Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Venerdì 30.04.2004

Es versus Super Io. …

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Es versus Super Io.

(e l’Io non arbitra, causa tifoso che gl’ha scagliato contro una bottiglietta)

Sensazioni feroci come rabbia, disillusione, vuoto, sfiducia, nervosismo, competizione, angoscia, paura.

Continui giochi e trame dentro e fuori l’ufficio. Casa da liberare, sbarazzarsi, fare il vuoto, chiudersi in camera, eliminare, non farsi impietosire, tirare fuori lo spremibile senza ucciderlo, sbattere fuori il peso morto, contrarre i pesi, temere ulteriori danni, cercare di dormire, cercare di non avere incubi.

Timori, ambizione, malfiducia, sospetto, proclami di stima ed arrabbiature, spese, impegni, spostamenti, mancanze di risposte, risposte non presenti, critiche, silenzio, preferenze altrui, ruoli.

C’è l’ha con te, non considera te, si proclama amico ma non lo è.

Foto scattate, foto perse in un cassetto, foto presenti.

Ricordi falsi, reali ma falsi, falsi perchè reali.

Silenzi, spine senza fiori, spine elettriche che bruciano, muri bagnati, mele illuminate, mele spente, mele marce. Ronzii, cavi spezzoni di fili, palmari pieni di nulla, fighetti pieni di soldi, soldi pieni di persone piene di nulla.

Pretese, ambiti societari, società deditorie, dedizioni a società, puttanate societarie, siamo tutti una famiglia, quelle famiglie cattolico/democristiano/forziste/ipocrite. Ipocrisia, doppi fini non dichiarati, chi dichiara do ut des fa il doppiogioco ma lui non lo sa. Mal di testa, prove controprove, silenzi colpevoli e discolpanti, silenzi presunti e reali.

Disordine interiore, disordine nel paese, disordini altrove.

Non capisco più nulla.

 

Supposte Verità

Archiviato in: Non catalogato — Artois @ 0:55

Supposte Verità

E’ più facile mettere nei guai la gente piuttosto che tirala fuori dai guai.

Sono in tanti che ci riescono nel primo intento, pochi nel secondo

Peccato che spesso, per tirarti fuori dai guai, devi inguaiare altri.

A meno che non sia tu il narratore della storia

Mercoledì 28.04.2004

Kill G. Volume 2

Archiviato in: Non catalogato — Artois @ 2:44

Kill G. Volume 2

“Anche l’occhio vuole la sua parte”.
Battuta (per fortuna non mia) a parte, di questo film resta il rimpianto vivo e cocente di non poter mascherare la propria natura se prima non si cambia interiormente, piegando le proprie pulsioni a seconda dello scopo prefisso.
Oltre al desiderio, vivo e cocente, di aver come padre Bill, un meraviglioso Carradine.
Vorrei assomigliare a lui.

Martedì 27.04.2004

There’s no chances, …

Archiviato in: Non catalogato — Artois @ 19:01

There’s no chances, there’s no changes

“L’uomo si illude di essere il fautore della propria vita. Ma esistono
elementi superiori che guidano e controllano il destino di ognuno di noi.
Chiamateli forze sovrannaturali, o idiozia colossale; cio’ che e’ certo e’
che le nostre azioni non sono il risultato del libero arbitrio”.

Competenze ed idee. …

Archiviato in: Non catalogato — Artois @ 13:33

Competenze ed idee.

http://www.portel.it/news/news2.asp?news_id=9915

E questa ci sta tutta, considerando il target al quale aspirano, ed il cliente medio.

MA,

La prossima iniziativa, dopo le modifiche ai programmi delle elementari,

SARA’ QUESTA!

Gesù Compagnone

Cattolicesimo WOW!

Gli esseri umani non hanno né la capacità uditiva ne quella psicologica di sostenere il maestoso potere della vera voce di Dio.

Sentendola, la tua mente sprofonderebbe e il tuo cuore ti esploderebbe nel petto. Ci abbiamo rimesso cinque Adami prima di capirlo

Accade

Archiviato in: Non catalogato — Artois @ 6:46

Accade

Dopotutto, l’assoluta mancanza di scrupoli si basa su d’un presupposto.

La presunta mancanza di scrupoli del prossimo.

Oppure, dare la colpa agli eventi e il merito agli uomini, e poi rovesciare.

Gli intenti sono identici ai fini.

Una notte è passata.

Ho scoperto che far piangere è più facile che piangere. E che lasciar credere di avere un vantaggio, è il modo più facile per manipolare qualcuno.

S., si vede che abbiamo lo stesso sangue nelle vene.

Lunedì 26.04.2004

Ridere.

Archiviato in: Non catalogato — Artois @ 17:13

Ridere.

Per non scoppiare in lacrime.

