Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Venerdì 29.10.2004

Comunicazioni alla clientela

Archiviato in: Chi Sei?, Musica, Non catalogato, Rache, Riflessioni, The Host of Seraphim — Artois @ 23:33

1)

Al lettore capitato per ricerca su Google: “installare airport iBook”, la risposta è: solleva la tastiera, alza la linguetta, inserisci la scheda con un movimento dolce.”

2) Sono reduce da una visita neurologica, che dovrà avere degli approfondimenti: Nulla di speciale, è come se fossi un elaboratore composto da componenti perfettamente funzionali, ma che colllegate insieme o forniscono prestazioni fulminanti, oppure bloccano l’avvio. Per concludere sono un iMac G3 SE Graphite prima serie.

Particolare degno di nota, questo scambio di battute:

“Lei ha l’impressione, camminando per strada, che gli altri la guardino male?”

“Ora mi vede in giacca blu scuro e camicia antracite, ma normalmente mi vesto di nero: dicono che io sia un dark, ma non confermo e non smentisco (sorriso abbozzato).”

“Sa perchè? E’ una domanda di routine, ma se lei mi conferma quanto detto, sarebbe il primo di quelli…(colpetto di tosse), ci siamo intesi, che soffre di iperattività ed ipercinetismo. E’ pacifico che lamenti momenti di spossatezza e stanchezza, il corpo va fatto riposare. Di solito quelli come lei non hanno reazioni *attive* come le sue.”

Bellissima la frase: “un fascio di nervi, ossa e sangue tenuto insieme con una forza di volontà tenace: quale è?”

“Io lontano da Roma e da chi è nel mio cuore morirei. Non è la forza di volontà questa”

3) Pare che il mio socio non sia una persona ragionevole. E’ come affidare il comando dell’Enteprise a Data ed Worf. Ovviamente, Data, ehm, Lore, sarei io. Se non ci capite nulla, http://www.ee.surrey.ac.uk/Contrib/SciFi/StarTrek/STTNG/cast.html , grazie.

4) Ho bisogno di riposo. Nettamente.

5) Tempo fa mi chiedevo se potevo trasferirmi nelle terre di Mezzo. Ora mi chiedo se posso trasferirmi a Norrath. Se non ci capite nulla, cazzi vostri. Basta che mi capiscano loro.

6) Il mio sogno nel cassetto? Invecchiare. Anche riducendomi come questo bel tomo qui:

http://www.mtv.com/onair/osbournes/

7) Io a Lucca ci volevo andare comunque.

8) Has is lost is mind? Maybe yes maybe no. Intanto ho perso una borsa con dei documenti ed alimentatori.

9) Sono uno sceneggiatore amatoriale, uno scrittore amatoriale, un giornalista amatoriare. Ma, cazzo, me lo dimentico sempre.

19) (si 19). Se Angelica non la pianta di sdrammatizzare qualsiasi situazione, e se io non modero il linguaggio e la smetto di pensare ossessivamante ad un particolare per volta, e alla mia pensione (ma l’avrò mai?), finiremo su MTv ad avere una “s(h)itcom” (vedesi punto 6).

20) (perchè dopo il 19 c’è il 20), The Village è un capolavoro. Non per niente, il 6 senso e Unbreakble dovrebbero esservi noti. Signs, per favore.

21) Probabilmente non aggiornerò il blog per 5gg, forse. Ma torno.

22) Everquest 2 uber alles. Atto dovuto.

23) That’s all folk.

Ah, dimenticavo: Repetita Juvant:

Ozzy Osbourne - Gets Me Through

I’m not the kind of person you think I am

I’m not the anti-christ or the iron man

I have a vision that I just can’t control

I feel I’ve lost my spirit and sold my soul

Got no control

I try to entertain you the best I can

I wish I’d started walking before I ran

But I still love the feeling I get from you

I hope you’ll never stop cause it gets me through yeah

It gets me through yeah

The feelings that I hide behind

Sometimes reality’s unkind

The nightmares stalk for me at night

I dread the long and lonely nights

I’m not the kind of person you think I am

I’m not the anti-christ or the iron man

But I still love the feeling I get from you

I hope you’ll never stop cause it gets me through yeah

I’m just trying live yeah

I’m just trying live yeah

I’m just trying live yeah

I’m just trying live yeah

Ovviamente la canzone ha due sensi. Ovviamente, Clan, il senso buono è per voi.

