Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Lunedì 29.09.2003

Archiviato in: Non catalogato — Artois @ 1:45

Devorzhum

Notte. Stanotte il cielo è nero, più nero di quanto possa raffigurarmelo chiudendo gl’occhi. Stanotte è una di quelle notti confortevoli, dove far scontrare sogni e desideri.

Sicuramente mi addormenterò, o nel mio caso, cadrò in torpore, visto che la mistura alcool e valeriana le assumo per un assurdo gioco con il mio organismo, mentre tento, ascoltando un cd, d’afferrare il fumo dell’incenso e dargli un appiglio per sognare. Ieri mattina, dormivo. E nel sonno cavalcavo, lungo villa Glori, correndo verso una cima dove faceva fresco. Correvo, io ed un cavallo. Un percorso notturno, erba color blu scuro, ed il risuonare degli zoccoli, oltre che l’incitamento ad aumentare il ritmo nelle mie parole. Quando mi sono svegliato, ieri sera, aveva stringevo il lenzuolo come se fossero i finimenti di quel cavallo.

Invece, tempo fa, sognai di prendere un Nescafè con amici. Seduto sul divano, con il tavolino ingombro di fogli e cicche di sigarette. Parlavamo di quanto mi era successo, e ridevamo. Accanto a me c’era la persona della quale, raccontavo, avrei dovuto dire che mi era ostile. Invece, rideva e mi stringeva un braccio come se nulla fosse.

Ben venga il sogno dunque. Anche se, al risveglio, piango perchè temo di non poter più rivivere quel sogno.

Perchè….il sogno più bello è quello che riguarda una quotidianeità da persona normale…

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