Può essere un rimedio…

GAUDETE GAUDETE

Archiviato in: Non catalogato — Artois @ 13:32

GAUDETE GAUDETE

Annuntio vobis:

HABEMUS NIGRUM POTIONEM

(sed, in vulgari eloquentia, “caffè”)

Domenica 25.04.2004

E’ bello vedere che,…

Archiviato in: Non catalogato — Artois @ 18:55

Scritto da Ombra:

Il vecchio bosco era deserto.
Solo la luce della luna guidava i miei passi di vecchio cane, e poggiavo una zampa dopo l’altra con estrema sicurezza, sicurezza che avevo perso ormai da parecchi anni, e che invece ora sembrava accompagnarmi di nuovo.
L’aura d’argento dell’astro notturno era un invito irresistibile, cosi’ alzai il muso e provai ad ululare, come facevo da giovane, pur sapendo che ormai solo uno smorzato canto triste sarebbe uscito dal mio petto.
Ma…….non ando’ cosi’: improvvisamente ogni parte del mio corpo si ritrovo’ piena di quel suono caldo, potente, evocativo che era una volta il mio canto per la Madre Luna.
E sentii’ che c’erano altri come me, laggiu’. Con un brivido, avvertendo la loro presenza, il pelo sulla mia schiena si alzo’ come un’onda nera in quell’oscurita’……ma poco dopo tutto torno’ normale.
Non erano presenze minacciose: erano altri cani, che chissa’ come si erano persi in quella boscaglia fittissima e buia in una notte di plenilunio. Non potevo vederli, ma li sentivo: dapprima camminarono accanto a me, poi accadde qualcosa……come mossi da una consapevolezza comune, ci mettemmo a correre a perdifiato.

Le mie gambe erano elastiche e potenti come quando ero giovane, e la mia falcata sempre piu’ ampia ad ogni tempo di galoppo. Tutti fummo contagiati da quell’euforia: la corsa si fece folle, folle di gioia……finche’, dalle montagne al limitare del bosco, un raggio di luce non taglio’ il cielo, colpendomi negli occhi.
Oh, finalmente il colore del cielo……erano anni che non lo vedevo cosi’. Le cime degli alberi, i piccoli uccelli che si svegliano e prendono il volo…….tutto era chiaro in quel momento, e rimasi a contemplare quell’alba mentre il cuore batteva forte dentro i miei pensieri.
Ora potevo vedere i miei compagni, sebbene la luce non fosse ancora cosi’ forte da permettermi di distinguerne perfettamente i colori del mantello: cani di tutte le razze, di ogni tipo e forma, erano accanto a me.
E guardavano meravigliati l’immensa valle che, oltre le piccole montagne appena superate senza fatica, si stendeva davanti alle nostre zampe. Altri cani, tantissimi, correvano e giocavano sull’erba umida . Vidi una piccola cagnetta nera, piena di gioia e di gocce di brillante rugiada sul muso….e lei guardo’ nella mia direzione. O meglio, guardo’ dietro di me.

Allora mi voltai, ed ebbi un sussulto: non so come, ma riuscii’ a vedere al di la’ della foresta, al di la’ di quella notte oscura, la mia famiglia umana che piangeva.
Allora capii’ tutto. "Puoi ancora tornare indietro se vuoi" disse la piccola bellezza nera. "Ma non potrai restare per molto. Dovrai tornare qui, il tuo compito laggiu’ e’ finito ormai."

Mi voltai verso la valle, desiderando ardentemente correre con tutti gli altri, correre verso la mia piccola gemma nera coi baffi ingioiellati di rugiada………….e poi mi voltai verso il sentiero, e quando vidi tutto quel dolore nelle lacrime dei miei amici umani presi la dura decisione.

Cominciai a correre verso di loro, mentre quell’alba luminosa e avvolgente si stendeva dietro di me allungando la mia ombra sempre di piu’. Corsi e corsi, e mentre tornavo indietro le mie gambe ricominciarono a cedere, il respiro si fece pesante, i miei occhi persero la limpidezza…..ma ero tornato.
Ancora una volta.

Ma non potro’ restare molto, amici miei, non posso restare qui. capisco il vostro dolore, anche io sopporto male la separazione. Ma se solo poteste vedere quella valle incantata, quei raggi di sole cosi’ abbaglianti, e la mia piccola amica dal manto scuro……

Beh, ma che discorsi. Voi non potete vederli.
Io aspettero’ tutto il tempo che mi sara’ concesso, ma prima o poi la Madre Luna mi richiamera’, e allora dovro’ proprio andare.
Ma qui accanto a me, adesso, nel mondo in cui sono solo un vecchio cane malato, oltre ai miei amici umani ci sono altri cani giovani, forti, che hanno appena cominciato la loro missione.
Aiutatemi a far capire alla mia famiglia che me ne andro’ felice, e che ogni mattina, subito dopo l’alba, saliro’ su quella montagna e li guardero’. Seguiro’ la loro vita come ho fatto per tutto il mio passaggio terreno.