“I’m not the anti-christ or the iron man

But I still love the feeling I get from you

I hope you’ll never stop cause it gets me through yeah”

Questa invece è per chi mi chiede come mai nasconda qualcosa dentro di me. Devo farlo, posso nasconderlo a voi perchè lo mostro solo a chi voglio bene, o a chi ha stretto il patto con me (una sola).

“The feelings that I hide behind

Sometimes reality’s unkind”

Per chi mi ha chiesto perchè io agisco in un certo modo, e come mai abbia questo carattere, ecco il brano:

“I have a vision that I just can’t control

I feel I’ve lost my spirit and sold my soul

Got no control”

Esattamente.

Comunque, c’è un pezzo per tutti.

“I’m just trying live yeah”

Esattamente. Io sto solo cercando di vivere.

Perchè vivere è la scelta più dolorosa e difficile. Ma è l’unica che ti porta a piangere di sconforto, se sei lontano da chi ami, e a dimenticare il dolore se puoi ricevere un sorriso e regalare il tuo.

Io sto provando a vivere, come voi. Il mio cuore nel petto batte, esattamente come il vostro. Voglio regalarvi un abbraccio, stasera. Così.

Al Clan, al Coven, agli amici lontani di Castellana Grotte, a Brizio e Ombra a Lucca, ad Angelica, alla Pros che domani non viene, a Zoon che domani c’è, a Mark che si è perso su Azzurra, a Gianfranco che mi sopporta, e a tutti quelli che non ho nominato.

Sorrido, così.

Anche per te.

Mercoledì 27.10.2004

Back in time

Archiviato in: Musica, Non catalogato, Riflessioni — Artois @ 21:40

Sicuramente c’è qualcosa di strano nell’aria.

Non riesco a coglierlo, ma c’è.

Stamane, la radiosveglia mi ha destato con i Duran Duran. Pezzo nuovo.

Mentre mi specchiavo, nel lettore CD avevo l’ultimo album dei Cure. Ho acceso il televisiore, la consolle e mi sono messo a giocare con Out Run.

Scendo di casa e un ragazzino sullo scooter mi sfreccia in bomber con il numero 46. Faccio la spesa e una davanti a me un signore parla di Andreotti.

Mi metto al computer e qualcuno mi manda in posta Burger Time per Commodore 64.

Torno a casa, apro MTv e mi ritrovo i Depeche Mode, con il video Enjoy the Silence, fresco di pacca.

Mi affaccio al balcone, spengo la mia lavatrice Zoppas, e guardo preoccupato sul marciapiede: ho una Ford non una De Lorean.

Martedì 26.10.2004

Humanity

Archiviato in: Chi Sei?, Rache, Riflessioni, The Host of Seraphim — Artois @ 16:56

I hear the voice inside me

Evidentemente io ho ancora un’anima solo per loro.

Clan o C., non importa.

A vampire with soul: how lame is it!

(Spike, ossia “er brucia di periferia”)

:P

Domenica 24.10.2004

Legumi di sangue

Archiviato in: Chi Sei?, Riflessioni, The Host of Seraphim — Artois @ 16:09

(BGM: “The good,(with the not-so-good Luce) the bad, the tank, the cleric and the smelling ugly”, in crossfade con “Voglio vederti danzare”).

(perchè vi aspettavate che mettessi come sottofondo di una (s)campagna(ta) di GDR qualche pezzo di metal sinfonico alla Blind Guardian o Raphsody? Tsk, dilettanti)

Eroi, parola che non manca di suscitare vive emozioni nell’immaginario collettivo: eppure basta pochissimo per essere acclamati dalle turbe stravolte oppure salvare il mondo: semplicemente cadendo da un palazzo dopo aver curato chi ha abbattuto un drago che si è schiantato su una città, assistere all’ultimo respiro di un valoroso generale, raccogliere il suo ultimo desiderio, di essere immerso nel lete, e farlo portare al Tank di turno.

E la nemesi arriva nel finale: un gigantesco nano dinanzi ad un portale: ma a grande nano corrisponderà grande fiaschetta di whisky?

