Due, e dico due anni…
Due, e dico due anni fa…
Anni che sembrano decenni o lustri.
Anni in cui due, non importa se si credevano o lo fossero veramente ,
s’accingevano a conquistare il loro mondo facendo stridere la penna sulla carta, o ticchettar tastiere.
Uno sognava di Roma, l’altra sognava e basta. E l’altra ancora osservava quello che l’uno sognava. E sarebbe arrivata lì, su quei pezzi di ricordo collegati a quei nomi non detti.
Ora, l’uno e’ a Roma, ma non per quello che si era prefissato, l’altra e’ ancora giu’ ed afferma d’aver trovato nella socialita’ una cura, ma a sprazzi torna quella di prima.
L’altra, invece…non so se stia ora dormendo o disegnando. E talvolta, veglio senza poterla vedere, ma si tratta di un effetto collaterale.
All’appello manca ancora una persona, ma so che e’ in ottime mani. Quel suo specchio, con il quale ho stretto un mutuo patto, la veglia.
Talvolta, di notte, per Roma, torno quello di un tempo, di due anni fa. Lo specchio sorride, e mi incita a ricucire, a salire su un treno ed andare vicino ad uno specchio d’acqua.
Talvolta, di notte, io e lo specchio litighiamo, perche’ vorrebbe, cosi’ come la persona della quale e’ riflesso ma anche sorella, amica e confidente, vorrebbe lo stesso per me e per la persona che non so se stia dormendo o disegnando.
Due anni, per capovolgere la situazione, e rovesciare un fallimento ed un trionfo.
Se fosse economia, questo sarebbe falso in bilancio, oppure una speculazione a lungo termine.