E, anche se si tratta di un segreto della nostra gente, vi prego, rivelategli l’esistenza della nostra valle……e ditegli che potranno sempre vedermi nella luce della luna, se apriranno la mente e il cuore ai suoi raggi argentati, e io saro’ li’, a correre felice e giovane per sempre.

Fateglielo capire voi, se loro non riescono a vedermi: salutateci da laggiu’, a me e agli altri amici della valle, col vostro Canto.

Noi vi sentiremo, e risponderemo al richiamo. Gli umani, quando vi sentiranno alzare il vostro canto notturno, guarderanno verso Madre Luna e forse…..forse allora capiranno che l’ululato di risposta che sentono non e’ un eco, ma e’ il nostro richiamo.

Il nostro saluto per gli amici che non dimenticheremo mai, e che un giorno incontreremo ancora.
——————————————————————————————————————————

Sono fiero di averli come amici. Fiero e lusingato.

Dopo una discussione dovuta ad una stupida tegolata di quelle che fanno male, sono scoppiato in lacrime spostando la tastiera del Mac e vedendo una foto.

E mi sono ricordato di un messaggio, ed di una lettera che Ombra mi scrisse tempo fa. E li ho messi qui.

Fa niente, l’importante è che quando si risveglierà, non mi trovi in lacrime. Al limite, avrò fumato troppe sigarette.

Ho lottato anche per lui, il mio piccolo cucciolo, per portalo con me a Roma.

Il primo fallimento è stato nel non riuscirci. Appena apro un ftp, metterò la foto.

E non devo mollare anche per lui.

Ma, ripeto.

Ombra,  sono fiero di averti come amica.

Spero di meritarmi anche la tua, di amicizia.

WISH YOU WERE HERE - Pink Floyd

So, so you think you can tell
heaven from hell?
Blue skies from pain?
Can you tell a green field
from a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?

And did they get you to trade
your heroes for ghosts?
Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
Did you exchange a walk on part in the war
for a lead role in cage?

How I wish, how I wish you were here
We’re just two lost souls
swimming in a fish bowl
Year after year,
running over the same old ground
What have we found?
The same old fears.
Wish you were here.

Parole

Archiviato in: Non catalogato — Artois @ 2:48

Parole

-Forse domani sera ti farò conoscere una mia amica

-Uh?

-Il discorso è che, fino ad un certo punto io posso tenere ancora questa doppia vita, ma non so dirti fino a che punto.

-Non ti capisco…davvvero.

-Sai perchè ho litigato con lei? Perchè alla fine, aveva cercato di psicanalizzarmi, di vedere doppi fini nei miei comportamenti.

-Avete litigato, e il tuo carattere è tutto meno che facile,

-Un po’ come il tuo.

-No, come il mio no.

-Allora, ti dicevo, ha cercato di dare un senso che non sia quello che mi sono prefisso.

-Spiegati, non ti capisco.

-Ovvero, il mio attaccarmi ad una musica, o il mio vestirmi di nero, non erano scelte mie, ma una sorta d’imposizione, prima, qualcosa di costruito poi.

-Mi dicevi che era comparso un post strano sul tuo sito

-Si.

-Non ci pensare. Se ci pensi e ci rimurgini su, fai quello che lui vuole. E, poi…che ti ha detto questa tua amica?

-Scegli, o il presente, o vivi per sempre nel passato.

-Io ti dico questo. Che, dolore o no, devi tenere come preziosissima la felicità che hai avuto in quei giorni. Sei stato felice, basta, va bene così. La felicità non è eterna, ma il ricordo d’essa si.

-Ma…

-Potevi prevedere d’essere felice con lei? No. Ma è successo. Potevi prevedere di tornare a Roma e ricordare chi sei davvero? No. Ma è successo, come dici tu, visto che ami ripetere.

-Hai ragione, forse. Lo sai che una mia collega ha detto leggendo una lettera di O. che ha quasi il mio stesso stile?

-Si, ma che c’entra?

-C’entra…

-Però tu sei tu. E se si potrà, il clan si riunirà, altrimenti, chiudi gli occhi, e ricorda di quel clan. Poi riaprili, e dimostra che anche se esso non esiste più, lo spirito che l’animava è ancora in te.

-Dici?

-Me lo prometti?

-Fa parte del patto?

-Non fa parte del patto, ma se vuoi posso aggiungerlo. Guarda il Tevere. Guarda come fa scorrere via lo sporco. Fai lo stesso anche tu.

-Entrerà nel patto?

-No. Dipende da te.

-Non ne sono convinto.

-Suvvia, non ti vorrai ridurre come me, che ho paura ad affrontare parte di me, no?

-Ma…

-Tu mi sei superiore, ricorda solo chi sei tu e chi sono io. E capirai.

-Smettila.

-Smettila tu. Ti posso fregare le cuffie? Ho voglia di sentire The Host of Seraphim.

-Che hai?

-Niente…ti prendo la mano. E un po’ della tua tristezza.

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