Tempo fa scrissi, e dato che la connessione UMTS costicchia e non mi va di ricercare il link, che i gruppi neofolk si assomigliano tutti. Ora aggiungerei alla lista anche i locali, pub, ritrovi, genere goth/medioevale. Ossia, suppongo che siano i MacDonald delle subculture: puoi andare a Roma, Orvieto, Milano, Londra, Los Angeles, Rangoon, Tokio, ed, esattamente come il panino con la polpetta di carne tritata e condimenti vari, trovare un locale esattemente identico, con gli stessi gusti, sapori, musica, odori, arredamento, avventori e tappezzeria di avventori, ripeto, esattemente identica in qualsiasi parte del mondo.
Se non avete ancora compreso, ripeto “Esattamente”.
Iniziamo dunque ad esporre le componenti comuni, non sia mai che non ne possa scaturire un eccellente catena in franchising.
Locale: se possibile mattoni in vista. Se non possibile, bugnato a buccia d’arancia, con mancanza di finestre: lo scopo è di lasciare una spiacevole temperatura interna stile ventre della balena, con tasso d’umidità intonato. Se possibile, seminterrato, costa di meno affittarlo.
Arredamento: Arte Povera. Povera di fantasia, ovviamente.
Zanzara: sia d’autunno, che d’estate che d’inverno, in questi locali c’è sempre una zanzara insistente.
DJ: Immancabilmente pettinato come Luke Skywalker, non mancherà di allietare la serata con delle scelte discutibili, come miscelare Barbarossa stonato dai Sex Gang Children, per poi passare ai The Robots dei Kraftwerk, passando per i Joy Division, piuttosto scontatamente Decades e sbattendoci su Saltarello, subito sfumato per l’orchesco grugnito del solito Signor Warner, e ancora mi chiedo cosa abbia fatto di male Brendan Perry per vedersi scalvalcato da una cover malcantata di Personal Jesus.
Poi il resto ho rimosso, ma la tentazione di saltare al microfono e declamare “Ed adesso ingraniamo la quarta e bando alle ciance: ecco a voi “Piero ed i Simpatici!”
Bevande: Se chiedi Idromele ti danno un succo di frutta alla mela con dentro alcool denaturato, o Shell V-Power, per quello che costa. Ma naturalmente se andate in un Pub che si suppone medioevale, non ci andate certo per bere? In compenso, la Heineken o la Budweiser c’è sempre.
Avventori: Ecco qui, the beautiful people. In attesa che l’assordante “Wake UP - Wake UP - Wake UP” si abbassasse, e io potessi maledire chi mi ha trascinato in questi posti (citazione: chi la coglie vince un premio), ecco appoggiarsi con la grazia di un rinoceronte obeso, il fratello adiposo di Mastro Lindo, oppure un cosplay di Ginoska, lascio a voi decidere. Io già m’aspettavo un “Como se spieka” o “Tu Gino e fa comunella co’ Mario. Io dà una botta in testa a te e te more”, invece lui ci prova con lei.
“Io so’ Legione”
“Eh?”
“Mi chiamano legione”
“Piacere…ma…”
Ancor prima di farle dire il nome, intervengo:
“Credo di sapere come mai: per quello che mangi e bevi, consumi il rancio di una legione e ingombri come una legione: ehi, andiamocene”
Non ho idea di come mai abbia avuto questa reazione, però Legione non m’ha polverizzato con un rutto come avrei supposto.
Certo, avevo pensato: “E puzzi come una legione”, ma il “basta chiacchiere mo’ botte, io mena te e te more” sarebbe scappato.
Credete che sia il solo elemento? Sbagliato.
Esiste anche il “modello Daria”, così classificato dal nome di un personaggio di un cartoon satirico.
Mettete che Ginoska, dopo aver cercato di abbordare la “donna” del Dj, ovverio Carrie Fisher con 20 anni di più, ma vestita fetish per nascondere la cellulite, viene trascinato via a forza dai buttafuori, si abbarbica al tavolo del bar, e si produce in una mossa da Smackdown: ovvero più patetico di Chavo Guerrero (chiedere alla Pros per spiegazioni), viene staccato insieme alla sbarra e portato a spalle fuori.
Indi per cui, Daria parte con un pontificale solenne sulla bestialità della natura umana. Non sazia, inizia a citare l’intero corpus Riciano, poi Le Fanu, poi ancora Rice, poi Le Fanu, poi Rice, poi Le Fanu, poi Rice.
