Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Mercoledì 29.09.2004

Sequel

Archiviato in: Chi Sei?, Non catalogato, Rache, The Host of Seraphim — Artois @ 1:54

The Crow

- “Ma…che senso ha…scusa…”

- “No, davvero, mi spiace un po’, ma ne sono correi”

- “Cioè…”

- “A volte succedono cose così brutte che l’anima non può riposare finchè non vengono riportate al loro posto”

- “Ma…davvero io ci sto male…spiegami”

- “Stavolta, davvero, le ali sono quattro, le mie e le sue.”

- “Anche le mie, se può servirvi”

- “No, tu sei la nostra dolce skater, colei che veglia su noi due, non dimenticarlo mai.”

- “Ma…”

- “Tranquilla, per favore. Aspetta.”

IL CORVO HA RIAPERTO LE ALI.

Un tempo il mondo era governato dalle superstizioni e dalle spade.

Archiviato in: Chi Sei?, Non catalogato, Riflessioni — Artois @ 1:13

Che cosa vedo nello specchio?

Un sorriso, una nuova consapevolezza, e la gioia di una dolce riconquista. Venerdì notti da passare in pub gotici, se mi va, oppure giocare di ruolo durante questa settimana, o forse, meglio, la prossima.

Bevo un sorso alla mia salute, e cerco di capire che farne dei due scatoloni che ho ancora qui.

Sono un po’ dubbioso sul da farsi, tutto qui.

Ho un attico con pietre in vista, e assi di legno in vista. Devo solo mettere degli arazzi, e ricollocare i Gargoyle, e sperare che le nuvole non scendano oltre il naturale, altrimenti ci saranno problemi.

Per ora scrivo, anzi, riprendo il mio *vero* lavoro, ma con lentezza, con i giusti tempi.

Incontro gente al Jungle, faccio lunghe telefonate, scrivo, ascolto musica, e mi curo. Lentamente, ma sono seriamente sulla via della guarigione.

Stavolta mi sono fermato giusto in tempo. O meglio, mi hanno fermato un attimo prima della catastrofe.

Forse la mia forza di volontà, quella che mi ha spinto a desiderare cose impossibili per due anni.

Sicuramente il mio clan, che è rimasto accanto a me anche quando non lo vedevo.

Un po’ lo ha fatto il fumo delle sigarette, le attese nella fresca notte. Anche Roma ha il suo vantaggio, ma sicuramente il ruolo maggiore lo ha avuto il tatto tra me ed una vecchia amicizia, molto, molto vecchia.

Ora penso, e nelle melodie arcane intesso la mia rinnovata serenità. Per certe persone non provo alcun sentimento di astio o odio come prima. Non so davvero se il Corvo Riaprirà Le Ali, oppure no.

Dipende da quanto più costarmi in energie lo sforzo per farlo, sforzo che potrei investire altrove.

E’ un gioco più oscuro, che seguo volentieri, perchè è illuminato da luminose certezze, che corrono verso Roma Nord, che attraversano anche Roma sud, e che sono destinate, oh, si, destinate a ricomporsi.

Ho la mente sulla Cassia, si, sulla Cassia. E sull’Aurelia. Strade che percorrerò, strade nelle quali la notte non è altro che un dolce manto di velluto e raso.

Io in fondo lo so, non credi a me. Non si riesce a credere in questa splendida fiaba, di quanto di colpo la situazione sia stata rovesciata. Io sono felice, ma, specialmente, io sono sereno. Incredibilmente. Non c’è nulla che possa dividere chi si vuole bene, e di questo ne ho la prova. Continuerò a correre sulla Braccianense, fino alla fine, attraverserò il bivio dell’Aurelia, e se capiterò alla Fiera di Roma, intorno a me non avrò fantasmi. Gli unici fantasmi sono quelli che posso percepire, e che terrò via usando le forza della mia volontà, e la nuova speranza che corre nelle mie vene.

No, non ci credi, Valentina, ma è così. Volere è Potere. Poterlo fare. Non si tratta di non rispettare regole, ma si tratta di capire cosa è più importante.

E non odiare, non odiare mai i meschini. Mai sopravvalutare i tuoi presunti nemici. Spesso non lo valgono.

Ed il caso è questo.

Capitemi, non vi chiedo di comprendermi, il mio comportamento dirompe ogni schema. Pochi possono capirlo, io sono un maledetto dark/goth, in tutto, il che mi porta ad agire in modo del tutto imperscrutabile.

Vi chiedo solo vedere il mio sorriso, di capire quanto io ora sia felice, di come io abbia nuove forze, di come mi addormenta sul cuscino convinto che al mio risveglio, stiracchiandomi, tutto sarà secondo il verso giusto.

Vi prego, e te lo chiedo specialmente a te, G, io adesso riceverei molto piacere, e rimetterei tutto, se con parole sincere, ti congratulassi con me per la mia ritrovata felicità. Solo questo.

