Tutto ha avuto inizio con un messaggio. Un giro, uno dei soliti, uno dei
tanti. Tutto ha avuto inizio con un messaggio, appunto. Più che altro, in macchina,
quelle che volavano erano parole abbastanza pesanti su, chi, per eccesso di
zelo, o eccesso di premura, o peggio, quieto vivere, non riesce, o non vuole
comprendere quando e quanto la misura può essere colma, e, che, le vicende
personali non creano una persona. L’indignazione è giusta, ma è meglio
soprassedere. Anche poichè, di certi errori, è meglio rendersene conto da
soli. Almeno, a 48 anni, è un’occasione per crescere. Voglio concedergliela,
mi spetta di diritto. (Avrei preferito non rinascere o se preferite non
risvegliarmi, ma, queste cose non le
decidi tu…).
Una notarella preziosa: per apprendere qualcosa, basta ascoltare. Tenetelo a
mente, banale quanto sia, è sempre dimenticato. Ve lo può dire chiunque, da
un collega annoiato, a una cara persona che traccia con nero inchiostro la
luce dei suoi sogni, ad una ironica crepesmaiden…basta guardarsi intorno e cercare
di comunicare.
Anche se non serve a nulla, poi…E poi, silenzioso, ritracciare la strada
per la solita, scialba città, tanto amata per lei, tanto detestata per chi
gli dà la vita.
Giusto il tempo per fermare un conoscente (niente e-mail..), e dargli un passaggio.
Giusto il tempo per confrontare cosa sia il vero significato delle parole
amicizia, amore, affetto. I greci ne avevo tre: Agape, Filia ed Eros. Ma,
Agape, tutto sommato è anche Speranza, ed il suo rovescio, disperazione. E’
l’unica che conosco. Pensavo ad una frase che è apparsa qui, e la dedico ad
una cara persona, "Quando sarò più vicino, mi amerai di più" mentre la luna si rimpicciolisce sempre più. Così…so che
anche lei, qualche volta, la fissa. Vorrei che fosse uno specchio, ma
bisogna accontentarci. Intanto il motore si raffredda, come le mie mani.
A casa, poi, una sola buonanotte. E penso al tempio di Volta, chissà
perchè…e poi al Pantheon. E allo sferragliare d’un treno. La mente gioca
sporco certe volte. Non quanto faccia la vita.
Ho voglia di spegnere il computer, adesso, un giorno dopo. E di leggere.
Neil Gaimain, il suo Sandman, Preludi. Andrà più che bene. Insieme ad Avatar, nel
lettore CD.
Buona notte…anche a distanza, 7, 13, 537km, voglio vegliare sui sogni di
chi non vuole dormire, su chi la notte dorme aspettando di svegliarsi ed di vestirsi di buio, nonostante gli calzino
male, su chi la notte sogna di discutere su come sia diverso
il colore degli alberi con la sua sorella/specchio dell’anima, o di chi non vuole più sognare
di cedere e d’essere uccisa. E, soprattutto, vegliare su chi ritengo speciale, su chi, voglio
bene, maledettamente bene.
Guglie d’immagini, picchi ed archi d’armoni…riuscirà questa cattedrale
notturna a riempire la notte…e se si, chi sono quelle sagome che
s’affacciano alle finestre? Non devo dare una risposta.