Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Martedì 21.10.2003

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Una volta mi fu chiesto se sarei stato felice se quattro persone si fossero riunite.E’ successo, virtualmente, ma e’ successo.Sorrido. Senza un motivo, tranne che questo.Coraggio. Coraggio.

Lunedì 20.10.2003

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When you be gone from here

Domenica 19.10.2003

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Sto ancora facendo i conti con l’inquietudine che va mangiando ogni secondo del mio tempo, assimilandolo come un Borg, e rendendosi sempre più simile all’angoscia.Adesso vorrei salire su un treno e chiedere un chiarimento, vorrei salire su d’un ascensore e chiedere un chiarimento, vorrei salire su un autobus e chiedere un chiarimento.Avverto una certa stanchezza, ed disillusione. Pretendo di ottenere quello che mi spetta, ed é una presunzione legittima, più che legittima. Tant’é che l’avverto senza alcun punto di delusione o di presunzione, esattamente come se fosse naturale, un istinto al quale devo lasciarmi abbandonare.Sto concendendo alla mia ambizione quello che non ho mai riserbato per me, creando i presupposti per una salita sfolgorante o una rovinosa caduta, senza mezzi termini.Non ho e non avrò mai una vita normale, per mia scelta, per le mie decisioni, per me.E sogno di potermi risvegliare da un giorno che non sono in grado di poter vivere.Mezze misure. Non le ho, o nero o bianco, o rosso o blu, o Ombra o luce, o solitudine o frastuono.E quando le tue idee diventano così pesanti, non puoi far altro che tenerle in tasca, e sperare che prima o poi te le sfondino.Però le conduci con te.Mezze misure. Grigio, Agonia, Tramonto o Viola. Beh, chi ha detto che in medio stat virtus?

Venerdì 17.10.2003

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Scrivimi. O litiga con me, o chiamami

Giovedì 16.10.2003

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Non ho più parole. Andate via con il mio portatile

Martedì 14.10.2003

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Closer to Heaven

Cesano, stazione di Cesano.

Nelle luci spente del sottopassaggio, con una borsa che custodisce l’immagine di una notte insonne di Novembre, con il freddo di quelle strade che è entrato nel mio cuore.

Una borsa piena di un piccolo, ma pesante sogno, una mela che s’accende, un morso di peccato nella vita perbene. Infagottato nello spolverino cercavo le risposte che avevo deciso di non darmi nelle parole di un amico, un amico vero, di quelli che ti fanno arrabbiare ma poi ti aiutano.

Tempo rubato, a me, ad una che appartiene al nostro clan, ad una via sperduta negli alberi che diventano argento di notte come la luna, dove la brezza è infranta dalle sue passeggiate, dove lei ascolta storie che poi mi racconta, e che io già ho ascoltato nelle vie di Roma, ma in modo confuso.

Ero lontano, oggi, lontano 15 chilometri che pesano più dei 540 che ci separavano, con il capo rivolto a chi avrei voluto stringere ancora una volta.

Sto male. Malissimo.

Perchè, prima mi hanno tolto la mia vita, poi i miei affetti.

Adesso il mio tempo.

E sono io a permetterlo.

Domenica 12.10.2003

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Ho seri problemi di tenuta delle mie idee…

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Cape Fear

Fra qualche manciata di decine di minuti, un cuore batterà all’impazzata cercando di essere lì davanti.

Sappi, che il tuo battito impazzito riecheggia anche nelle mie vene.

Giovedì 9.10.2003

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Commento ACIDOSe, la migliore hits di Marilyn Manson é una cover d’un pezzo della Lennox, perché le cover di Grocho sono i peggior pezzi di Berlusconi?

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Qualcosa deve essere andato davvero storto, se oggi si discuteva sul cosa scrivere sul mio biglietto da visita, se stamattina si discuteva su cosa ci sia nel mio bagno, se stasera si discuteva se domattina mi sare alzato o no, se mi sarei riabituato al layout della tastiera qzerty, se….Rircordo che aspettarla era un’impresa sovrumana; era in grado di tenerti ore ed ore ad aspettare, per poi confidarti, candidamente, con un sms, che avrebbe tardato ancora, ed ancora.Adesso, invece, mi tocca aspettare una presa di posizione mia inerente al mio futuro prossimo venturo, non solo professionale, ma anche affettivo.Il dubbio che infastidisca una persona che vorrei linkare m’attanaglia.Ma se mi dicesse davvero quello che temo, non reggerei; tra i dannati che bramano il valico dello stige, io mi girerei di spalle e cercherei il modo di tornare indietro. E mi conosco bene, lo escogiterei.”Artù, senti…tra servire in paradiso e regnare all’inferno, che preferiresti?”"La terza ipotesi”"cioé”"Vivere i miei giorni”

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