“Molto dell’estetismo delle Rice è mutuato dai primi vagiti del romanticismo: ma non solo, ci sono echi di Fickte (lo scrittore inglese d’inizio secolo)”
Ma Daria è in circolo, ruota sui suoi concetti. Pare che addirittura non abbia letto nemmeno i libri della Rice. Però in compenso non ha riso quando Ginoska si è trascinato via la barra mentre veniva trascinato via, facendo cadere la cameriera in falso abito prerinascimentale in vero panno lenci. E con problemi di traspirazione, nonostante un simpatico decolletee.
La potenza del metallo: “Che c’hai da accendere?”
Veramente io ho pensato “T’accenderei quella maglietta dei Deicide, almeno t’asciugo i capelli”, ma non l’ho detto. Però porgendo l’accendino l’ho pensato.
“Che siete nuovi?”
“No, lavati con Perlana Black Magic”
E stavolta l’ho detto e pensato.
“E’ di spirito tuo fratello”
“Non è mio fratello”
“Ah, il tuo amico”
“Non è mio amico”
“Allora stai con me?”
“Sto con lui”.
“Si dai, però andiamo in un altro posto, qui è una lagna”
Mi riaccendo una sigaretta
“Non capisco come mai tu ci sia qui, però”
“Cioè è per vedere gente..mi chiamo XXXX”
Delirio puro (intanto Luke Skywalker ci martella con la sountrack dell’esorcista) sui testi dei gruppi metallari. In 20 minuti, ha espresso tre concetti: che forza, va alla grande, andiamo per le strade spacchiamo tutto quanto.
Qualcosa l’ha spaccata, a dire il vero: e non lo dico per rispetto dei lettori, ma lascio intendere che se metaforicamente l’ha spaccate due persone, fisicamente poteva farlo solo con me.
“Credo di avere capito perchè ti piace il metal”
“Perchè vuoi sentire la potenza del metallo?” (E qui sembrava Ratman)
“Perchè sei pesante come il metallo” (e qui ERA RatMan)
Ci alziamo, e mi congratulo con lei. Risposta davvero bella.
Per fortuna si è evitato l’attacco del “Lamento vivente nella stanza buia e oscura”.
In compenso, il fratello brufoloso di Austin Powers si piazza davanti noi: “Lo sapete che io sono un Real Vampire?”
“Io invece sono un Real Fighter: cioè ho provato a partecipare alla trasmissione, però quando ho visto il conduttore scodinzolare per una biondina me ne sono scappato”
Ma ahimè l’ennesima ri ri ri edizione di Totus Floreo venifa messa in crossfading con Amerika. Rammstein, per la precisione.
E al grido di “Und vor Paris steht Micky Maus” e “Coca Cola unde strasse”, usciamo dal medieval pub con un angoscioso dubbio:
“Ma che ci faceva un Dj lì dentro”?
E intanto eccoci alla macchina. Apertura centralizzata, sportelli spalancati, messa in moto, chiusura sportelli, tipo che bussa al vetro e:
“Dai cellulare e soldi”
“Eh?”
“Qui cellulare e soldi subito”
Lo fisso. Lui, barba di 4 giorni, lineamenti duri ripete “Dai ora soldi e cellulare”, in mano un pezzo di ferro.
Di colpo mi viene dal basso del cuore un “Ma Vaffanculo, va!” Il che lo spiazza.
E faccio partire di scatto la macchina. E lui fa una capriola che sembra l’uomo ragno.
Eh, no. Non sono tipo da Gothic Pub.
E la Fiesta va, per le stradine medioevali (almeno quelle). E lascio la playlist di “Latte e i suoi Derivati” con qualche protesta da parte di lei, per Caparezza:
‘Sti quindicenni c’hanno la malaria, la faccia pigra, fanno già uso di Viagra, nella sagra degli stolti gli stolti sono molti, folti stormi di gotici morti stateve accuorti! Predicano morte, vogliono morte, morte a palate, se vi piace la morte spiegate… pecché nun v’ammazzate?”
Si lo so. Sono cinico, stronzo e snob.
Ma che ci volete fare. Purtroppo, siamo rimasti in pochi.
Sono indiscutibilmente dark/goth. E senza che abbia dovuto atteggiarmi mai.
E tra un po’ dovrei dormire. Metto su Sting.
Buon giorno. Ci risentiamo.