E non è che sia andata peggio al pitagorico ed euclideo…si scoprirà che Luce ha consacrato un corno (letteralmente e figuralmente), che nessuno può farcela contro Elune, nemmeno Gundam, e che Elune li fà, il destino li accoppa, ed Elune li accoppia.

E, per concludere, il lieto fine giunge per tutti. Con l’inquietatante interrogativo: “Ma io ti conoscevo, eri mio compagno d’arme!, abbi cura di mia figlia”, “Certo che ne avrò cura”; sarebbe bastato un cerchio di verità per svelare che in realtà il bel tenebroso non-più-non-morto in realtà: “E intanto me la (beeep) alla grande, yeah ggente, yeah!”

E così cala il sipario sulla missione impossibile, portando con se vicende epiche, grandi disillusioni e tigri della malesia logorroiche.

Ma non finisce qui!

Riusciranno Don Camillo/Brizio e Peppone/Artois a trovare il nesso tra le leggi ed il Messo? Dove si è messo il Messo? Dove hanno messo il Messo? Il Messo è forse a messa? La figlia del Messo di chiama Messalina? Il Messo sarà un Fesso? Il Messo porta il gesso? Il Messo è andato al cesso?

Le guardie municipali, ossia i vigili urbani ante litteram sono sclerati di natura o lo diventano in incarico? Ma con quegli occhi riesce a leggere anche di notte? Perchè se un ragazzino è evidentemente denutrito gli si danno carboidrati e non proteine?

Se la religione principale è quella di Hi Fi, se la città si chiama Sanvean, se nella topografia è presente il nome di Aion, se un passo si chiama Hi Keep (o iKeep), dove sono le torri di Harman Kardon? Dov’è il monumento a Lisa Gerrard?

E soprattutto: Che fine ha fatto Esauhhh?

Tutto questo nella prossima folle, epica, esilarante puntata.

La nuova avventura: LEGUMI DI SANGUE,storia di un oste multato di mille pezzi d’oro.

Prossimamente sui vostri schermi.

Venerdì 22.10.2004

ENGAGE!

Archiviato in: Chi Sei?, Non catalogato, Rache, The Host of Seraphim — Artois @ 14:00

Ho il cervello in bollito esattamente come quello di Ozzy Osbourne. Qui è un tripudio di mele fiammeggianti, da MacWorld. E il nome bluetooth del mio portatile è stato rivelato. Prima di me, lui.

Che ironia.

Ora, davvero, è strano. Ho un attimo di pausa, di tregua, nella bolgia, nella tempesta. Ma, saldamente alla tastiera, mentre scrivo isolato anche da me stesso, in mente ho la voce di Archer, di Kirk e di Picard che dichiarano ad alta voce:

ENGAGE!

Si, engage.

Testa alta, petto in fuori e panza in dentro.

(Aggiornamento delle 15.09)

Stupor Mundi: ho piazzato Mesmerism sul Powerbook.

Dead Can Dance - Mesmerism

Brave your heart

Renounce your fears

Locked away inside

All these years

Remain in light

Renounce your fears

For you have been

Mesmerized

Break this spell of silence

ENGAGE!

Martedì 19.10.2004

Kleiner von sechs Element, Zeit

Archiviato in: Chi Sei?, Riflessioni — Artois @ 14:59

Sperando di non commettere errori; il mio tedesco è piuttosto rugginoso.

Ultimamente sono assente dal mio blog, e per fortuna solo da quello. Vuoi per il completamento della nuova casa, vuoi per essere ritornato a fare quanto io ho sempre amato, scrivere ed inventare slogan e motti salaci, sia perchè ho ricapito che il progresso non è un gadget o un capriccio da grande, ma un peso enorme che solleva da altri pesi. E il pennino riscorre sul display del palmare, finalmente solo sul mio, che mi guida verso strade che amo e conosco, verso la mia nuova casa, verso la mia prima casa, verso i luoghi che amo. L’occhio sinistro è sempre umido, ma non di lacrime, ma di collirio. In compenso le pupille dilatate mi danno uno sguardo affascinante ed ammaliante, e fanno durare di più la batteria del powerbook.

