, o più lontano, se volete depistare le indagini.

Quella dello "smartfonino" è una una fisimia del tutto italo/nipponica. Se avete notato, in America ci sono a listino diversi modelli a display monocromatico. Eppure vendono. In America, col telefono, ci telefonano. E Apple è Americana.
Io ho comprato un telefono di terza generazione solo per usarlo per il traffico dati. Dentro ci sono così tante funzioni che non ho ancora capito come disattivarle. Per ora mi limito ad usare il vibracall, il bluetooth per il Mac e l’UMTS quando c’è per il traffico. Conosco persone che non hanno mai messo numeri in rubrica, ed alcuni che pur avendo la possibilità di leggere le email non lo hanno mai fatto. Tutti voi comprate delle funzioni che non userete *mai*

Non esiste solo il GSM. Esistono diversi protocolli, GSM 900/,1800, GSM 900/1900, GSM 900, GSM 800, CMDA, TACS, ETACS, e persino l’UMTS è frammentato. Questo obbligherebbe Apple a fare diverse versioni del suo iPhone, per i diversi mercati. E creare una sezione radio per ogni paese non è esattamente come tradurre "Slot GPRS" in "Scanalature GPRS".

Apple fa prodotti longevi. Il suo ultimo Sistema Operativo, Panther, si installa sull’iBook G3 "Caramellone", o sul PowerMac G3 B/W, o addirittura, con un programma da terzi, sul Powerbook G3 Wallstreet e sul G3 Gossamer "Beige". Un Mac del 1999. di 6 anni fa. Un cellulare, ora, è tutto meno che longevo. Il Communicator 9000i che ho sulla scrivania, me lo tirerebbe indietro anche un filippino. Apple precorre i tempi spesso, è vero, ma quanto un telefonino rimarrebbe sulla cresta dell’onda? Due, tre settimane al massimo. Per Apple concedo due mesi. E poi sarebbe superato.

Nel 2002 Apple tirò fuori un lettore MP3 con un HDD da 5GB. L’iPod. Adesso, nel 2005 siamo assediati da lettori mp3, con macchinette da qualche  kilopixel, display passivi, batteria a stilo, pulsandi in plastica cromata e carrozzeria simil blade runner. Nessuno di questi ha un grammo della pulizia (e non solo audio) dell’iPod. Fanno tutto e anche il lettore MP3. L’iPod fa da hard disk esterno e da lettore MP3/AAC. Persino la zia del mio socio sa usare iTunes e un vecchio iPod 10G. Per caricare un album di Battiato su un lettore MP3 Crown, un tizio ha dovuto pagare un tecnico per farselo spiegare. La iRiver, addirittura, paga Jenna Jameson per reclamizzare un loro player multimediale. Ad Apple basta solo mostrare la sagoma del prodotto, con colori sgargiante. Sulla carta l’ipod offre di meno di questi prodotti, ma fa di meglio. E’ facile da usare e suona bene. Chi mai comprebbe un cellulare che fa buone telefonate, è facile da usare e dura molto, ma non ha il picture image o le sonerie polifoniche e costa un po’ di più perchè è fatto in alluminio?
Vanno di moda i telefonini piccoli. Molto piccoli. Quindi, batterie piccole, display piccoli. Molti vogliono un mac da taschino. E’ impossibile. Ti rovini gli
occhi a scrivere un SMS, figuriamoci una lunga email.

Lo vogliono stile iPod, con un hard disk micro e touchscreen. Errore. Un cellulare cade a terra con enorme facilità. Tanta facilità. E quasi sempre in modo catastrofico. Un iPod ti cade dalla tasca, dal letto. E a volte può farsi male. Un cellulare cadrà dall’orecchio. 1.60, se va bene. Un metro e sessanta di panico e terrore.  E poi, andrebbe a cannibalizzare l’iPod Shuffle o l’iPod Mini.
Per Windows e Mac. Bisogna scrivere un software di gestione su Windows, o appaltarlo a terzi come per i primi iPod Windows senza iTunes. Panico.

E se fosse un PDA/Phone, tipo un Treo 600 o un QTek 2020? Si è visto che il mercato accoglie tiepidamente questi ibridi. Una soluzione alla P9×0 Sony Ericsson o A1000 Motorola? Spezzerebbe l’idillio che le due società hanno con Apple.
Steve Jobs non vuole: perchè un iPhone è inutile.

Se qualcuno mi chiede del dominio iphone registrato a Cupertino, io rispondo: Evitare speculazioni.