Ma è una pia illusione, l’importante è che, stanotte….si, stanotte, mi sieda in una poltrona, chiuda gli occhi, li riapra, veda la mia vecchissima amicizia seduta sulla poltrona, e dica:

“ROma di giorno è il verde che riluce d’acqua, inondato dall’oro dei raggi del sole, che rendono l’aria limpida come una lastra di zucchero”.

Ecco cosa chiedo, in fondo.

Stolti, stolti, chi non ha capito chi sia io davvero.

Domenica 26.09.2004

I found The Cure for sickness

Archiviato in: Musica, The Host of Seraphim — Artois @ 7:16

La Cura

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,

dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.

Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,

dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,

dalle ossessioni delle tue manie.

Supererò le correnti gravitazionali,

lo spazio e la luce

per non farti invecchiare.

E guarirai da tutte le malattie,

perché sei un essere speciale,

ed io, avrò cura di te.

Vagavo per i campi del Tennessee

(come vi ero arrivato, chissà).

Non hai fiori bianchi per me?

Più veloci di aquile i miei sogni

attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.

Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.

I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,

la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.

Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.

Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.

Supererò le correnti gravitazionali,

lo spazio e la luce per non farti invecchiare.

TI salverò da ogni malinconia,

perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…

io sì, che avrò cura di te.

- …

- Beh, almeno ci provo, non so con che risultato, ma ci provo.

Sabato 25.09.2004

Out of There

Archiviato in: Chi Sei?, Musica, Non catalogato, Riflessioni, The Host of Seraphim — Artois @ 20:22

Stralci di normalità. Di vita strana agli occhi degli altri, incomprensibile o peggio, ma a chi importa.

Per me è perfettamente naturale.

Dopotutto, combattere senza odio, senza voler essere sanguinari, senza dover riconquistare, ma ottenere, non è logorante o sfibrante.

Aion, ma soprattutto loro, portano fortuna. ;)

Dopotutto, non è saggio fare arrabbiare un gruppo di stupidi.

Martedì 21.09.2004

Onorare una promessa.

Archiviato in: Chi Sei?, Musica, The Host of Seraphim — Artois @ 2:14

Us

“Us Or Them”

There is no terror in my heart
Death is with us all
We suck him down with our first breath
And spit him out as we fall
There is no terror in my heart
No dread of the unknown
Desire for paradise to be…
We love this on our own
No I don’t want you anywhere near me
I don’t want you anywhere near me
Get your fucking world out of my head
I don’t want you anywhere near me
I don’t want you anywhere near me
Get your fucking world out of my head
I don’t want your “us or them”
No I don’t need your “us or them”
Oh I don’t want your “us or them”
I don’t need your “us or them
You’re us or them…”
“I live in knowledge of real truth
And all my gods are great!”
The doleful cant of a bigot
Blinded by fear and hate
You live in knowledge of real truth?
Oh the biggest lie I heard
How sick in your mind and soul
To be scared of my voice and my words
Oh you don’t want me anywhere near you
You don’t want me anywhere near you
Get my fucking head out of your world
You don’t want me anywhere near you
You don’t want me anywhere near you
Get my fucking head out of your world
I don’t want your “us or them”
No I don’t need your “us or them”
Oh I don’t want your “us or them”
I don’t need your “us or them”
As the only way this ever ends is “me”

Il Clan.

Us or Them.

Io la mia scelta l’ho fatta oltre due anni fa. Con una frase.

Non l’ho mai dimenticata. E quello mi ha salvato.

Them, loro, io sono con loro.

Per tutto il tempo nel quale cammineremo sulla terra.

Insieme.

Lunedì 20.09.2004

PARANOIA

Archiviato in: Chi Sei? — Artois @ 21:21

ok.

chiamamichiamamichiamamichiamamichiamamichiamami!

edimmivediamociedimmivediamociedimmivediamoci!

invecediscambiarcisolomessagginiinvecediscambiarcisolomessaggini!

evediamocivediamocivediamocivediamocivediamocivediamoci!

primadelprossimovenerdi’primadelprossimovenerdi’primadelprossimovenerdi’!

… PLIIIIIIIS!

… e prima che tu possa rendertene conto navighi sulle nuvole…

sigh…

SONO GRAVE!

ma guarda ste nazimerdacce

Archiviato in: Non catalogato — Artois @ 14:39

http://www.forumcommunity.net/?t=854136

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Big mess.

Archiviato in: Non catalogato, Riflessioni — Artois @ 14:28

Questo è un post sotto dettatura.

Vocale. Pare che iLissen funzioni quasi decentemente, anche se dopo mi vedo costretto a rileggerne il testo, la mia voce è strana.

Un piccolo vantaggio in più rispetto al registrare sul T3 e poi sbobinare (ecco, parola non riconosciuta) su Word o Text Edit.

Però con lo svantaggio di non poter avere la musica come sottofondo. Grave svantaggio.

Intanto, per la mia vecchia sceneggiatura, mi toccherà recuperarla da qualche CD (e come non vorrei aver smantellato Balthassar, altra parola non riconosciuta, ovviamente).