Vorrei raccontarvi di quello che mi sta capitando, di bello e di divertente, ma anche di sgradevole. Vorrei raccontarvi di un “Buongiorno Padre” detto portando la moto nel garage, ed anche entrando in una trattoria. Vorrei dirvi di come è facile confutare una tesi, ubriacarsi di F1 2004 con il Bisiluro, correre in macchina per non arrivare tardi ad una risonanza magnetica perchè la sera prima hai fatto le 5 chiacchierando al telefono con chi è importante per te, vorrei narrarvi di nani con fiaschette che limano la frizione del motore, di Esauuuuhhhhh e relativa suoneria a 250 euro (ma sarà conflitto di interessi?), di una serata passata a cucinare senza gas, del piccione kamikaze che ha sfondato una vetrata (la risposta civitonica al Corvo, credo), di un iBook che adesso dorme sul cuore di chi abbracciò il suo fratello disperso.

Vorrei anche farvi divertire per Casa Vianello in una nottata a Roma, farvi preoccupare per un silenzio durato solo 2 giorni che in realtà era una scusa implicita. Vorrei che vi cogliesse l’indignazione per il livore che alcuni covano. Diamine, vorrei che odiassero. Almeno l’odio è un sentimento nobile, come amava ripetere Montanelli. L’odio presuppone la sfida leale. E, questo ve lo confesso candidamente, l’odio verso un gruppo di persone, e specialmente verso uno che alla fine si è ritrovato ad implorare mercè presso *chi aveva denigrato*, mi ha aiutato a tenermi in vita, anzi, a farmi risorgere dopo essere stato pugnalato e precipitato giù. Dovrei essermi acquietato, ed infatti lo ero, dato, che, per Gaber “Perchè Dio è violento! e gli schiaffi di Dio appiccicano al muro tutti”.

In fondo…com’era? Ah, si:

“Io se fossi Dio,

non mi interesserei di odio o di vendetta

e neanche di perdono

perché la lontananza è l’unica vendetta

è l’unico perdono!

E allora

va a finire che se fossi Dio,

io mi ritirerei in campagna

come ho fatto io…”

E non c’è nulla di bello che arrivare a Roma mentre il sole sta tramontando.

Vorrei che conosceste le parole ossessionate da me, e pensare! Io ero ossessionato dal mio passato, invece…(oh, molto Verghiano questo costrutto).

Vorrei dirvi che andrà tutto bene.

Sapete perchè?

Volere è Potere.

Sabato 16.10.2004

Lo hai sentito…

Archiviato in: Chi Sei?, Musica, Non catalogato, The Host of Seraphim — Artois @ 23:38

http://artois.splinder.com/post/1855497

Lo scrivevo tempo fa, ad aprile. E devo ammetterlo, sei stata di parola. Anche se, da sola non ce l’hai fatta, ti sei lasciata aiutare. Anzi, meglio. Mi hai dato il coraggio di continuare a lottare per me e per il Clan.

Quando ho stretto i denti per me solo li ho rivisti accanto.

Ma ora dedichiamo questa notte a due persone importanti.

C’è sabato notte davanti. Per pensare a te.

Te lo spiegherò. Promesso. Riguarda alcune strane sensazioni che sappiamo entrambi; ne discuteremo davanti al camino, o tuo o mio, dipende.

Questa è per te. Perchè hai saputo ascoltare quanto mi correva nella mente. L’unica e sola. Grazie ancora, amica mia.

Can you hear them - Ozzy Osbourne

So sick and tired of living

And so afraid to die

I’ve lived so many lives

And still I wonder why

The way the world perceives me

Is not the way I am

The one half thinks I’m crazy

The other thinks I’m mad

I spent a long long time alone in my room

I need your help to get me out of this gloom

Can you hear them

All the voices in my head

They freak me out

Can you hear them

They won’t be happy ’till I’m dead

They freak me out

Ten thousand million nightmares

Temptation by the score

I used to get so high

And still I wanted more

You think my time is wasted

In search of who I am

I tried to so hard to kill

The boy inside the man

I spent a thousand years one night in my room

I’ve lived so many lives and that is my doom

Can you hear them

All the voices in my head

They freak me out

Can you hear them

They won’t be happy ’till I’m dead

They freak me out

Can you hear them

All the voices in my head

They freak me out

Can you hear them

They won’t be happy ’till I’m dead

They freak me out

I never thought I’d smile again

Always thought I’d be here on my own

Sometimes when I’m down

You come and save me again

And again

And again

And again

I’ll never understand it

It makes no sense at all

Just look at what I’ve done

It’s time to count the score

I’ve spent a long long time alone in my room

I need your help to get me out of this gloom

Can you hear them

All the voices in my head

They freak me out

Can you hear them

They won’t be happy ’till I’m dead

They freak me out

Can you hear them

All the voices in my head

They freak me out

Can you hear them

They won’t be happy ’till I’m dead

They freak me out.