Quindi, il discorso è chiuso. Apple fa computer, la serie Macintosh, strumenti di mass storage e multimedia, iPod, dispositivi di videocomunicazione, iSight e software. Tutto questo ha un gravity center, un centro di gravità permanente, che non fa cambiare idea sulle cose e sulla gente: il Computer per ognuno di noi. A un Macintosh, ci attacco l’iPod, e la iSight e ci carico iLife. Non vedo come un cellulare Apple si possa integrare.

Il supercellure è un capriccio all’italiana.

Giovedì 20.01.2005

Avvocati dell’altro mondo.

Archiviato in: Like the Humans do, Riflessioni — Artois @ 19:05

Ovviamente, è da prendere cum grano salis…


Colazione italiana

Sentite questa, ha dell’incredibile.

Nei fatti, il racconto che vi faccio è perlomeno di terza mano,
ascoltato
dalla viva voce di un collega incontrato casualmente oggi, ma mi sono
segnato la cosa perchè ha del paradossale :)

Allora, i fatti sarebbero questi. Il cliente di un associato di questo
collega, si rivolge a questi per denunciare disney italia. Immaginate la
sorpresa…
Motivo? Il suo bambino di 7 anni, ”prendendo esempio da un personaggio
dei
suoi fumetti” avrebbe contrato una malattia gastrointestinale piuttosto
grave, di tipo parassitaria.
Essendo il soggetto del racconto una persona descritta come
”estremamente
apprensiva”, non poteva capacitarsi della cosa, e, mano mano, era
venuto,
per esclusione, a scoprire questo, da cui, poi, di filato dall’avvocato:

intanto: segnatevi numero e pagina di "Topolino": chi può, controlli, io
non
sono in vena fino a questo punto (benchè… ROTFL… ^^)
il numero: 2556, pagina: 160.

i fatti: al bambino in questione, pare sia caduto il bicchiere del
caffellatte a terra (rotfl, latte versato…) invece di piangere: ha
preso
una spugna, l’ha riassorbito -RIMESSO NEL BICCHIERE- e se l’è bevuto!
mo: considerando lo stato mentale dei mocciosetti medi italiani, la cosa
non
sarebbe sorprendente. Il loro stato immunitario è preoccupante, se si
scopre
che questa schifida cosa, fatta su un pavimento italiano, provoca questa
non
meglio ben identificata malatia parassitaria al pargolo di cui.
immaginarsi
fargli trascorrere, allora, 24 ore nel resto del pianeta: si
estinguerebbero?
Chi scrive, godendo di ottima salute, si mangiò un verme alle
elementari:
per scommessa; si è bambini anche per far cavolate, imo.

Non sapendo se possa o meno trattarsi di una leggenda urbana (ma con
pagina
e numero segnati contro eventuali dinieghi e risatine, mi sa’ tanto che
forse…) MA è PARADOSSALE che una azienda come Disney, che da anni, su
IAC
tacciamo di buonismo efferato, mancando per diverso tempo di mostrare
financo i polletti arrosti della mia infanzia sulle sue pagine si trovi,
eventualmente, in ballo per una roba del genere :)

Riporto la notizia dopo averla digerita e averci pensato su: perchè è un
ROTFLASTIC totale, da qualsiasi parte la si guardi!

tutto qui :)

[NB]: è opinione di chi scrive che, se i fatti non sono leggenda urbana
e se
la persona è sana di mente, o perlomeno lo è il collega, si eviterà di
procedere su simili basi. Essendo talmente aleatorie e discutibili da,
semmai, dover solo censurare la cosa, o il cattivo gusto, del
disegnatore.
Intanto, ho cooptato un nipote per vedere di recuperare la pagina
incriminata: la incornicerò assieme a questo mio post, che classifico
fra i
più lollosi mi sia mai capitato di fare su usenet nella mia vetusta
carriera: ad eterna dimostrazione dell’umana follia perversa e mentale
idiozia.

ciao
:)
qu

Mercoledì 19.01.2005

Se lo dice lui…

Archiviato in: Chi Sei?, Non catalogato — Artois @ 13:08

- "Insomma, io sono una persona normale, rispettabile, e tutte le persone che conosco sono persone rispettabili"

Beh, la risposta, è una, come scrissi tempo fa.

Io, personalmente, preferisco le persone insane di mente.

Martedì 18.01.2005

Piccola parentesi

Archiviato in: Chi Sei?, Non catalogato — Artois @ 21:22

Inizi a capire che a una certa età le persone non possono cambiare, quando ad una vita autogestita, ma perfettamente felice, preferirebbero una inquadrata e moralmente accettabile.

E’ meglio dire agli amici che un parente fa l’impiegato o il commesso, piuttosto che il creativo/grafico/scrittore.

