Che cosa vedo nello specchio?
Un sorriso, una nuova consapevolezza, e la gioia di una dolce riconquista. Venerdì notti da passare in pub gotici, se mi va, oppure giocare di ruolo durante questa settimana, o forse, meglio, la prossima.
Bevo un sorso alla mia salute, e cerco di capire che farne dei due scatoloni che ho ancora qui.
Sono un po’ dubbioso sul da farsi, tutto qui.
Ho un attico con pietre in vista, e assi di legno in vista. Devo solo mettere degli arazzi, e ricollocare i Gargoyle, e sperare che le nuvole non scendano oltre il naturale, altrimenti ci saranno problemi.
Per ora scrivo, anzi, riprendo il mio *vero* lavoro, ma con lentezza, con i giusti tempi.
Incontro gente al Jungle, faccio lunghe telefonate, scrivo, ascolto musica, e mi curo. Lentamente, ma sono seriamente sulla via della guarigione.
Stavolta mi sono fermato giusto in tempo. O meglio, mi hanno fermato un attimo prima della catastrofe.
Forse la mia forza di volontà, quella che mi ha spinto a desiderare cose impossibili per due anni.
Sicuramente il mio clan, che è rimasto accanto a me anche quando non lo vedevo.
Un po’ lo ha fatto il fumo delle sigarette, le attese nella fresca notte. Anche Roma ha il suo vantaggio, ma sicuramente il ruolo maggiore lo ha avuto il tatto tra me ed una vecchia amicizia, molto, molto vecchia.
Ora penso, e nelle melodie arcane intesso la mia rinnovata serenità. Per certe persone non provo alcun sentimento di astio o odio come prima. Non so davvero se il Corvo Riaprirà Le Ali, oppure no.
Dipende da quanto più costarmi in energie lo sforzo per farlo, sforzo che potrei investire altrove.
E’ un gioco più oscuro, che seguo volentieri, perchè è illuminato da luminose certezze, che corrono verso Roma Nord, che attraversano anche Roma sud, e che sono destinate, oh, si, destinate a ricomporsi.
Ho la mente sulla Cassia, si, sulla Cassia. E sull’Aurelia. Strade che percorrerò, strade nelle quali la notte non è altro che un dolce manto di velluto e raso.
Io in fondo lo so, non credi a me. Non si riesce a credere in questa splendida fiaba, di quanto di colpo la situazione sia stata rovesciata. Io sono felice, ma, specialmente, io sono sereno. Incredibilmente. Non c’è nulla che possa dividere chi si vuole bene, e di questo ne ho la prova. Continuerò a correre sulla Braccianense, fino alla fine, attraverserò il bivio dell’Aurelia, e se capiterò alla Fiera di Roma, intorno a me non avrò fantasmi. Gli unici fantasmi sono quelli che posso percepire, e che terrò via usando le forza della mia volontà, e la nuova speranza che corre nelle mie vene.
No, non ci credi, Valentina, ma è così. Volere è Potere. Poterlo fare. Non si tratta di non rispettare regole, ma si tratta di capire cosa è più importante.
E non odiare, non odiare mai i meschini. Mai sopravvalutare i tuoi presunti nemici. Spesso non lo valgono.
Ed il caso è questo.
Capitemi, non vi chiedo di comprendermi, il mio comportamento dirompe ogni schema. Pochi possono capirlo, io sono un maledetto dark/goth, in tutto, il che mi porta ad agire in modo del tutto imperscrutabile.
Vi chiedo solo vedere il mio sorriso, di capire quanto io ora sia felice, di come io abbia nuove forze, di come mi addormenta sul cuscino convinto che al mio risveglio, stiracchiandomi, tutto sarà secondo il verso giusto.
Vi prego, e te lo chiedo specialmente a te, G, io adesso riceverei molto piacere, e rimetterei tutto, se con parole sincere, ti congratulassi con me per la mia ritrovata felicità. Solo questo.
Ma è una pia illusione, l’importante è che, stanotte….si, stanotte, mi sieda in una poltrona, chiuda gli occhi, li riapra, veda la mia vecchissima amicizia seduta sulla poltrona, e dica:
“ROma di giorno è il verde che riluce d’acqua, inondato dall’oro dei raggi del sole, che rendono l’aria limpida come una lastra di zucchero”.
Ecco cosa chiedo, in fondo.
Stolti, stolti, chi non ha capito chi sia io davvero.