Venerdì 15.10.2004

La notte del diavolo

Archiviato in: Chi Sei?, Non catalogato, Rache, The Host of Seraphim — Artois @ 22:11

Eh, si. Ho come il sospetto che alla fine di questo mese ci saranno GRANDI novità e sovvertimenti.

Tutto in una notte.

E non vi dico niente (che per il 31 devo liberarmi).

Ma diamine come fanno male queste punturine antivirali….

Mercoledì 13.10.2004

La solitudine di chi protegge il mondo.

Archiviato in: Chi Sei?, Non catalogato, Riflessioni, The Host of Seraphim — Artois @ 14:23

*AGGIORNATO ALLE 17.30*

In fondo si tratta solo di ricambiare un favore. Il piccolo mondo del quale faccio parte mi ha difeso ed ha evitato che perdessi me stesso, per nulla, poi.

Ora, quasi, qualche volta mi tocca proteggerlo da strani attacchi, anche inaspettati, e nel contempo, cercare di curarlo, di mantenerlo splendido come era un tempo e come lo sarà.

Non provo quasi più quell’odiosa sensazione di vuoto, ma a chi mi chiede chiarezza o cerca di capire perchè la mia giacca è sempre nera, ma io sorrido, non so rispondere: Così come i ritmi orari che mi piace avere, così come la musica che ho nell’iPod, così come può sembrare buffo o weird, così come appare nero o strano, non lo è.

C’è un fondamentale ottimismo. Siamo felici di essere unici, ed di esserci ritrovati. Certo, manca ancora un briciolo, ma non dispero; quel momento deve arrivare, manca poco.

Il più è stato fatto.

Mi appoggio sul letto, e guardo il soffitto. Sono lontano, ora, ma da uno a cento, lei adesso mi manca per novantacinque.

Poi, domani e infine dopodomani. E sabato non so che farò. Mi piace questa nuova situazione. Mi rimbocco le maniche non perchè qualcuno mi riempia di complimenti inutili, ma per arrivare ad un obiettivo prestigioso: addormentarmi su un divano mentre stiamo parlando di Picard, o altre attività divertenti. Come una pizza, o un drink preso mentre tante persone ci guardano storti…

Indicativamente tengo pronta una bottiglia: di quelle speciali. Chissà se sarà più forte del centerbe del druido.

O forse…bene, proviamo il mio champagne e il centerbe insieme. E un po’ di grappa.

E aggiungiamoci un angelo azzurro.

Un brindisi.

A cosa?

C’è uno stipite di una porta da bagnare.

Lunedì 11.10.2004

Giorgio, grazie.

Archiviato in: Musica, Non catalogato, Riflessioni — Artois @ 0:54

IO SE FOSSI DIO
[Giorgio Gaber ]

 Io se fossi Dio…

 e io potrei anche esserlo,

 sennò non vedo chi!

 

 Io se fossi Dio,

 non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,

 non sarei mica un dilettante,

 Sarei sempre presente!

 Sarei davvero in ogni luogo a spiare

 o meglio ancora a criticare

 appunto cosa fa la gente.

 Per esempio il piccolo borghese

 com’è noioso,

 non commette mai peccati grossi,

 non è mai intensamente peccaminoso.

 Del resto, poverino, è troppo misero e meschino

 e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda

 lui pensa che l’errore piccolino non lo conti o non lo veda.

 

 Per questo

 io se fossi Dio,

 preferirei il secolo passato,

 se fossi Dio

 rimpiangerei il furore antico,

 dove si odiava, e poi si amava,

 e si ammazzava il nemico!

 

 Ma io non sono ancora

 nel regno dei cieli,

 sono troppo invischiato

 nei vostri sfaceli…

 

 Io se fossi Dio,

 non sarei così coglione

 a credere solo ai palpiti del cuore

 o solo agli alambicchi della ragione.