Domenica 16.01.2005

Bylar

Archiviato in: Chi Sei?, Non catalogato, Riflessioni — Artois @ 4:25

Era la colonna sonora di un viaggio nella speranza e della speranza, bylar, appunto. Stasera sono stato con vecchi amici, che ho trascurato per Roma, e a dire il vero non ci sono stato così bene come un tempo. Forse, sono un po’ cambiato io, o sono cambiati loro, ma ciò non importa, se il risultato è scriverne qui che con loro non sono stato così bene come accettavo.

Il fatto è che ormai ho raggiunto un equilibrio, casa, lavoro,  giocata  di ruolo a Bracciano e casa, dormo bene e sogno cose davvero impossibili o strampalate, oppure se sogno un caffè su di un tavolino, poi al risveglio so che è questione di una settimana al massimo.

E alla fine rimetto The Serpent’s Egg di nuovo, in attesa che sogni qualcosa. E’ così che voglio vivere. Io e le persone più care intorno a me.

Un bacio a voi, e spero che se stanotte dormirò verso l’alba, non ve la prendiate se veglio su di voi comunque. Perchè nel sonno, anche voi vegliate.
E penso a Santa Maria in Trastevere, al bar di fronte e ai quesiti che mi posi.

Ho la risposta davanti agli occhi, adesso.

Sabato 15.01.2005

Sbadigli

Archiviato in: Riflessioni — Artois @ 3:03

Ogni volta che sbadiglio, in queste ore, sento dietro le orecchie l’arrivo di un treno che non esiste, con il suo risuonare pneumatico.

Vorrei dormire, ma non ci riesco, almeno per adesso. Mi assopisco, sbadiglio, ed ecco che arriva un treno a svegliarmi. Tendo le orecchie, passeranno forse altri treni?

No, non passano. Bene. Benissimo. Conto le pecore, una due tre quattro, sbadiglio.

Altro treno, questo allunga la frenata. Inizio ad odiarli

Sbadiglio, treno. Soffoco lo sbadiglio, mi ridesto per lo sforzo. Nuovo sbadiglio, nuovo treno.

Il bello è che se sbadiglio per la noia di questi treni, me ne passa un altro.

Flying high again

Archiviato in: Musica, The Host of Seraphim — Artois @ 1:19
Vola, Angelo Branduardi, 1981

Per te. Apri le ali e mostra al mondo quanto vali, compagna mia.

 Apre le ali e vola
se viene l’ora e il tempo
buono per partire
si abbandona al vento e se ne va
sicuro di poter volare
Apre le ali e vola
sempre più in alto verso il sole se ne va
ha lasciato ormai la terra
non pensa ancora di dover tornare
Apre le ali e vola
verso la luce nella corrente se ne va
è il suo vento buono per andare
sa di poter volar
Apre le ali e vola
è già lontano
non guarda più dietro di sé
ha lasciato ormai la terra
non pensa certo di dover tornare
Prigioniero ti rende la sera
quando a terra ti devi posare
ripiegando le ali tu sogni
l’alba che libero ti farà…
Prigioniero ritorni ogni sera
ed a terra ti devi posare
ripiegando le ali già sogni
l’alba che libero ti farà
Apri le ali e vola
se viene l’ora ed il tempo buono per partire
se ti prende il vento va
sicuro di roter volare
Apri le ali e vola
sempre più in alto verso il sole va
hai lasciato ormai la terra
non pensare di dover tornare.
Apri le ali e vola
verso la luce nella currente va
è il tuo vento buono per andare
sai di poter volare
Apri le ali e vola
sei già lontano
non guardare dietro a te
hai lasciato ormai la terra
non pensare di dover tornare.Apre le ali e vola
se viene l’ora e il tempo
buono per partire
si abbandona al vento e se ne va
sicuro di poter volare
Apre le ali e vola
sempre più in alto verso il sole se ne va
ha lasciato ormai la terra
non pensa ancora di dover tornare
Apre le ali e vola
verso la luce nella corrente se ne va
è il suo vento buono per andare
sa di poter volar
Apre le ali e vola
è già lontano
non guarda più dietro di sé
ha lasciato ormai la terra
non pensa certo di dover tornare
Prigioniero ti rende la sera
quando a terra ti devi posare
ripiegando le ali tu sogni
l’alba che libero ti farà…
Prigioniero ritorni ogni sera
ed a terra ti devi posare
ripiegando le ali già sogni
l’alba che libero ti farà
Apri le ali e vola
se viene l’ora ed il tempo buono per partire
se ti prende il vento va
sicuro di roter volare
Apri le ali e vola
sempre più in alto verso il sole va
hai lasciato ormai la terra
non pensare di dover tornare.
Apri le ali e vola
verso la luce nella currente va
è il tuo vento buono per andare
sai di poter volare
Apri le ali e vola
sei già lontano
non guardare dietro a te
hai lasciato ormai la terra
non pensare di dover tornare.
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