Mai come adesso non sono stato così felice di aver buttato via il lavoro che ci ho fatto su in due anni e mezzo. :) (che bello, se dico punto smile mi compaiono faccine).

AGGIORNAMENTO

Piccola telefonata. Fai due più due e ti ritrovi un quattro in mano.

Non forzare e non metterti in mezzo.

Beh, ora vedere il vento del futuro in che direzione soffia. Il mio ruolino l’ho fatto.

Ok.

Vi farò una confidenza; in realtà ho un altro diario, ma non accessibile al pubblico.

Quindi, se non ci capite molto, è fisiologico. O non mi conoscete, o mi conoscete troppo poco.

In compenso, alcuni post sono

costruiti in modo da far leggere la verità solo a pochi, e fare leggere quello che desiderano leggere ad altri.

A night like this.

Archiviato in: The Host of Seraphim — Artois @ 2:19

Certe volte, tra chiedere alla macchina di viaggiare, con i Dead Can Dance nell’autoradio, la strada nello sguardo e mille pensieri in testa, e chiudere gli occhi e viaggiare con il pensiero non c’è molta differenza.

Decidere dove arrivare, e come viaggiare. Tutto qui.

Tante cose stanno cambiando, ma solo in un posto riesco ancora a sentirmi tranquillo ed a casa. Seduto davanti ad un tavolino, con negli occhi l’immagine di chi sai che ha un cuore che batte come il tuo, e delle mani che sanno disegnare la realtà che altre persone non sanno vedere. E chiedi e cerchi in segni e immagini qualche segnale utile per la tua strada, e offri in cambio lo stesso.

Lentamente le cose stanno cambiando, sento che il vento della tempesta si avvicina, o semplicemente ho teso ancora di più le vele, per andare più veloce. Però le differenze ci sono. Piccole, ma importanti.

Una di esse è non attendere, ora aspetto, poter sognare e non illudersi, sperare e non lasciarmi persuadere, ricordare e non rimpiangere. Basta questo, un piccolo cambiamento che è un gran motore.

E tutto questo grazie a voi.

So che i miei schemi mentali sono saltati, ma ora me ne farò di nuovi.

Con voi sto bene. Sempre. Sempre.

Grazie ancora.

Sabato 18.09.2004

The Rite.

Archiviato in: Chi Sei?, Musica, Riflessioni, The Host of Seraphim — Artois @ 22:13

E’ come un rito sacro. Qualcosa che si compie con gioia e dolore allo stesso tempo, con la speranza di una vita futura perfetta e la disperazione se si infrangono le regole perfette che esso richiede.

Lentamente mi alzo dal letto, e rispondo alla cornetta. Afferro il paracetamolo e attendo che il mio organismo riparta lentamente. Così come lentamente mi specchio, e, in piena sceneggiatura da film, rinfrango la mia immagine, mentre strisce vengono assorbite dalle mie gote.

Non è Burn, è un altro pezzo, non c’è rabbia ma la perfetta consapevolezza che non posso sbagliare, il prezzo è saltare sulla chicane, perdere il controllo della vettura e picchiare DEFINITAVENTE contro il muretto. Non devo chiedere altro. Devo concentrarmi solo sulla gioia di quello che sta succedendo. Se finirà, ci sarà altro.

La pura gioia di questi momenti, di una telefonata e di una porta che dovrò aprire. E il resto verrà da se, Artù. Verrà da se, non devi fare nulla se non raccogliere la mietitura che hai preparato in due anni. O, meglio, cedere alle scintille di un fuoco che è stato spento. Ignora, lasciati indietro le tue paure, le tue illusioni stupide, lascia tutto quello che hai avuto in questi tempi e segui la strada che tu stesso hai voluto tracciare.

Non avere paura di piangere di gioia e speranza.

E’ strano vero? Avere il cuore sgombro da odio e rabbia, ma solamente pieno della voglia di appoggiarsi alla finestra e disputare lo spazio, parlando di quanto noi due possiamo parlare, senza rompere il patto, anzi, chiedendo di estenderlo anche a lei.

Promettimelo.

Sotto l’ombra sospiravi

pastore di ombre e di sotterranei segreti

parlavi di una vita trascorsa.

Come sempre le foglie cadono d’autunno.

Intona i canti dei veggenti

cedi alla saggezza

alle scintille di fuochi ormai spenti,

regolati alle temperature e alle frescure delle notti:

lascia tutto e seguiti.

Guarda le distese dei campi, perditi in essi

e non chiedere altro.

Lasci un’orma attraverso cui tu stesso

ti segui nel tempo e ti riconosci.

Correvi con la biga nei circhi.

E fosti pure un’ape delicata,

il gentile mantello che coprì le spalle di qualcuno.

Lascia tutto e seguiti.

I tuoi occhi dunque trascorrono svagati

ed ozi come una spiga.

Come sempre le foglie cadono d’autunno.

Nuovi articoli »

Powered by WordPress