 

 Io se fossi Dio,

 sarei sicuramente molto intero

 e molto distaccato

 come dovreste essere Voi!

 

 Io se fossi Dio,

 non sarei mica stato a risparmiare,

 avrei fatto un uomo migliore.

 Si vabbè lo ammetto

 non mi è venuto tanto bene,

 ed è per questo, per predicare il giusto,

 che io ogni tanto mando giù qualcuno,

 ma poi alla gente piace interpretare

 e fa ancora più casino!

 

 Io se fossi Dio,

 non avrei fatto gli errori di mio figlio,

 e sull’amore e sulla carità

 mi sarei spiegato un po’ meglio.

 

 Infatti non è mica normale

 che un comune mortale

 per le cazzate tipo compassione e fame in India,

 c’ha tanto amore di riserva

 che neanche se lo sogna,

 che viene da dire:

 ”Ma dopo come fa a essere così carogna?”

 

 Io se fossi Dio,

 non sarei ridotto come Voi

 e se lo fossi io certo morirei

 per qualcosa di importante.

 

 Purtroppo l’occasione

 di morire simpaticamente

 non capita sempre,

 e anche l’avventuriero più spinto

 muore dove gli può capitare

 e neanche tanto convinto.

 

 Io se fossi Dio,

 farei quello che voglio,

 non sarei certo permissivo,

 bastonerei mio figlio,

 sarei severo e giusto,

 stramaledirei gli Inglesi

 come mi fu chiesto,

 e se potessi

 anche gli africanisti e l’Asia

 e poi gli Americani e i Russi;

 bastonerei la militanza

 come la misticanza

 e prenderei a schiaffi

 i volteriani, i ladri,

 gli stupidi e i bigotti:

 perché Dio è violento!

 E gli schiaffi di Dio

 appiccicano al muro tutti!

 

 Ma io non sono ancora

 nel regno dei cieli,

 sono troppo invischiato

 nei vostri sfaceli…

 

 Finora abbiamo scherzato!

 Ma va a finire che uno

 prima o poi ci piglia gusto

 e con la scusa di Dio tira fuori

 tutto quello che gli sembra giusto.

 

 E a te ragazza

 che mi dici che non è vero

 che il piccolo borghese

 è solo un po’ coglione,

 che quel uomo è proprio un delinquente,

 un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia

 e che ha tentato pure di violentare sua figlia!

 

 Io come Dio inventato,

 come Dio fittizio,

 prendo coraggio

 e sparo il mio giudizio e dico:

 ”Speriamo che a tuo padre

 gli sparino nel culo cara figlia!”.

 Così per i giornali diventa

 un bravo padre di famiglia.

 

 Io se fossi Dio,

 maledirei davvero i giornalisti

 e specialmente tutti,

 che certamente non son brave persone

 e dove cogli, cogli sempre bene.

 Compagni giornalisti avete troppa sete

 e non sapete approfittare delle libertà che avete,

 avete ancora la libertà di pensare

 ma quello non lo fate

 e in cambio pretendete la libertà di scrivere,

 e di fotografare immagini geniali e interessanti,

 di presidenti solidali e di mamme piangenti.

 E in questa Italia piena di sgomento

 come siete coraggiosi, voi che vi buttate

 senza tremare un momento:

 cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,

 e si direbbe proprio compiaciuti.

 Voi vi buttate sul disastro umano

 col gusto della lacrima in primo piano.

 Sì vabbè lo ammetto

 la scomparsa dei fogli e della stampa

 sarebbe forse una follia,

 ma io se fossi Dio,

 di fronte a tanta deficienza

 non avrei certo la superstizione della democrazia!

 

 Ma io non sono ancora

 del regno dei cieli,

 sono troppo invischiato

 nei vostri sfaceli…

 

 Io se fossi Dio,

 naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,

 nel regno dei cieli non vorrei ministri

 e gente di partito tra le “balle”,

 perché la politica è schifosa

 e fa male alla pelle.

 E tutti quelli che fanno questo gioco,

 che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso

 come la lebbra e il tifo,

 e tutti quelli che fanno questo gioco,

 c’hanno certe facce

 che a vederle fanno schifo,

 che sian untuosi democristiani

 o grigi compagni del P.C.

