Un Cielo Provvisorio

Si voi la pace, preparate a menà (Caio Giulio Cesare)

Mercoledì 25.09.2002

Null Seele

Archiviato in: Like the Humans do, Riflessioni — Artois @ 14:43

La Germania, paese incivile. Succede che uno vince le elezioni, e l’altro va a governare.
L’Italia, paese civile. Succede che uno perde le elezioni, e va a governare lo stesso.
La Germania, paese incivile. Un’alleanza fa governare.
L’Italia, paese civile. Un’alleanza fece cadere il governo.
La Germania, paese incivile. I soldi d’uno straniero hanno fatto avanzare un partito, e distrutto la sua coalizione. E perdono.
L’Italia, paese civile. I soldi d’un uomo di malaffari fa avanzare una
coalizione, che sostiene un partito inconsistente. E vincono.
La Germania, paese incivile. Il dissesto è cagionato dagli sforzi per
omologarsi al mercato europeo. Ed da “errori di sovrastima della piattaforma unica”
L’Italia, paese civile. Il dissesto è colpa sempre dei Comunisti. E se non sono loro, sono gli islamici. O i terroni, o gli ebre…no. Scusate. Sennò Sharon e Fini mi deportano a Pantelleria.
Contrordine. Il secondo mi fa arrestare.
La Germania, paese incivile. Hanno i Naziskin, vietati
L’Italia, paese civile. Hanno i Ciellini, inquadrati.
La Germania, paese incivile. E’ contraria alla guerra, anche se nel loro codice legislativo della fine del 1800 è contemplata.
L’Italia, paese civile. Ripudia la guerra nella costituzione, ma la
riconosce nel possente alleato.
La Germania, paese incivile. Il suo primo ministro si rimprovera di
trascurare la famiglia. Ma se ne vanta.
L’Italia, paese civile. Il suo primo ministra si vanta d’avere la diligenza d’un padre di famiglia. Ma chi cazzo t’ha scelto come padre, tappo malefico.
La Germania, paese incivile. Il suo uomo politico di spicco predilige
contatti telefonici, o delegare. Ed ha chiare linee d’intesa.
L’Italia, paese civile. Il suo uomo politico di spicco, intrattiene le
figlie di Putin ed gigioneggia con Bush. Tappo, pelato, grasso, lampadato, e pure strabico. Sarà mica pedofilo?
La Germania, paese incivile. Dopo che i langen sono stati stati, adesso si giunge all’unificazione amministrativa.
L’Italia, paese civile. Dopo aver avuto staterelli, ed averli unificati, adesso si staccano ancora.
La Germania, paese incivile. Per gestire il surplus delle quote lattee, hanno escogitato il latte microfiltrato.
L’Italia, paese civile. Per gestire il surplus delle quote lattee,
s’inondano le strade di letame. Come fa il governo. Ed i Tedeschi ci vendono il latte microfiltrato.
La Germania, paese incivile. Nel governo non sono entrate persone per merito sportivo o di notorietà. I fratelli Schumacher restano al loro posto.
L’Italia, paese civile. Nel governo doveva entrare il datore di lavoro di Schumacher.
La Germania, paese incivile. Grande concerto degli Insane Clown Posse
L’Italia, paese civile. Jovanotti ed i 99 Posse hanno problemi a fare un concerto.
La Germania, paese incivile. Hanno avuto Hitler, ma quasi tutti ammettono che è stato un tragico errore.
L’Italia, paese civile. Hanno Berlusconi, ma s’accorgeranno che s’è tratto d’un tragico errore.

Martedì 17.09.2002

Godot, pacifista coglione

Archiviato in: Like the Humans do, Riflessioni — Artois @ 22:28

Ah, che bella serata! L’ideale per scambiare due chiacchiere, amabilmente.
Statemi a sentire, vi garantisco che vi diletterete un mondo. Annegherete in
un mare di risate, tra onde di lacrime? Non mi credete? Ascoltatemi belli!
Il mondo sembra andare al rovescio? Ed io, tre giorni fa, ho deciso di far
un gesto alla rovescia. Anzichè farmi aspettare, ho preso armi e bagagli, ed
sono salito sul primo treno disponibile. Seconda classe, biglietto pagato e
prenotato. Buffo, volevo rimanere sveglio per godermi il panorama e
sorridere a chi m’attende sulla per Roma, ed invece tutto quell’entusiasmo
dei compagni di viaggio m’ha cullato dritto nel mondo dei sogni.

E, gente, sapete cosa ha sognato questo infantile, che si diverte alla sua
età a far girotondi anzichè dar la scalata ad aziende od a inveire contro il
magrebino che sta raccogliendo il San Marzano? Non ha sognato di manifestare
in piazza, non ha affatto materializzato immagini di popolo compatto,
ansimante, pulsante, vivo e pensante, che si solleva contro chi gli sorride
pensando al successo che ha su d’esso, ed su come gli tornerà utile. Non ha
visualizzato la rabbia, la sacrosanta indignazione.

Non ha nemmeno immaginato il silenzio complice di certi pennivendoli che
c’informano dello sdegno di Don Badget (o Budget, signori, prego
aiutatemi…), sul film di denuncia, ma non sulla denuncia dello sdegno.
Quello no.

Ho concluso il mio riposino evitando di sentirmi fiero d’aver fatto qualcosa
che non mi farà vergognare d’aver fatto qualcosa.

Per farla spicciola, breve, quello che ho sognato è stata l’inutilità di
questo sollevamento. Oh, non guardatemi torvamente. Fatemi concludere, avete
promesso, perdiana! Ho Sognato che, non c’erano motivi per farlo. Ho sognato
una società con delle storture, non perfetta, priva d’alcun effetto, ma
ancor civile. Ho sognato che in parlamento si litigava per un iter, e non
per affrettare i tempi di leggi utili a pochi. Ho sognato che quella gita a
Roma, quei girotondi, erano appannaggio di fanciulli. E ritornavano giochi,
e non motivo di protesta. Ma il mondo gira alla rovescia, ed i giochi
divengono serie attività, e le discussioni dei grandi diventano giochi
infantili a chi può tirare la sciarpa perchè è il coccolo della maestra.

Mi hanno svegliato. Ho girato in piazza, io Godot. Che, in un mondo
ribaltato, aspettava.

Che cosa? Un cenno, un’ammissione di colpa, una marcia indietro.

Che son arrivate? Non so, lorsignori, sto ancora aspettando. Però il mio
ruolino l’ho fatto.

E sono fiero d’esser un bambino viziato, una comparsa nella sceneggiata
della vita, e non del successo, una marionetta, un pacifista coglione, uno
strumentalizzato, un servo degli imam ed dei vescovoni, un terrone, uno che
sputo nel piatto che papà Berlusconi, zio Fini, nonno Bossi, e suor Casini
gli hanno preparato. Un marocchino, un disoccupato, uno studente, un
meridionale, un operaio (che non è presidente, nemmeno del circolo
briscola), un barbone, delle dita che premevano aggiorna su www.governo.it
un politico, un uomo di spettacolo, un giornalista,
una massaia, un dirigente, un docente, un segretario, uno dei tanti volti.

Ecco chi ero.

Diamine, Berlusconi. Ero venuto, da te. In un mondo alla rovescia,
aspettando ero venuto da te.

E non mi hai riconosciuto?

Peccato…

Bella storia, non trovate? Una straordinaria, storia. Comune in frangenti
straordinari.

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