 Son nati proprio brutti

 o perlomeno tutti finiscono così.

 

 Io se fossi Dio,

 dall’alto del mio trono

 vedrei che la politica è un mestiere come un altro

 e vorrei dire, mi pare Platone,

 che il politico è sempre meno filosofo

 e sempre più coglione!:

 è un uomo tutto tondo

 che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,

 che scivola sulle parole

 anche quando non sembra o non lo vuole.

 

 Compagno radicale,

 la parola compagno non so chi te l’ha data,

 ma in fondo ti sta bene,

 tanto ormai è squalificata,

 compagno radicale,

 cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino

 ti muovi proprio bene in questo gran casino

 e mentre da una parte si spara un po’ a casaccio

 e dall’altra si riempiono le galere

 di gente che non centra un cazzo!

 Compagno radicale,

 tu occupati pure di diritti civili

 e di idiozia che fa democrazia

 e preparaci pure un altro referendum

 questa volta per sapere

 dov’è che i cani devono pisciare!

 

 Compagni socialisti,

 ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,

 compagni socialisti,

 con le vostre spensierate alleanze

 di destra, di sinistra, di centro,

 coi vostri uomini aggiornati,

 nuovi di fuori e vecchi di dentro,

 compagni socialisti fatevi avanti

 che questo è l’anno del garofano rosso e dei soli nascenti,

 fatevi avanti col mito del progresso

 e con la vostra schifosa ambiguità!

 Ringraziate la dilagante imbecillità!

 

 Ma io non sono ancora

 nel regno dei cieli,

 sono troppo invischiato

 nei vostri sfaceli…

 

 Io se fossi Dio,

 non avrei proprio più pazienza,

 inventerei di nuovo una morale

 e farei suonare le trombe

 per il Giudizio universale.

 

 Voi mi direte perché è così parziale

 il mio personalissimo Giudizio universale?

 Perché non suonano le mie trombe

 per gli attentati, i rapimenti,

 i giovani drogati e per le bombe?

 Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia.

 Io come Dio, non è che non ne ho voglia,

 io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili

 o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,

 ma come uomo come sono e fui

 ho parlato di noi, comuni mortali,

 quegli altri non li capisco,

 mi spavento, non mi sembrano uguali.

 Di loro posso dire solamente

 che dalle masse sono riusciti ad ottenere

 lo stupido pietismo per il carabiniere,

 di loro posso dire solamente

che mi hanno tolto il gusto

 di essere incazzato personalmente.

 Io come uomo posso dire solo ciò che sento,

 cioè solo l’immagine del grande smarrimento.
 Però se fossi Dio

 sarei anche invulnerabile e perfetto,

 allora non avrei paura affatto,

 così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,

 che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

 

 Ecco la differenza che c’è tra noi e gli innominabili:

 di noi posso parlare perché so chi siamo

 e forse facciamo più schifo che spavento,

 ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c’è solo lo sgomento.

 

 Ma io se fossi Dio,

 non mi farei fregare da questo sgomento

 e nei confronti dei politicanti

 sarei severo come all’inizio,

 perché a Dio i martiri

 non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.

 

 E se al mio Dio che ancora si accalora,

 gli fa rabbia chi spara,

 gli fa anche rabbia il fatto

 che un politico qualunque

 se gli ha sparato un brigatista,

 diventa l’unico statista.

 

 Io se fossi Dio,

 quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,

 c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire

 che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana

 è il responsabile maggiore di vent’anni di cancrena italiana.

 

 Io se fossi Dio,

 un Dio incosciente enormemente saggio,

 avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,

 ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora

 quella faccia che era!

 

 Ma in fondo tutto questo è stupido

 perché logicamente

 io se fossi Dio,

 la Terra la vedrei piuttosto da lontano

 e forse non ce la farei ad accalorarmi

 in questo scontro quotidiano.

 

 Io se fossi Dio,

 non mi interesserei di odio o di vendetta

 e neanche di perdono

 perché la lontananza è l’unica vendetta

 è l’unico perdono!

 

 E allora

 va a finire che se fossi Dio,

 io mi ritirerei in campagna

 come ho fatto io…

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